martedì 24 marzo 2015

Nel nome del Padre comune.

In questo periodo di terrorismo, guerre religiose, sparatorie in luoghi affollati, Isis e chi più ne ha più ne metta, a me piace pensare ciò che accomuna le grandi religioni, iniziando proprio da quel che più importa per i credenti, cioè il Padre comune. Perché chi ha un fervente credo, non può annunciar guerra nel nome della pace. 

Abramo

Dio è, per le tre grandi religioni monoteiste, lo stesso. La figura biblica che unisce più di tutte è quella di Abramo, il padre spirituale, e forse anche reale, di ebrei, cristiani e musulmani. Abramo fu il grande pensatore che scoprì l’evidenzia diretta di un Dio unico. Fu il fondatore del monoteismo. Dal suo seme nacquero Ismaele, dal quale sono discesi gli arabi, o israeliti e Isacco, da cui vennero gli ebrei e i cristiani.
L’importanza del patriarca è riconosciuta anche dal Corano, dove si racconta il sacrificio compiuto da Abramo, senza specificare però il nome del figlio che il padre, messo alla prova da Dio, stava per immolare. Abramo ed Ismaele, secondo il corano, avrebbero insieme fondato la Kaaba della Mecca ( la struttura che conserva la pietra nera), a confermare lo strettissimo grado di parentela tra ebrei ( da cui si distaccarono i cristiani) e i Musulmani. 

Gesù

Un altro dato stranamente poco noto in Occidente è la popolarità di Gesù nel mondo mussulmano. Per i musulmani Gesù è un profeta molto particolare, perché ha portato (di persona) la parola di Dio a un livello analogo al Corano. Molti sapienti musulmani fanno un parallelo fra l’eucaristia dei cristiani e la recitazione dei versi del Corano. Nell'islam si ritiene che Gesù sia il maestro del soffio divino della vita. Inoltre, il Corano riconosce grande importanza a Maria di cui si sottolinea lo stato di verginità. L’islam riconosce i profeti biblici della tradizione ebraica, la figura di Gesù e molti santi cristiani.

Futuro uniti

La dimensione etica delle tre grandi religioni non deriva solo da un concetto di parentela, più importante ancora è il loro carattere universale, cioè aperto a tutti. Le tre grandi religioni non sono nate aristocratiche e hanno una certa caratteristica di rivolgersi a tutti con una certa attenzione ai problemi sociali. Quella ebraica è stata la religione di un popolo di schiavi, quella cristiana inizia come speranza per gli oppressi, quella musulmana ha pure fondato il suo successo fra gli umili. In comune hanno il senso di giustizia, il rispetto per i bisogni del prossimo, della vita, l’idea che tutti sono figli di Dio, la sacralità della famiglia. Ce n’è insomma a sufficienza per pensare che le tre religioni, invece che per cementare l’odio reciproco, possano servire per combatterlo.

Non è la religione a fomentare odio, ma politiche decennali portati ad un diffidente confronto e alla rivalità che hanno ben altri scopi terreni (ricchezze sul territorio come il petrolio) e non c'entrano nulla con la religione che ogni individuo porta con se. Perché il rispetto comune va al di là di ogni cosa, perché solo una cosa è certa: l'odio crea solo più odio, e la pace non nasce dalle guerre e queste cose, un vero fedele che ha l'amore di Dio nel cuore, le sa.


grazie, a presto!

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