mercoledì 17 febbraio 2016

Debito pubblico. Spiegato in maniera chiara. Il più grande furto della storia umana.

Per comprendere il “meccanismo del credito” verso gli Stati, e cioè il debito pubblico di un paese dobbiamo, innanzitutto, chiarire che il denaro – l’euro nel nostro caso, il dollaro nel caso americano – è un bene privato in quanto emesso da una banca di fatto privata. Ogni singolo euro che si trova nelle nostre tasche – ma non solo – appartiene solo all'istituto che lo ha emesso: in sostanza la sovranità monetaria appartiene alle banche, non ai popoli. Se voi prendete qualsiasi banconota in euro per esempio, noterete immediatamente la sigla BCE in diverse lingue: questa è un’importante premessa per capire la proprietà alla fonte del denaro.
La BCE – la Banca Centrale Europea – è una società per azioni completamente indipendente e “staccata” dalle normative europee ed ha il compito – ed è questa la beffa – di tutelare la politica monetaria e di conseguenza la politica economica dell’Unione Europea composta da Stati “pubblici”. La BCE è posseduta dalle Banche centrali di ciascun Paese dell’area euro – anche se in percentuali diverse – più alcune Banche centrali di Paesi estranei alla moneta unica e che a loro volta coniano le rispettive monete. Insomma, in quest’ultimo caso si assiste anche ad un terribile conflitto di interessi.
Dato che i soldi restano pezzi di carta e metallo – nonostante l’enorme valore che la società attuale, malata e drogata, attribuisce loro – gli unici costi della Banca Centrale Europea e di questa compagine di Banche private centrali per emettere gli “euro” sono quelli inerenti la tipografia e il conio delle monete. Una volta stampati e battuti, questi soldi nei fatti vengono venduti agli Stati non a prezzo di costo – o di realizzazione come ci si potrebbe aspettare – ma in base al valore nominale che è stampato sulla banconota stessa.
Ad esempio, una banconota da 100 euro viene venduta a 100 euro nonostante costi di fatto alla BCE solo 0,03 centesimi circa e il tutto, per giunta, maggiorato da un tasso di interesse che si chiama ironicamente “tasso di sconto”. L’enorme differenza – il divario – che c’è tra il valore intrinseco – ovvero il costo effettivo delle monete e banconote, nel caso sopra: 0,03 centesimi, appunto – e il valore effettivo stampato sulla moneta viene chiamato comunemente – e giustamente – Signoraggio Bancario.
Facciamo un esempio ancora più concreto: se una banconota da 100 euro costa alla BCE solo 0,03 centesimi, il Signoraggio su ciascuna banconota si otterrà sommando il valore nominale della banconota (100 euro) più il tasso di sconto o interesse (1,5%) – valore quest’ultimo preso come media dal 2002, anno di battesimo dell’euro corrente – detraendo, infine, il valore intrinseco o costo effettivo (0,03).
Dunque: 100€ + 1,5€ – 0,03€ = 101,47€ !!! 

Lo Stato debitore di turno si impegna per lo stesso valore verso di lei e verso tutto il mondo finanziario e bancario emettendo titoli di debito – i nostri BOT, CCT ecc. – che la BCE prende semplicemente in pegno e si riserva di “piazzare” sul mercato dei titoli con un ulteriore interesse a vantaggio degli Stati che acquistano e che è pagato sempre dallo Stato debitore. In pratica, tutti questi titoli di debito sono garanzie di pagamento, vere e proprie “cambiali” che gli Stati emettono per i soldi che hanno ricevuto dalla Banca Centrale Europea. Ed è qui che entrano in gioco le ormai famose agenzie di rating: queste non fanno altro che dare valutazioni della solvibilità degli Stati – emettendo giudizi sintetizzabili in lettere alfabetiche, proprio come se fossimo a scuola – e ciò in base alle politiche ed alla credibilità del Paese invalutazione”. Si noti che ogni evento, sia economico, che politico, che sociale, viene analizzato minuziosamente e dunque il mercato dei titoli di qualunque Paese sale e scende proprio come se fossimo sulle montagne russe.
Quando si sente parlare di “aste dei titoli pubblici”, il meccanismo che vi sta dietro è proprio questo: la BCE tenta di convincere gli operatori del mercato – singoli, imprese, Stati esteri, banche estere e non – della bontà della solvibilità dello Stato in questione e cerca di “piazzare i titoli” al tasso che il mercato stabilisce di volta in volta, in base alle compravendite dettate dagli eventi economici politici e sociali del Paese in questione. I tassi europei fanno tutti riferimento al tasso del Bund” tedesco: ciò avviene perché la stessa BCE è stata costruita sul modello della vecchia Bundesbank e, visto anche il peso economico e finanziario che esercita tuttora la Germania sull’Unione (dopo aver perso due guerre?), il differenziale di interesse tra il Bund e gli altri titoli – il cosiddetto Spread – resta il paradigma da seguire. Quindi questo famigerato differenziale è solo una parte del problema, anche marginale… se vogliamo.
Un discorso ulteriore riguarda l’interesse su tutto questo denaro virtuale prestato all’origine dalla BCE: esso, semplicemente, non potrà mai esistere nella struttura economica e monetaria di un Paese; se la BCE presta al popolo italiano 1 miliardo di euro al tasso dell’1,5%, quella percentuale di interesse di capitale non esiste in principio e questo perché la BCE è la sola deputata a creare ed emettere denaro per i Paesi della zona euro.

Ma questa follia collettiva di “creazione di denaro virtuale” continua: i soldi si moltiplicano anche pian piano che… si scende di livello. Cosa succede, infatti, se ciascuna banca può aumentare a sua volta la virtualità del denaro? Accade che i debiti aumentano ancora di più e i cittadini – dunque lo Stato – si indebiteranno ulteriormente verso il sistema nel suo complesso e questo, ancor più, per soldi che in realtà non esistono. Tale meccanismo si chiama “riserva frazionaria” o “Signoraggio secondario” e permette ad ogni banca di “prestare” denaro moltiplicando virtualmente le proprie giacenze.
Quando noi andiamo ad accendere un mutuo in banca, l’istituto commerciale di turno fa esattamente quello che fa la BCE con lo Stato debitore: scrive un importo virtuale sul computer e ci addebita la somma dietro però garanzie REALI di pagamento. Quindi la banca, di fatto, non ci sta offrendo nulla: il solo fatto che scriva quell'importo “fantastico” sul suo schermo addebitandocelo è frutto del potere smisurato che gode il sistema che ha creato questa finta e malata economia.
L’organizzazione bancaria, in pratica, vende solo fumo, ma pretende da noi rigorosamente l’arrosto!
Gli economisti di oggi parlano all'infinito di crescita economica e di politiche di crescita, il cui unico fine sarebbe quello di ripianare i debiti pubblici: si può crescere quanto si vuole, ma se il meccanismo del credito resta questo né il capitale, né gli interessi sul debito potranno mai essere pagati!
Naturalmente, ciò che sta accadendo ha logiche di potere che vanno ben al di là degli Stati stessi: chi tiene le fila delle banche, infatti, sa benissimo che così facendo gli Stati falliranno uno dopo l’altro e con loro fallirà anche l’intero sistema economico mondiale. Ma allora ci si chiede: perché farlo? Perché proseguire e perseguire questa via catastrofica?

I motivi, a mio avviso, sono tanto oscuri quanto semplicemente ovvi e cioè sono tutti legati alla psicologia dell’uomo e dell’attuale società, da anni ormai letteralmente ammalatasi per il dio denaro. Se ci mettiamo poi il fatto che l’umanità da sempre impazzisce per il potere, possiamo tranquillamente affermare che ora ha congegnato soltanto un nuovo metodo per arrivare al solito vecchio obiettivo di “possedere il Mondo”. Anche se dietro le quinte.
Il meccanismo verticistico e piramidale, a questo punto, è fin troppo chiaro: alla base ci sono gli Stati che devono indebitarsi. Sempre. In ogni Paese del Mondo, poi, le varie banche commerciali e in generale gli istituti finanziari mirano a speculare, ma soprattutto a detenere pacchetti azionari nelle Banche centrali nazionali, in modo da poter avere “peso nell'affare degli affari”, vale a dire la creazione smisurata e incontrollata di denaro finto e virtuale venduto – anzi imposto – ai cittadini di tutto il Pianeta.
Un ulteriore prova è ciò che sta accadendo col bene rifugio per eccellenza, l'oro. Il quale negli ultimi anni è cresciuto di valore, spingendo la gente a vederlo. Ebbene se pensiamo al denaro come un misero SISTEMA, come tale può essere cambiato. Se arriveremo ad un vero e proprio crash economico mondiale, sicuramente si tornerà al SISTEMA dello scambio d'oro. Il quale, ahimè venduto per denaro, sarà pressoché ormai nelle mani delle banche..
leggi anche: Lo spietato Dio Denaro


Grazie, a presto!

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