Tecnologia ad onde elettromagnetiche

Senza fronzoli. Ma queste onde elettromagnetiche fanno male oppure no?



La IARC (International Agency for Research on Cancer) , nel 2011 ha indicato i campi elettromagnetici a radiofrequenza, tipici dei telefoni cellulari come possibili cause di alcuni tipi di cancro. La conseguenza è stata l’inserimento delle radiofrequenze nella classe 2B, che include gli agenti con possibili effetti carcinogeni.
Ragazzi il cellulare fa male, ma non solo. Anche le antenne che fungono da ripetitori. Le persone che vivono ad una certa distanza da questi ripetitori sono più portate a sviluppare un cancro. Il problema è che, se possiamo evitare di vivere vicino ai ripetitori, non possiamo sfuggire alle onde elettromagnetiche in cui siamo immersi costantemente

Per farci un’idea dovremmo immaginare di avere sopra le nostre teste una sorta di cupola. Se i nostri occhi sarebbero in grado di vederle ci apparirebbero come miliardi di fasci di luce che ci attraversano in continuazione. Ci sono individui con un organismo più resistente di altri, ma nessuno di noi è immune a queste radiazioni.
Non possiamo avere una risposta che risolva il quesito. Si può evitare l’avanzamento della tecnologia? Ovvio che non è pensabile, anche perché l’evoluzione di una civiltà dipende molto da quest’ultima. La tecnologia è indispensabile, ma ci sono i pro e contro, e poi non possiamo pensare di tornare a vivere nelle caverne, visto che bisognerebbe vivere come minimo senza alcun elettrodomestico.
Gli effetti della radiazione elettromagnetica sugli esseri viventi dipendono principalmente da due fattori:
  • la frequenza della radiazione, ovvero il tipo.
  • la modalità di esposizione ovvero l’intensità della radiazione, la durata dell’esposizione, le parti del corpo esposte.
Per quanto riguarda la frequenza della radiazione si usa distinguere tra:
  • radiazioni ionizzanti, di frequenza sufficientemente alta da essere in grado di ionizzare gli atomi della sostanza esposta; possono quindi modificare le strutture molecolari, potendo anche produrre effetti biologici a lungo termine sui viventi interagendo con il DNA cellulare. Essendo le più energetiche sono, a grandi linee, le più pericolose.
  • radiazioni non ionizzanti; si designano come non ionizzanti quelle radiazioni elettromagnetiche non in grado di produrre ionizzazione nei materiali ad esse esposti. Un esempio di radiazioni non ionizzanti sono le onde radio. L’energia più bassa le pone, in generale, in classi di rischio più basse delle precedenti.

Le informazioni che seguiranno sono state rilasciate dalla Lega Tumori di Siena :


Cause di presenza nell'ambiente di campi magnetici sono per esempio asciugacapelli, frullatori, televisioni, trapani e treni elettrici in un rapporto che va dai 5000 volt di una linea ad alta tensione alle poche decine di volt di un elettrodomestico.
Altre sorgenti di onde elettromagnetiche si trovano nei settori delle telecomunicazioni, dalle trasmissioni radiotelevisive degli impianti radioamatoriali, negli impianti radar, sia militari che civili (antifurto), nelle antenne paraboliche per le comunicazioni satellitari. Insomma si sono andati sempre più diffondendo le sorgenti di campi elettromagnetici ad alta frequenza sia per uso personale, che per abitazioni, ospedali, scuole e uffici, come i sistemi automatizzati per il controllo degli accessi, i videoterminali, i metal-detector, gli antifurto a microonde, i dispositivi anti taccheggio, i telefoni cordless e cellulari. 
A tal proposito occorre tener presente che l’intensità nociva del campo elettromagnetico intorno ad un cellulare dipende dal modello di apparecchio nonché dalla distanza dalla testa. Perciò la Lega Tumori raccomanda l’uso del viva-voce e di fare comunicazioni brevi, magari alternando l’orecchio impegnato. Le onde elettromagnetiche di un cellulare possono interferire con dispositivi elettromedicali impiantabili (pacemaker, protesi acustiche) e con altre apparecchiature elettroniche sensibili (radio, TV, strumentazione degli aerei, di auto).
L’utilizzo industriale dei campi elettromagnetici riguarda essenzialmente il modo di provocare il riscaldamento dei materiali come metalli, colle, plastiche, legno ecc.
Nel campo medico, le principali applicazioni delle onde elettromagnetiche sono, oltre la risonanza magnetica, anche la diatermia, le tecniche di ipertermia in campo oncologico e gli elettrobisturi. I soggetti più esposti risultano i pazienti ed i lavoratori delle industrie produttrici di tali apparecchi.
Come precauzione viene consigliato di non trascorrere troppo tempo ad una distanza di un metro da elettrodomestici fissi come il frigo e lo scaldabagno, ridurre l’esposizione ai campi generati dalle linee elettriche aumentando l’altezza dei sostegni e impiegando cavi schermati o interrati, assicurarsi della corretta chiusura dello sportello del forno a microonde e del buon funzionamento dell’interruttore di sicurezza, che disattiva il generatore di microonde quando si spegne.
Tutti noi facciamo parte di quelle generazioni che stanno ancora sperimentando. Probabilmente fra non molto troveranno altri sistemi che si riveleranno più sicuri  per la salute umana. Non è bello da dire ma “oggi giorno noi siamo delle cavie”.
Quindi possiamo prendere piccole precauzioni, ma la verità è che i nostri corpi vengono attraversati tutto il giorno da queste onde killer. Con questo non voglio dire di fregarsene o di fare l'eremita sul monte. Piuttosto siate intelligenti e sappiate che più si sta lontani dal Wi-Fi e cellulari, meglio è.
Esistono anche determinate piante che "mangiano l'inquinamento". Ad esempio la Tillandsia (foto) o il Cactus Peruvianus assorbono le onde elettromagnetiche presenti in casa. (leggi: piante-indoor-purificatrici-cura-laria.html )

Ad ogni modo, gli organi più sensibili secondo gli esperti sono i testicoli e gli occhi. Poi ci si domanda perché l’uomo è sempre più sterile, beh, questa è una delle varie possibili cause.
Ma soprattutto, se vuoi bene a tuo figlio, evita di regalargli un cellulare e/o tablet che sia.

Grazie, a presto!


Acqua. Bene prezioso. Ma quanto ci costa in ambito economico? Quanto in salute?

Da quando ero piccolo, a casa mia si è sempre usato il purificatore dell'acqua potabile. Un semplice artefatto che con diversi filtri, "purifica" l'acqua del rubinetto e la rende "bevibile". Gran vantaggio logistico, visto che non abbiamo mai avuto il bisogno di trasportare bottiglie dal supermercato a casa. Ma anche un risparmio economico di gran rilievo,considerando che oggi giorno l'acqua in bottiglia sta raggiungendo dei prezzi folli. 

Nonostante questo, siamo tra i più grandi consumatori al mondo di acqua in bottiglia, e in vent'anni abbiamo triplicato il quantitativo consumato: ogni italiano beve annualmente poco meno di 200 litri di acqua in bottiglia, ben otto volte la media mondiale e il doppio che nel resto d’Europa! Con alcune, grandi differenze: il 70% dei sardi beve acqua minerale, mentre il 91% dei trentini beve l’acqua potabile che “sgorga” dal rubinetto. 
Il raffronto dei prezzi tra acqua minerale e potabile è stupefacente: mediamente un litro di acqua minerale costa 0,40 Euro al litro contro 0,001 Euro al litro dell’acqua potabile del rubinetto. Tra le acque minerali commercializzate, le differenze di prezzo hanno dello sbalorditivo: tra la S. Pellegrino e la Monteverde, la differenza di prezzo è di +400% circa, determinata esclusivamente dal costo della promozione pubblicitaria. Per convincere i consumatori a comprare l’acqua in bottiglia, a scapito di quella quasi gratis del rubinetto, nel 2014 gli imbottigliatori hanno acquistato spazi pubblicitari per oltre 400 milioni di Euro.
L'acqua è un bene che appartiene a tutti i cittadini, poiché le acque sotterranee fanno parte del demanio pubblico. Le aziende private che sfruttano le falde acquifere potabili, infatti, pagano alla collettività un irrisorio “canone di coltivazione”, a fronte della concessione, spesso permanente, di un bene pubblico. In pratica, gli amministratori che dovrebbero gestire, e non svendere il patrimonio collettivo, lo hanno invece “regalato” alla speculazione delle multinazionali.
Con investimenti pubblicitari che non hanno uguali per nessun’altra bevanda, è facile capire come i gruppi che controllano i tre quarti della produzione totale italiana – San Pellegrino/Nestlé, San Benedetto Italaquae/Danone, Uliveto/Rocchetta, Spumador, Norda e San Gemini – costituiscano una lobby (Mineracqua, la Confindustria delle acque), in grado di pilotare le campagne pubblicitarie e “convincere” a tutelare più il business che la salute.
La truffa, però, è ben altra, e sconvolgente: oggi, spesso, nelle bottiglie di plastica in vendita sugli scaffali dei supermercati, o sui tavoli di pizzerie e ristoranti, si trova “acqua micro-filtrata”, pagata a prezzo dell’acqua minerale, ma altro non è che acqua del rubinetto, la stessa che esce da quelli delle nostre case, messa in bottiglia e ricostituita con l’aggiunta di anidride carbonica e sali minerali. 
Dal punto di vista sanitario, potrebbe quasi essere un vantaggio: la legislazione italiana ha parametri molto restrittivi (circa 200) per l’acqua di rubinetto, rispetto all'acqua “minerale” in bottiglia (solo 48). Un esempio su tutti: la concentrazione massima di arsenico nella minerale fino a poco tempo fa poteva ancora essere di 50 microgrammi/litro (tre anni fa arrivava a 200, quando l'OMS dal 1993 ne ha fissato il limite a 10), mentre dal rubinetto per legge non può uscire acqua con più di 10 mg/l di arsenico. Dunque l’acqua di casa è più sicura!! Ma nulla si investe per migliorare e promuovere l’acqua degli acquedotti, comunque più controllata in generale e spesso qualitativamente migliore delle acque in bottiglia. In questi anni le grandi Aziende Municipalizzate, ormai tutte quotate in Borsa, sono viste solo come strumento per fare cassa, e non c’è alcun progetto per rinnovare il servizio pubblico dell’acqua. Bisognerebbe invece uscire dal mercato delle acque minerali, valorizzando il servizio idrico pubblico, tutelando fiumi e sorgenti, risparmiando acqua per gli usi non potabili.
A prescindere dalle “sanatorie” e dalla manipolazione dei parametri per la salute, la preoccupazione per la qualità delle acque minerali resta: l’avvelenamento cronico, dovuto ad esposizione a lungo termine di arsenico attraverso le acque, secondo l'OMS, causa cancro alla pelle, ai polmoni, alla vescica ed ai reni; mentre il manganese oltre la misura consentita, potrebbe incrementare la suscettibilità a infezioni polmonari.


Capisco benissimo che anche nei purificatori il business c'è, ma è sempre meglio il male minore. Io ho il purificatore da ormai 20 anni, sempre lui! cambio il filtro ogni 5 mesi (un pacco di 4 filtri costa circa 20 euro). A te i conti..

In ultima analisi: tutte le acque hanno effetti diuretici. l'effetto "plin-plin" è dato dalla quantità, e non dalla qualità dell'acqua bevuta. 

Grazie, a presto!

fonte: trekking.it

Guerra, Petrolio ed Energia rinnovabile

Recentemente mi è stato contestato il mio essere vegetariano mettendo in luce il fatto che l'acqua impiegata negli allevamenti per un chilo di carne è la stessa che una nave inquina importando la Quinoa dalla Bolivia.
In un mio vecchio post parlo già sugli effetti devastanti che gli allevamenti hanno sul nostro pianeta e di quanto fa male mangiare la carne (alimentazione-malattia-mente-sana), quindi oggi vorrei fare due riflessioni sull'altro aspetto della disputa. Quella nave che parte dalla Bolivia piena di Quinoa con tanto di petrolio per arrivare fin da noi.

Che il mondo funzioni in maniera univoca verso il dio denaro ormai non è notizia, ma lo sono tutte le guerre in giro per il mondo che a mio parere vengono messe in atto per un più ampio disegno di manipolazione.
In prima analisi i conflitti sembrano regionali e indipendenti l’uno dall'altro, ma come ha osservato lo studioso di geopolitica Michael Klare, si tratta semplicemente di «guerre del XXI secolo per l’energia»
Dal momento che i governi di Iraq, Nigeria, Russia, Sud Sudan e Siria derivano la gran parte dei loro ricavi dalle vendite di petrolio, possiamo affermare che le zone di produzione di gas e petrolio rappresentino una ripartizione di ricavi cruciali. Il controllo delle risorse fossili si traduce così in peso geopolitico per alcuni paesi e in vulnerabilità economica per altri.

Un conflitto di così ampia portata, che riguarda nientemeno che la transizione da un sistema fossile e nucleare, fondato su concentrazione di capitale, finanza e infrastrutture proprietarie, a un sistema di fonti naturali non proprietarie, diffuse e territorialmente governabili, non sfugge certo agli interessi dei Governi e delle Corporation che tengono le redini dell’economia e del commercio nel sistema finanziario globale.
Secondo Klare, la guerra per l’energia continuerà in tutto il mondo, infatti mentre le divisioni etniche e religiose possono fornire il carburante politico e ideologico di queste battaglie, decisivo è il movente economico. In un mondo ancora legato a doppio filo ai combustibili fossili, il controllo delle riserve di petrolio e gas è una componente essenziale del potere. Auspicare concretamente la fine della guerra per l’energia perciò, significa ottenere un contributo concreto verso la pace e la condivisione tra i popoli. Forse si potrà scongiurare questo conflitto solo il giorno in cui, finalmente, il mondo passerà davvero alle energie rinnovabili. Energie democratiche, strettamente legate al territorio ed in grado sul lungo termine di assicurare una autonomia energetica, mettendo gradualmente fine alla dipendenza dal petrolio.


Le tecnologie rinnovabili come sole, vento e biomasse, pur limitate da una relativa discontinuità, sono sfruttabili direttamente in pressoché ogni angolo del mondo e, nonostante il calo del prezzo del petrolio, è in atto un boom delle energie rinnovabili.
La diversità del modello rinnovabile che potremmo definire in una sola parola “democratico”, pone al centro il rispetto per l’ambiente con ricadute occupazionali sul territorio favorendo e stimolando la crescita di una coscienza diffusa che desidera cooperazione politica, riorganizzazione sociale e convergenza di “stili di vita verdi”.
Il nostro caro pianeta è uno solo, ed è giunto il momento di lasciare indietro la vecchia convinzione di piccole nazioni suddivise da linee geopolitiche immaginarie.






    Grazie. A presto!

Alimentazione come energia vitale

Il nostro organismo ha un enorme potenziale di risanamento e guarigione, sia a livello fisico che psichico. Sebbene la medicina accademica ...

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