Alimentazione. Malattia. Mente sana in corpo sano come stile di vita

Da (spero buon) podista per me l'alimentazione è importantissima. Per non parlare poi del mio basso metabolismo, colpevole del fatto che annuso il pane appena sfornato e già ingrasso! e quindi una nutrizione bilanciata è necessaria, ma ovviamente non soltanto per chi va a correre, ma proprio per chi vuole vivere bene e a lungo mangiare sano come stile di vita è necessario. esagero?



Vita come tragedia dell'alimentazione 

Il primo passo che bisogna fare per andare incontro ad un miglioramento reale della vita è, chiaramente, iniziare da noi stessi. Per iniziare da noi stessi bisogna apprendere una grande verità, e cioè che si devono lasciare da parte tutte le teorie e le ipotesi sull'alimentazione dell'uomo preistorico che grosse forze economiche ed una scienza asservita al potere e al profitto hanno cercato di farci accettare a tutela di determinati interessi.
la vita è una vera tragedia dell'alimentazione”. La malattia è una e una soltanto: la discarica interna dell'organismo. La persona media considerata “normale”, in buona salute, ha un cronico accumulo di prodotti di rifiuto di cibo, tossine, e veleni. Una persona grassa o malata di fatto è un “pozzo nero” vivente. 
Il corpo prima di tutto deve essere considerato come una macchina, un meccanismo fatto di materiale con caratteristiche elastiche simili a quelle della gomma, che è stato mantenuto in espansione per l'intero corso della vita mangiando in eccesso. Con questo processo si crea un bel paradosso perché più l'uomo accumula tossine e veleni e più ha il desiderio di mangiare per arrestarne l'eliminazione!
Dobbiamo realizzare che l'uomo è l'animale più ammalato sulla terra. Nessun altro animale ha violato le leggi della corretta alimentazione quanto l'uomo. Nessun altro animale mangia scorrettamente quanto l'uomo! 
Il filosofo tedesco Schopenhauer sosteneva che non è mai stata l'intenzione, ne il piano di Dio di creare la malattia ma, come logica conseguenza, disobbedendo alle leggi divine o della vita, la malattia viene prodotta. Non puoi guarire alcuna malattia con qualsiasi genere di accorgimenti, trattamenti o diete senza arrestare il consumo di alimenti che producono malattie, che costituiscono un grosso percentuale della dieta distruttiva dell'odierna civiltà.

Una grande verità volutamente occulta

Occorre partire da un dato di fatto incontestabile: i nostri antichi progenitori non erano carnivori, non erano erbivori, non erano onnivori, erano semplicemente dei “fruttariani” e lo furono per moltissimi anni, i primi della loro esistenza. Essi, non ancora bipedi, vivevano sugli alberi della foresta, che dava loro l'unico cibo al quale la specie umana è biologicamente adatta, cioè la frutta succosa e dolce, che ancora oggi istintivamente appetiamo e cerchiamo da piccoli finché conserviamo i nostri sani istinti alimentari.
Oggi ci dicono che la carne è importante per assorbirne le proteine, perché il nostro corpo non può sintetizzarle tutte. Cioè che i 22 aminoacidi (21 secondo alcuni, 23 secondo altri) esistenti negli alimenti si dividono, secondo la nutrizionistica ufficiale, in due categorie: quella dei 14 aminoacidi che possono essere prodotti (sintetizzati) dall'organismo umano e quella degli aminoacidi chiamati "essenziali" (8 o 10) che invece si ritiene non possano essere sintetizzati dall'organismo umano e pertanto dovrebbero essere assunti con gli alimenti. Bene, gli "aminoacidi essenziali" sono un autentico "mito". Tuttavia, ammettendone pure la reale esistenza come la medicina ufficiale pretende, è legittimo formulare questa domanda, di fondamentale importanza: da dove trassero, i nostri progenitori arboricoli, gli aminoacidi oggi chiamati essenziali, ritenuti indispensabili alla vita, durante i milioni di anni in cui furono abitatori della foresta e sicuramente solo fruttariani?
La risposta ad una simile domanda, non può essere che una sola, dettata dalla logica elementare e dal buon senso: evidentemente solo dalla frutta, anche se, secondo il parere di alcuni paleoantropologi, venivano probabilmente aggiunte alla frutta altre parti succulente di vegetali. E Poiché noi oggi continuiamo a possedere quelle stesse caratteristiche anatomiche, fisiologiche ed istintuali di quei nostri progenitori, dobbiamo dedurre che frutta, verdura e legumi sono qualitativamente e quantitativamente sufficienti a garantire in modo ottimale la vita dell'uomo oggi.

Un problema mondiale

C’è anche da considerare l’aspetto della fame nel mondo, perché per mantenere attiva la produzione di carne, abbiamo circa 4 miliardi di animali di allevamenti i quali vengono alimentati con circa un terzo dei prodotti della terra. Animali destinati a circa il 30% della popolazione mondiale. Quindi dobbiamo renderci conto che non è una scelta diventare vegetariani ma è inevitabile se vogliamo sopravvivere come specie, a maggior ragione se si pensi che per ogni chilo di carne ci vogliono circa 20 mila litri d’acqua.
La natura si porge all'uomo. Tu mangi un frutto perché vuole essere mangiato, perché così facendo liberi il suo seme che buttato al vento, serve a procreare. C’è una naturale simbiosi, un accordo biologico tra la natura vegetale e la natura animale (cit. Dott. Veronesi)

Rieducarsi a mangiar bene

Perciò bisogna rieducare la mente mentre si gode di buona salute piuttosto che aspettare fino a quando ci si ammala. Bisogna imparare come agire secondo le leggi della buona salute, in modo costruttivo per essere preparato ad affrontare ogni emergenza. Quando la vita pulsa con salute gioiosa, allora si sta vivendo ad un livello superiore, diritto di nascita di ogni essere umano.
Bisogna realizzare e percepire che si sta dando inizio ad una rivoluzione completamente nuova e perfetta, alla rigenerazione e al ringiovanimento del corpo, e questo non può essere compiuto in pochi giorni semplicemente, ma deve diventare uno stile di vita.
Il corpo deve essere nobilitato e purificato in modo che i suoi organi non stimolino a nulla che non possa servire all'anima e allo spirito. L'anima non deve essere spinta dal corpo a desideri e passioni che contraddicano un pensare puro e nobile.

Perciò la prima condizione è di porre attenzione alla salute del proprio corpo, cosa che dipende certo da noi e che ognuno può cercare sicuramente di migliorarla. Perché soltanto ad un uomo sano può giungere una sana coscienza e una vera conoscenza.
Questa è una grande impresa da realizzare, ma da qui dipende non soltanto il vostro destino futuro, ma quello di un'umanità sofferente, infelice e sulla soglia di un collasso fisico e mentale.

grazie, a presto!

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