La ricetta della Felicità.

La felicità è uno stato d’animo a cui tutte le persone aspirano. A nessuno fa piacere essere triste e depresso. D’altra parte ci sono persone che sembra siano sempre felici, anche quando si trovano in situazioni dove la vita li mette a dura prova. Questo non significa che queste persone non sentono dolore o tristezza, ma solo che non si lasciano sopraffare. Io dico sempre “pensa positivo”.


Apprezzare la vita ed essere grati di essersi svegliati ogni mattina
Sviluppare un senso infantile di meraviglia nei confronti della vita. Concentrarsi sulla bellezza di ogni essere vivente. Sfruttare al massimo ogni giorno. Non dare nulla per scontato. Non sudare per le piccole cose.

Essere
Considerare e accettare gli altri per quello che sono, rispettarli, per quello che sono. Trattarli con spirito generoso. Aiutarli quando si è in grado, senza cercare di cambiare l’altra persona. Provare ad illuminare il giorno di coloro che entrano in contatto con te.

Imparare continuamente
Tenersi aggiornati con le ultime novità per quanto riguarda la carriera personale e gli hobby. Provare cose nuove e audaci che suscitano il vostro interesse.

Essere creativi cercando di risolvere i problemi che si presentano
Non cadere in autocommiserazione. Non appena si presenterà una nuova sfida, trovare una soluzione. Non lasciare niente alle tue spalle che può influenzare il tuo umore. Ogni ostacolo che si presenta davanti a noi, bisogna vederlo come un’opportunità per fare un cambiamento positivo. Imparare a fidarsi del proprio istinto interiore, perché ha quasi sempre ragione.

Fai quello che ami
Alcune statistiche mostrano che l’80 per cento delle persone non amano il loro lavoro! Non c’è da meravigliarsi se ci sono così tante persone infelici. Spendiamo una grande quantità del tempo della nostra vita lavorando, quindi sarebbe meglio scegliere, se si ha la possibilità, una carriera che ci piace. Non sempre guadagnare di più fa sentire meglio una persona. Trovare il tempo per i propri hobby e perseguire interessi particolari.

Piaceri della Vita
Prendersi il tempo per osservare la bellezza che ci circonda. C’è di più nella vita del solo lavoro. Prendersi il tempo per sentire l’odore delle rose, guardare un tramonto o l’alba con una persona cara, fare una passeggiata in riva al mare, fare escursioni nei boschi, ecc.. Imparare a vivere nel momento presente, non nel passato o nel futuro.

Ridere
Cercare di non prendere se stessi e la vita troppo seriamente. Si può essere umoristi in quasi ogni situazione. Ridere di se stessi perché nessuno è perfetto. Cercare di trovare sempre il lato positivo delle cose, se possibile.

Perdonare
Tenersi dentro un rancore non farà male a nessuno, a parte se stessi. Perdonare gli altri per la propria pace mentale. Quando si commette un errore, bisogna imparare da esso e perdonare se stessi.

Gratitudine
Sviluppare un atteggiamento di gratitudine. Sii grato/a per tutte le cose, anche le cose che sembrano banali. Siate grati per la vostra casa, il vostro lavoro e, soprattutto, la vostra famiglia e gli amici. Prendetevi il tempo per dire loro che siete felici che facciano parte della vostra vita.

Investire in relazioni
Assicurarsi sempre che i vostri cari sappiano di essere amati, anche dopo un disguido o litigio. Coltivare e far crescere i vostri rapporti con la famiglia e gli amici, prendendosi il tempo necessario per stare con loro. Non fare false promesse. Essere di supporto.

Mantenere la parola
L’onestà è la miglior politica. Ogni azione e decisione che fate dovrebbe essere basata sull'onestà. Siate onesti con voi stessi e con i vostri cari.


Farsi gli affari propri e concentrarsi sulla propria vita
Prendersi cura di se stessi e della propria famiglia. Non farti condizionare con quello che gli altri stanno facendo o dicendo. Non farsi prendere dalle chiacchiere o da nomi di eventuali personaggi “portinai”. Non giudicare. Ognuno ha il diritto di vivere la propria vita nel modo che vuole, tu compreso/a.

Essere ottimisti, vedere il bicchiere mezzo pieno
Trovare il lato positivo di ogni situazione. E’ lì, anche se può essere difficile da trovare. Sappiate che tutto accade per una ragione, anche se non si conoscerà mai quale sia la vera ragione. Evitare i pensieri negativi. Se un pensiero è negativo si insinua, quindi bisogna sostituirlo con un pensiero positivo.

Persistenza
Non mollare mai. Affrontare ogni nuova sfida con l’atteggiamento che ti porterà ad un passo più vicino al tuo obiettivo. Non potrà mai fallire, se non mollerai mai. Concentrarsi su ciò che si vuole, imparare le abilità richieste, fare un piano per avere successo e agire.

Essere proattivi
Accettare ciò che non può essere cambiato. Le persone felici non sprecano le energie per circostanze al di fuori del loro controllo. Accetta i tuoi limiti come essere umano.

Prendersi cura di se.
Prenditi cura della tua mente, del corpo e della salute. Mangiare sano e cercare di tenere il lavoro fuori dalla propria vita sentimentale e famiglia. Riposo quanto basta. Bere molta acqua. Esercitare la mente alimentandola continuamente con sfide interessanti ed emozionanti.

Self Confidence
Non cercare di essere qualcuno che non sei. Dopo tutto nessuno ama un falso. Determinare chi siete nella parte interna , i propri gusti personali e antipatie. Abbiate fiducia in chi siete. Fate del vostro meglio senza aspettare che lo facciano gli altri per voi stessi.

Assumersi le responsabilità
Per essere una persone felice bisogna anche essere consapevoli che si è al 100% responsabili della propria vita. Bisogna assumersi la responsabilità per i propri stati d’animo, atteggiamenti, pensieri, sentimenti, azioni e parole. Bisogna saper accettare e ammettere quando si compie un errore.


Inizia oggi assumendoti la responsabilità per la tua felicità. 





Grazie, a presto!


Nutella. (Solo) Un marchio di riferimento.

Criticare la Nutella è difficile, perché si tratta di un prodotto cult supportato da numerose campagne pubblicitarie e venduto a un prezzo conveniente. Ma la famosa crema spalmabile al cacao e nocciole è stata nell'occhio del ciclone all'estero. Sul web e sui social network esperti e consumatori consigliano di evitare la Nutella perché contiene ingredienti pericolosi per la salute.
Basta leggere l’elenco degli ingredienti per capire che siamo di fronte a una preparazione con un profilo qualitativo merceologico non proprio eccellente. 
Sotto accusa troviamo l’ormai noto  olio di palma, lo zucchero raffinato e la vanillina. La Stampa degli altri paesi europei parlano della Nutella come di un prodotto che può provocare gravi problemi per via dell’elevato contenuto di olio di palma e di zucchero raffinato, sottolineando inoltre il basso contenuto di nocciole: solo il 13% sul totale degli ingredienti.
Un quinto della Nutella è costituito da grasso puroNutella usa olio di palma al posto del pregiato e costoso burro di cacao (considerato l’ingrediente principe di tutti i prodotti a base di cioccolato). L’abilità di Ferrero consiste nel rendere piacevole al palato un olio di mediocre qualità come quello di palma attraverso un processo di raffinazione che permette di selezionarne la parte più nobile. L’operazione è possibile grazie a un impianto di frazionamento che possiedono solo sette aziende al mondo. Questa scelta permette di ridurre drasticamente i costi, ma penalizza la qualità nutrizionale essendo gli oli di palma sconsigliati dagli esperti di nutrizione. L’olio di palma quando viene riscaldato nelle lavorazioni industriali porta alla formazione di acidi grassi che possono risultare dannosi per l’organismo umano anche in piccole quantità.
Lo ha confermato Alfonso Lampen, esperto di alimentazione dell’Istituto Federale per la valutazione dei rischi della Germania (BFR). Gli acidi grassi, sostiene Lampen, che si formano nella lavorazione dell’olio di palma sono dannosi per i reni, per il fegato e per i testicoli e possono anche avere effetti cancerogeni.
Sono numerosi gli articoli che all'estero attaccano la Nutella, non soltanto per la presenza di olio di palma ma anche perché contiene ingredienti come lecitina di soia, vanillina e latte in polvere.
La vanillina è un ingrediente artificiale che rappresenta una neurotossina per le cellule cerebrali. Anche se, secondo l'OECD la vanillina non è una sostanza pericolosa per la salute e al riguardo non sono mai stati identificati rischi particolari. viene definita come un additivo utilizzato in tutto il mondo e approvato dalle autorità per la sicurezza alimentare. la vanillina viene utilizzata come additivo alimentare sintetico perché la produzione di bacche di vaniglia non risulta sufficiente a soddisfare la domanda industriale .

Inoltre Ferrero Australia ha ribadito che l’olio di palma utilizzato per produrre la Nutella è 100% sostenibile sulla base della certificazione RSPO 
Il timore è che la RSPO protegga dalla deforestazione soltanto le parti di foresta considerate 'ad alto valore di conservazione' e continui nel frattempo a permettere la deforestazione per la coltivazone di palme da olio in aree 'di minor valore'. L'organizzazione Salviamo La Foresta fa notare inoltre che compagnie con certificazione RSPO continuano ad essere coinvolte nella deforestazione. Senza contare che la stessa Ferrero fa parte di RSPO e che esiste dunque il dubbio che i controlli siano in qualche modo pilotati.
L’altro segreto che suggella il mito è l’imponente campagna di marketing del gruppo Ferrero che, grazie agli spot di tutti i suoi prodotti (Kinder, Rocher, Fiesta…) è considerato il primo inserzionista televisivo del settore alimentare, con un budget di spesa milionario. E così, Nutella è un mito perché oltre a essere un gusto, un sapore, rappresenta un marchio di riferimento per la maggior parte dei consumatori.
Negli ultimi anni la Nutella ha dovuto modificare la pubblicità e cambiare etichetta numerose volte. Si tratta di un bilancio pesante per la crema di nocciole più famosa al mondo, che evidentemente sconta una politica commerciale molto aggressiva ma poco trasparente. L’ultimo episodio in ordine di tempo è quello registrato negli Stati Uniti, dove un tribunale americano ha costretto Ferrero a pagare oltre 3 milioni di dollari per una pubblicità «ingannevole»,  in cui si descrive la Nutella come un prodotto «nutriente» e «salutare».
La sentenza è l’ultimo atto di una battaglia iniziata nel febbraio del 2011 da Athena Hohenberg, una mamma di San Diego che al tempo dichiarò di aver deciso di dare da mangiare alla figlia di 4 anni la crema al cioccolato dopo aver visto in tv la pubblicità incriminata. La donna ha rilevato che nello spot la Nutella era presentata come un prodotto nutriente adatto a una colazione  equilibrata e sana per i bambini. Quando la mamma ha scoperto che  due cucchiai di Nutella contenevano circa 200 calorie, di cui la metà era composta da grassi, si è arrabbiata e ha avviato la contestazione. 
Dopo la condanna  Ferrero Usa modificherà  lo spot e l’etichetta in modo da evidenziare il livello di grassi e zuccheri sul frontespizio del barattolo.

Il secondo incidente  risale al novembre dell’anno scorso quando l’Alta corte regionale di Francoforte ha invitato la società di Alba a cambiare etichetta.  La causa è stata portata avanti dall'associazione di consumatori tedesca Bundesverband der Verbraucherzentralen,  che accusava  Ferrero di riportare sui vasetti i valori nutrizionali in modo difforme. Le voci di grassi e carboidrati erano riferite a una porzione da 15 grammi, mentre i valori di  vitamine e sali minerali erano riferiti a 100 g. Secondo il giudice questa disparità  tende a occultare l’elevato tenore calorico dovuto a grassi e zuccheri e l’acquirente distratto può quindi pensare che la crema contiene  poche calorie e molte vitamine. Il giudice ha invitato la società a cambiare il testo aggiungendo i valori nutrizionali riferiti a 100 g a fianco di quelli relativi a una porzione da 15 g. Ferrero ha fatto ricorso contro la decisione.

Per la cronaca, successe qualcosa di simile anche in Inghilterra nel 2008. Dove la pubblicità è stata ritirata per disinformazione, perché LA NUTELLA sarà anche un piacere al palato, ma NON fa bene alla nostra salute.
Per coloro che stanno già pensando a criticarmi vorrei chiedervi.. se un panetto di burro avesse lo stesso sapore della Nutella, lo mangereste??.. Siate sinceri, almeno con voi stessi.


Grazie, a presto!

Debito pubblico. Spiegato in maniera chiara. Il più grande furto della storia umana.

Per comprendere il “meccanismo del credito” verso gli Stati, e cioè il debito pubblico di un paese dobbiamo, innanzitutto, chiarire che il denaro – l’euro nel nostro caso, il dollaro nel caso americano – è un bene privato in quanto emesso da una banca di fatto privata. Ogni singolo euro che si trova nelle nostre tasche – ma non solo – appartiene solo all'istituto che lo ha emesso: in sostanza la sovranità monetaria appartiene alle banche, non ai popoli. Se voi prendete qualsiasi banconota in euro per esempio, noterete immediatamente la sigla BCE in diverse lingue: questa è un’importante premessa per capire la proprietà alla fonte del denaro.
La BCE – la Banca Centrale Europea – è una società per azioni completamente indipendente e “staccata” dalle normative europee ed ha il compito – ed è questa la beffa – di tutelare la politica monetaria e di conseguenza la politica economica dell’Unione Europea composta da Stati “pubblici”. La BCE è posseduta dalle Banche centrali di ciascun Paese dell’area euro – anche se in percentuali diverse – più alcune Banche centrali di Paesi estranei alla moneta unica e che a loro volta coniano le rispettive monete. Insomma, in quest’ultimo caso si assiste anche ad un terribile conflitto di interessi.
Dato che i soldi restano pezzi di carta e metallo – nonostante l’enorme valore che la società attuale, malata e drogata, attribuisce loro – gli unici costi della Banca Centrale Europea e di questa compagine di Banche private centrali per emettere gli “euro” sono quelli inerenti la tipografia e il conio delle monete. Una volta stampati e battuti, questi soldi nei fatti vengono venduti agli Stati non a prezzo di costo – o di realizzazione come ci si potrebbe aspettare – ma in base al valore nominale che è stampato sulla banconota stessa.
Ad esempio, una banconota da 100 euro viene venduta a 100 euro nonostante costi di fatto alla BCE solo 0,03 centesimi circa e il tutto, per giunta, maggiorato da un tasso di interesse che si chiama ironicamente “tasso di sconto”. L’enorme differenza – il divario – che c’è tra il valore intrinseco – ovvero il costo effettivo delle monete e banconote, nel caso sopra: 0,03 centesimi, appunto – e il valore effettivo stampato sulla moneta viene chiamato comunemente – e giustamente – Signoraggio Bancario.
Facciamo un esempio ancora più concreto: se una banconota da 100 euro costa alla BCE solo 0,03 centesimi, il Signoraggio su ciascuna banconota si otterrà sommando il valore nominale della banconota (100 euro) più il tasso di sconto o interesse (1,5%) – valore quest’ultimo preso come media dal 2002, anno di battesimo dell’euro corrente – detraendo, infine, il valore intrinseco o costo effettivo (0,03).
Dunque: 100€ + 1,5€ – 0,03€ = 101,47€ !!! 

Lo Stato debitore di turno si impegna per lo stesso valore verso di lei e verso tutto il mondo finanziario e bancario emettendo titoli di debito – i nostri BOT, CCT ecc. – che la BCE prende semplicemente in pegno e si riserva di “piazzare” sul mercato dei titoli con un ulteriore interesse a vantaggio degli Stati che acquistano e che è pagato sempre dallo Stato debitore. In pratica, tutti questi titoli di debito sono garanzie di pagamento, vere e proprie “cambiali” che gli Stati emettono per i soldi che hanno ricevuto dalla Banca Centrale Europea. Ed è qui che entrano in gioco le ormai famose agenzie di rating: queste non fanno altro che dare valutazioni della solvibilità degli Stati – emettendo giudizi sintetizzabili in lettere alfabetiche, proprio come se fossimo a scuola – e ciò in base alle politiche ed alla credibilità del Paese invalutazione”. Si noti che ogni evento, sia economico, che politico, che sociale, viene analizzato minuziosamente e dunque il mercato dei titoli di qualunque Paese sale e scende proprio come se fossimo sulle montagne russe.
Quando si sente parlare di “aste dei titoli pubblici”, il meccanismo che vi sta dietro è proprio questo: la BCE tenta di convincere gli operatori del mercato – singoli, imprese, Stati esteri, banche estere e non – della bontà della solvibilità dello Stato in questione e cerca di “piazzare i titoli” al tasso che il mercato stabilisce di volta in volta, in base alle compravendite dettate dagli eventi economici politici e sociali del Paese in questione. I tassi europei fanno tutti riferimento al tasso del Bund” tedesco: ciò avviene perché la stessa BCE è stata costruita sul modello della vecchia Bundesbank e, visto anche il peso economico e finanziario che esercita tuttora la Germania sull’Unione (dopo aver perso due guerre?), il differenziale di interesse tra il Bund e gli altri titoli – il cosiddetto Spread – resta il paradigma da seguire. Quindi questo famigerato differenziale è solo una parte del problema, anche marginale… se vogliamo.
Un discorso ulteriore riguarda l’interesse su tutto questo denaro virtuale prestato all’origine dalla BCE: esso, semplicemente, non potrà mai esistere nella struttura economica e monetaria di un Paese; se la BCE presta al popolo italiano 1 miliardo di euro al tasso dell’1,5%, quella percentuale di interesse di capitale non esiste in principio e questo perché la BCE è la sola deputata a creare ed emettere denaro per i Paesi della zona euro.

Ma questa follia collettiva di “creazione di denaro virtuale” continua: i soldi si moltiplicano anche pian piano che… si scende di livello. Cosa succede, infatti, se ciascuna banca può aumentare a sua volta la virtualità del denaro? Accade che i debiti aumentano ancora di più e i cittadini – dunque lo Stato – si indebiteranno ulteriormente verso il sistema nel suo complesso e questo, ancor più, per soldi che in realtà non esistono. Tale meccanismo si chiama “riserva frazionaria” o “Signoraggio secondario” e permette ad ogni banca di “prestare” denaro moltiplicando virtualmente le proprie giacenze.
Quando noi andiamo ad accendere un mutuo in banca, l’istituto commerciale di turno fa esattamente quello che fa la BCE con lo Stato debitore: scrive un importo virtuale sul computer e ci addebita la somma dietro però garanzie REALI di pagamento. Quindi la banca, di fatto, non ci sta offrendo nulla: il solo fatto che scriva quell'importo “fantastico” sul suo schermo addebitandocelo è frutto del potere smisurato che gode il sistema che ha creato questa finta e malata economia.
L’organizzazione bancaria, in pratica, vende solo fumo, ma pretende da noi rigorosamente l’arrosto!
Gli economisti di oggi parlano all'infinito di crescita economica e di politiche di crescita, il cui unico fine sarebbe quello di ripianare i debiti pubblici: si può crescere quanto si vuole, ma se il meccanismo del credito resta questo né il capitale, né gli interessi sul debito potranno mai essere pagati!
Naturalmente, ciò che sta accadendo ha logiche di potere che vanno ben al di là degli Stati stessi: chi tiene le fila delle banche, infatti, sa benissimo che così facendo gli Stati falliranno uno dopo l’altro e con loro fallirà anche l’intero sistema economico mondiale. Ma allora ci si chiede: perché farlo? Perché proseguire e perseguire questa via catastrofica?

I motivi, a mio avviso, sono tanto oscuri quanto semplicemente ovvi e cioè sono tutti legati alla psicologia dell’uomo e dell’attuale società, da anni ormai letteralmente ammalatasi per il dio denaro. Se ci mettiamo poi il fatto che l’umanità da sempre impazzisce per il potere, possiamo tranquillamente affermare che ora ha congegnato soltanto un nuovo metodo per arrivare al solito vecchio obiettivo di “possedere il Mondo”. Anche se dietro le quinte.
Il meccanismo verticistico e piramidale, a questo punto, è fin troppo chiaro: alla base ci sono gli Stati che devono indebitarsi. Sempre. In ogni Paese del Mondo, poi, le varie banche commerciali e in generale gli istituti finanziari mirano a speculare, ma soprattutto a detenere pacchetti azionari nelle Banche centrali nazionali, in modo da poter avere “peso nell'affare degli affari”, vale a dire la creazione smisurata e incontrollata di denaro finto e virtuale venduto – anzi imposto – ai cittadini di tutto il Pianeta.
Un ulteriore prova è ciò che sta accadendo col bene rifugio per eccellenza, l'oro. Il quale negli ultimi anni è cresciuto di valore, spingendo la gente a vederlo. Ebbene se pensiamo al denaro come un misero SISTEMA, come tale può essere cambiato. Se arriveremo ad un vero e proprio crash economico mondiale, sicuramente si tornerà al SISTEMA dello scambio d'oro. Il quale, ahimè venduto per denaro, sarà pressoché ormai nelle mani delle banche..
leggi anche: Lo spietato Dio Denaro


Grazie, a presto!

Piante indoor purificatrici. Cura l'aria di casa tua!


Sappiamo tutti quanto incide l’inquinamento atmosferico sulla qualità della nostra vita, ma credo che pochi si preoccupano dell’inquinamento indoor, cioè la qualità dell’aria che respiriamo all'interno delle nostre case.



È difficile resistere al fascino della legna che arde e lo è ancora di più oggi che al fascino si aggiunge la convenienza economica. Con la comparsa sul mercato del pellet (micro bastoncini di legna ottenuta dalla lavorazione degli scarti del legno) la questione della combustione della legna ha assunto una notevole importanza e questo sistema si è imposto anche in città come uno dei metodi più economici per riscaldare gli ambienti. Il problema qual è? In fondo quello che viene bruciato è una sostanza naturale e per di più il processo è ad impatto 0 in termini di emissioni di gas cosiddetti "climalteranti".
Il problema è che tutte le combustioni di materiale legnoso rappresentano un processo di combustione estremamente inefficiente e poco controllato. Questo provoca l’emissione di importanti quantità di inquinanti: monossido di carbonio, particolato, benzene e altri composti organici volatili, metalli pesanti e diossine. Anche sostanze cancerogene quindi sulle quali non è il caso di scherzare. La tabella che segue riporta un confronto in termini relativi tra i fattori di emissione della legna in diverse condizioni di combustione e il gas naturale. Emerge con impressionante evidenza la quantità di inquinanti emessa dalla combustione della legna, in particolare se questa combustione avviene in un caminetto aperto.

A parità di calore prodotto infatti un caldo caminetto emette, in media, 4500 volte più PM10 rispetto al gas naturale, 200 volte più monossido di carbonio, 200 volte più Composti Organici Volatili, 400 volte più diossine e 130000 volte più Benzopirene. Quando queste combustioni avvengono all'aperto non ci sono seri problemi per la salute di chi sta nelle vicinanze.
Qualche preoccupazione nasce però quando queste combustioni avvengono in modo continuativo in ambiente indoor. In questo caso, in funzione del tasso di ricambio dell’aria e del tiraggio dei camini, una quota ristagna negli ambienti chiusi e un’altra viene riversata nell'atmosfera all'esterno. Se la quota che rimane indoor è consistente è probabile che si generino concentrazioni di inquinanti molto elevate.
Inoltre chi pratica running deve sapere che nel periodo invernale i livelli più elevati di inquinamento si hanno nelle ore di maggior traffico (8-9 del mattino e 19-22 di sera); nel periodo estivo l’inquinante che in genere desta più preoccupazioni è l’ozono che raggiunge invece il suo picco massimo nelle prime ore del pomeriggio. Per lo stesso motivo, per quanto è possibile, è opportuno concentrare le attività sportive all'aperto nelle prime ore del mattino.
Dunque le piante..
Tra le specie più efficienti in quest’opera di purificazione dell’aria ne ricordiamo alcune molto comuni come le gerbere, i crisantemi, il pothos, il tronchetto della felicità e il ficus”, ho deciso di eseguire delle ricerche perché sapevo che liberano ossigeno e catturano anidride carbonica, ma non che molte specie sono anche in grado di agire da filtri.
Piante che purificano l’aria
Questo gruppo di piante è stato testato dalla NASA nell'ambito di studi sulla purificazione dell’aria nelle basi lunari. Ogni pianta tra quelle citate ha una particolare versatilità nell'assorbimento di uno o più inquinanti. Molte delle informazioni qui riportate sono state tratte dal testo “Amiche piante” di B.C. Wolverton, uno dei ricercatori della NASA che ha partecipato a questo progetto. Le piante qui indicate sono tutte idonee a vivere in appartamento, con lo scopo di depurare l’aria che vi respiriamo.

Felce di Boston (Nephrolepis exaltata)
È in assoluto la pianta in grado di rimuovere più di qualunque altra la formaldeide dall’ambiente, addirittura con un tasso di 20 microgrammi per ora. È inoltre una bellissima pianta dal portamento compatto e globoso, che ha solo bisogno di buona umidità, e sopravvive benissimo anche in ambienti poco luminosi.



Areca (Chrysalidocarpus lutescens)

Rimuove al tasso di 19 microgrammi/ora xilene e toluene dai nostri ambienti. È una palmetta molto elegante (ricorda vagamente la Kentia e la Chamaedorea) che riempie con delicatezza un angolo della casa.


Spatifillo (Spathyphyllum wallisii)
Pianta umile e modesta, dai bei fiori bianchi e dalle notevoli esigenze idriche (qualcuno la usa anche negli acquari), che ha capacità di depurazione ambientale notevolissime. Rimuove 19 microgrammi/ora di acetone dall’ambiente (per chi non sopporta la pulizia delle unghie smaltate della moglie..), ma anche 13 microgrammi di metanolo, 7 di benzene, 5 di ammoniaca e 3 di formaldeide.


Anturio (Anthurium andreanum)
Leader nella purificazione da ammoniaca è il generoso anturio (10 microgrammi/ora rimossi). Questa bella pianta dal fogliame lucido e dai brillanti fiori rossi cerati, ha anche buona attività su xilene e toluene (8 microgrammi).

Dracaena marginata
Un tronchetto molto elegante (nella varietà bicolor e tricolor) che ha anche ottime capacità di depurazione. Rimuove infatti 10 microgrammi/ora di xilene e toluene, 8 microgrammi di formaldeide, e altri inquinanti minori.

Falangio variegato (Chlorophytum comosum “vittatum”)
Questa robustissima piantina ricadente “da ciotola”, con le foglie lunghe e appuntite bianco-variegate, si adatta veramente ad ogni ambiente e cura. Si riproduce con grande facilità. Questa liliacea si impose all’attenzione del mondo nel 1984 quando la NASA pubblicò i primi risultati dei suoi studi, per la sua grande capacità indifferenziata di assorbimento di inquinanti ambientali negli ambienti chiusi (per esempio 7 microgrammi/ora di formaldeide).
Aglaonema crispum
Se avete un ambiente con pochissima luce e poca acqua disponibile, e volete tenervi lo stesso una bella pianta, l’Aglaonema fa per voi. Una pianta robustissima ed elegante, con la speciale caratteristica di incrementare nel tempo la sua capacità di assorbimento di tossine se esposta per tempi lunghi ad ambienti inquinati (tra cui, ad esempio, 7 microgrammi/ora di formaldeide).
Sansevieria trifasciata
Questa pianta di semplicissima cura (ci si può quasi dimenticare che esista) è anche dotata di una caratteristica anomala. Al contrario della maggior parte delle piante, anche durante la notte continua a svolgere una leggera attività di sintesi, producendo quindi ossigeno e assorbendo anidride carbonica. Adattissima per stanze affollate o spesso chiuse.

Ficus benjamina
La più conosciuta tra le piante d’appartamento (qui nella splendida varietà a foglie d’oleandro), è anche una buona consumatrice di formaldeide (12 microgrammi/ora). Non è adatta a chi ha il “pollice nero”, infatti richiede un ambiente costantemente umido e buone e costanti irrigazioni. Non sopporta il freddo, né il secco.

Piante che assorbono la formaldeide:

Piante che assorbono xilene e toluene:

Ebbene, ognuno di noi crea il proprio ambiente da chiamare casa, nel quale riposare dopo una giornata da stress quotidiano. Le piante possono essere un buon motivo di arredo ma, come abbiamo visto, non solo!..
Cura la tua casa, te stesso e le persone con cui vivi.

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Grazie, a presto!

Alimentazione come energia vitale

Il nostro organismo ha un enorme potenziale di risanamento e guarigione, sia a livello fisico che psichico. Sebbene la medicina accademica ...

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