mercoledì 25 marzo 2015

La Bellezza nel mondo e l'importanza dell'arte. Estetica e Azione.

Se si guarda il mondo con gli occhi di un bambino, senza tanti fronzoli per la testa insomma, ci meravigliamo di ciò che ci circonda. ma questo "meravigliarsi" cos'è? cosa scaturisce in noi la bellezza? cosa comporta l'azione "bella"?..



L’azione bella e la lotta

Accade in noi un processo attraverso il quale lo "spirito" è costretto ad uscire dalla propria quiete e si trova esposto al dolore, all'infelicità, al conflitto. Quando opposte esigenze di natura ideale ed universale stanno in lotta l’una con l’altra all'interno di uno stesso soggetto, nasce il Pathos, che costituisce la molla stessa dell’azione bellaL’arte si trova nella spiacevole condizione di sollecitare il giudizio positivo e l’ammirazione proprio di coloro che combatte. (Questa problematica costituisce il tema centrale di Lev Tolstoj, il quale assegna all'arte una funzione sociale, morale e religiosa). 
L’azione bella è per lo più un’azione immorale insomma. La cultura è contaminata dalla corruzione della società, dalla divisione sociale tra ricchi e poveri. Ne consegue l’egemonia di un’arte falsa e pervertita, interamente votata alla ricerca del piacere.
Eppure una risposta chiara e convincete a questo problema era nota fin dall'antichità. Essa consiste nel distinguere tre forme diverse di vita attiva: il lavoro, la produzione di opere e l’azione vera e propria. È evidente che l’esperienza artistica appartiene al secondo tipo, l’artista è un Homo Faber. Non esiste una differenza sostanziale tra un'esperienza comune e un'esperienza di bellezza: ogni esperienza può diventare estetica se proseguita e portata a compimento. Ciò che caratterizza l’esperienza estetica è dunque il compimento; l’azione diviene bella nella misura in cui mi impegno in essa, mi dedico ad essa, combatto per la sua manifestazione.
Ogni azione è in realtà iterazione col mondo esterno. L’esperienza è veramente completa quando si materializza in un’opera d’arte, perché così l’esperienza diventa trasmissibile comunicabile e socialmente rilevante.

L’azione estetica come tensione utopica

L’arte, da un lato aspira a alla compiutezza quindi, ma dall'altro contiene in se stessa una specie di frammentarietà che le impedisce di chiudersi in una totalità compiuta. L’arte è "immanenza" perché essa stessa si dà come qualcosa di esistente qui ed ora ma anche perché l’orizzonte utopico che essa apre è immanente, è quello della rivoluzione sociale e non quello di Dio.
(La vera figura maestra dell’irrequietezza utopica è Faust di Goethe. In lui l’azione utopica si configura come un tendere che non si accontenta di nessun risultato raggiunto, ma si appropria dell’esperienza acquisita per farne la base di un ulteriore passo in avanti. Ogni godimento viene cancellato da una nuova brama).
La musica è la più utopica e sociale delle arti. C’è qualcosa di incompiuto tutto teso verso l’oltrepassamento.

L’azione comunicativa

Problemi visti e discussi in passato come estetici vengono ora presentati come questioni relative alla comunicazione. Il vero cambiamento è stato quando la ragione nel procedere dell'arte si pone come momento di un istanza universale, individuabile nella comunità illimitata della comunicazioni. Il legame sociale si regge su un sentimento di empatia di identificazione con le emozioni altrui. La società delle comunicazioni si delinea come una società del sentire assai più che dell’agire, e così ne risente anche l'arte, ridotta a dover manifestare i sentimenti, ad esempio la felicità, in un selfie.

L’abbandono e l’ascolto

Perciò l’arte deve essere distinta sia dalla filosofia, che si articola in concetti e sia dalla scienza che si sviluppa attraverso funzioni. Mentre Le opere d’arte svolgono un ruolo fondamentale nella stabilizzazione e nel mantenimento delle sensazioni emotive. Tuttavia i tre diversi piani dell’arte, della filosofia e della scienza trovano un loro congiungimento nel cervello. Anche loro dunque abbozzano la svolta dal terreno psichico.
Quindi quando guarderete un tramonto la prossima volta, ascoltate il vostro cuore e la vostra mente, e sentitevi un po artisti,  ma anche scienziati e un po filosofi.




Grazie, a presto!




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