sabato 21 marzo 2015

La felicità di oggi. Tra ragione e bontà.

Uno dei tratti del pensiero moderno è, in campo pratico, l’assunzione di una riflessione volta a calcolare e a individuare gli interessi terreni e mondani e rapportarli con la felicità.
Gli uomini sono in generale inclini alla credulità e portati a giudicare basandosi principalmente sulle apparenze. In questa prospettiva la ragione è intesa come puro strumento di calcolo al servizio di quell'interesse di cui è essa stessa espressione. Quindi si afferma sempre più la convinzione che, fattasi calcolatrice, la ragione sia ora in grado di produrre un diffuso e mai prima visto miglioramento della vita umana sulla terra.
E perciò si pensa che chi ricorra alla ragione è perciò al tempo stesso felice e buono: felice perché è ora capace di procurarsi il benessere e la prosperità che prima le mancavano; buono, perché può adoperarsi anche per la felicità comune.
Ma guidarsi solo tramite ragione crea anche una diffusa ostilità reciproca sviluppando una società dominata dalla mutua diffidenza e dalla simulazione. Non è nel regno del calcolo e della riflessione che va cercata la bontà. Buona è la coscienza che ha origine in due principi anteriori alla ragione, l’uno dei quali si interessa al nostro benessere e alla conservazione di noi stessi, e l’altro ci ispira una naturale ripugnanza a veder patire e soffrire qualsiasi essere sensibile e i nostri simili.
Amor di se e pietà configurano pertanto uno stato di natura che è buono perché costituito da sentimenti buoni. Buona è quindi solo la coscienza che sa ascoltare il suo sentimento interiore, che altro non è se non la sua stessa originaria voce interiore, soffocata, ma non soppressa.
La felicità autentica implica un essere in cui bisogni e desideri siano fortemente ridotti. Un essere cioè quanto più possibile autosufficiente e perciò stabile e permanente.
L’uomo deve esercitare la propria libertà sollevandosi oltre il mondo sensibile e trovando in ciò la ragione del suo volere, il perché delle sue azioni. Questo valore peculiarmente umano del libero sforzo morale è ciò che ci distingue dagli altri animali, ed è ciò che veramente conta, per essere buoni e felici nel e col mondo.





Grazie, a presto!







Leggi anche la-corsa-ti-aiuta-disciplina-interiore-virtu

Nessun commento:

Posta un commento

Alimentazione come energia vitale