Vacanze finite. Prepariamoci al cenone di capodanno con la corsa

Vacanze finite per la maggior parte di noi Italiani. Ed è giunto il momento di fare il punto della situazione tra quanto siamo stati felici del dolce far niente e quanto sia lievitata la nostra pancia, i nostri fianchi. perché, si sa, il corpo è pigro per natura e tende ad immagazzinare persino l'odore che emana la panetteria sotto casa. 
Se anche tu, come me, prima di nascere sei arrivato tardi alla distribuzione di un  congruo metabolismo e, sempre come me, finirai di sicuro nel girone del peccato di gola, allora posso darti una mano parlandoti dei benefici della corsa.
La corsa è l’attività per antonomasia per riprendere a muoversi in modo semplice ed efficace al rientro dalle vacanze. Andare a correre è una delle attività cardio-vascolari che mette in moto gambe e braccia e, sollecitando tutto il sistema circolatorio e respiratorio, permette di migliorare il fiato e le pulsazioni cardiache.

Prima di iniziare a fare questo sport, che tu sia un podista arrugginito o che sia la prima volta che "te la dai a gambe", è importante sapere che dopo un periodo di sedentarietà e riposo non si può partire correndo per lunghe distanze. finiresti col stressare il corpo, accumulando acido lattico e finendo per sembrare un robot per un paio di giorni. Perciò è necessario partire camminando, allungando il passo e accelerandolo per almeno 20 minuti 2 volte la settimana la prima, passando poi a 3 volte la seconda.
Prima di cominciare a fare tale attività fisica è utile praticare alcuni esercizi di stretching: a piedi uniti lasciarsi andare in avanti sciolti tenendo la gambe tese e mantenere la tensione dietro le gambe per 10 respiri. Risalire lentamente e successivamente, appoggiati ad un muro, portare avanti una gamba ricercando la tensione sul polpaccio dell’arto teso dietro per 10 respiri, poi cambiare gamba.

Dopo aver camminato 2 settimane si può iniziare ad inserire l’esercizio fisico della corsa: camminare per 10 minuti e correre lentamente per altri 10. Alternare così per 30-40 minuti. Osservare questo allenamento intervallato per 2-3 volte a settimana per un paio di settimane. Passare poi alla corsa continuata: correre ad un ritmo lento per 20-30 minuti. Solo dopo circa un mese di questo allenamento è possibile intensificare la velocità e la durata della corsa.

Ricorda prima di tutto che lo fai per te. Porsi degli obbiettivi aiuta la Volontà. la corsa è una disciplina molto mentale. Non ci sono limiti! ma è preferibile dei piccoli obbiettivi da superare uno alla volta che un mega obbiettivone tra tot. mesi (inizio adesso col running per fare la maratona di roma tra un anno) perché così facendo si rischia di sfiduciarsi, lasciando le scarpe da corsa nell'armadio. puoi ad esempio prefissarti di correre 5 km. poi cercare di abbassare il tempo che ci si impiega per farli. poi tentar 8 km. ecc ecc. 
Importante è la costanza e la tenacia! e vedrai degli ottimi risultati in breve tempo. Che ti aiuteranno mentalmente a raggiungere altri ottimi risultati. Sarà necessario mentire a te stesso delle volte, ma puoi farlo per il tuo obbiettivo! ;-) va tutto bene, corri! (leggi anche la-corsa-ti-aiuta-a-trovarti).

Questa stagione, l'autunno, è ottima per correre. Non fa caldo ma nemmeno freddo, perciò sono utili indumenti tecnici traspiranti senza tanti fronzoli. È importante coprirsi il capo in caso di pioggia (i-benefici-della-corsa-anche-sotto-la-pioggia). Essenziale la scelta delle scarpe: sceglierle adatte alla corsa su strada o su erba con suola larga per assorbire eventuali dislivelli. La scarpa deve essere flessibile ed elastica con un buon sostegno per evitare talloniti e/o tendiniti che possono compromettere la corsa. Su internet troverai quelle adatte a te, altrimenti puoi andare in un negozio specializzato (e ripeto SPECIALIZZATTO) per farti consigliare. Comunque ti lascio un mio personale parere su quelle che sono adatte a me : mizuno-hitogami-la-corsa-fa-bene
Che aspetti, corri!





Grazie, a presto!

Il digiuno e i suoi benefici

Il digiuno terapeutico non è una teoria moderna: già Platone, Socrate e Plutarco lo praticavano per migliorare le loro funzioni fisiche e mentali. Gli arabi e gli egiziani lo adottavano come cura contro ogni malattia. Ed anche nelle tradizioni religiose ed esoteriche è visto positivamente, come tecnica utile per congiungersi al divino. Oggi la scienza stessa ha comprovato la sua efficacia: è sufficiente non mangiare per 24 ore per dare vita a processi benefici in tutto il corpo, dal cervello, al cuore, fino a riuscire a fermare lo sviluppo del cancro.

 E’ dimostrato che vi è un aumento della longevità di circa il 40%. Astenersi totalmente o in parte dal mangiare, anche per soltanto un giorno a settimana, comporta vantaggi per il corpo. Nel 2011 è stato presentato al congresso annuale dell’American College of Cardiology uno studio a conferma cheun semplice digiuno di 24 ore fa aumentare la resistenza del corpo, consuma colesterolo, riduce il numero di cellule adipose, diminuisce il rischio di diabete e malattie cardiovascolari e può fermare il cancro. Questo breve digiuno si dice sia più efficacie se ripetuto periodicamente, per esempio una volta a settimana.Il digiuno intermittente quotidiano aiuta ad uccidere molti patogeni (autofagia) e probabilmente aumenta la longevità e migliora la salute. Il digiuno è un modo efficacie di migliorare l’immunità contro i patogeni intracellulari. Ma i digiuni dovrebbero essere brevi e non superare le 24 ore. E’ meglio digiunare spesso per poco:
 digiuni lunghi favoriscono infezioni intracellulari attraverso la soppressione dell’autofagia durante i periodi di rifornimento. Digiuni lunghi possono anche interferire con i ritmi circadiani che sono supportati dal consumo quotidiano di cibo. Credo che un digiuno di 16 ore sia la cosa migliore. E’ abbastanza breve da poter essere ripetuto quotidianamente, ma abbastanza lungo da provocare la morte di molti agenti patogeni dannosi”. Queste le parole del Dr. Paul Jaminet circa il digiuno.Molti scienziati americani ed europei (fra questi anche un italiano, Luigi Fontana) hanno pubblicato un lungo articolo su Proceedings of the National Academy of Sciences, al fine di divulgare e ricordare alla comunità scientifica gli effetti favorevoli provocati dal digiuno e le sue basi teoriche.Vi sono effetti positivi a livello cardiovascolare: si riduce del 58% il rischio di patologie cardiache e del 50% il rischio di sviluppo del diabete. Inoltre, astenendosi dal cibo per 24 ore, nel cervello vi è la composizione di nuovi neuroni. Esperimenti fatti alle cavie sottoposte a questa terapia dimostrano che vi sono persino migliori connessioni sinaptiche (connessioni fra i neuroni). Altri benefici sono la riduzione di infiammazione, il miglioramento delle risposte immunitarie e il potenziamento della capacità delle cellule eliminare sostanze di scarto. Vi è poi un rallentamento della crescita dei tumori: anche le cellule del cancro hanno bisogno, per crescere e svilupparsi, di energia, ma non possono farlo durante il digiuno, visto che l’energia viene dai chetoni e non dal glucosio.
Recenti studi stanno dimostrando infine che il digiuno terapeutico protegge il cervello da malattie neurodegenerative (per esempio, Alzheimer e Parkinson).


La nostra alimentazione è ricca di cibi artificiali, pieni di sostanze chimiche che si immagazzinano nel corpo, ciò rende necessario un periodo di purificazione.


Grazie, a presto!

Allergia. Scoppia la primavera!

Una vera seccatura che la primavera si porti seco l'allergia. Poi, per chi come me, starnutisce in serie (una decina di "atcis" alla volta) non c'è veramente pace. Faccio il giardiniere quindi capite che era doveroso per me farne una ricerca!

Il concetto di allergia è stato introdotto nel 1906 da Pirquet e Schick in seguito all'osservazione di una risposta negativa alla somministrazione di vaccini. Venne modificato nel 1963 da Gell e Coombs, che proposero uno schema di classificazione basato su quattro tipi di reazioni di ipersensibilità, delle quali solo una si può definire allergia. Allergia significa una maniera diversa di reagire da parte di alcuni individui verso alcune sostanze. Ogni individuo vivente ha a sua disposizione un insieme di meccanismi con la funzione di proteggere l’organismo dalla possibile penetrazione da parte di corpi estranei, definiti antigeni.
Gli antigeni possono essere di diversa natura ad esempio: particelle di inquinamento, batteri, virus, pollini, spore, alimenti e molto altro ancora. L’insieme dei meccanismi messi in atto da ogni individuo per la difesa dell’organismo stesso viene chiamato sistema immunitario. Allergia indica una condizione caratterizzata da una abnorme reattività dell’organismo nel caso di un contatto con determinate sostanze di per sé non pericolose, che vengono definite allergeni. La parola “allergia” deriva da due parole greche: allos che significa diverso ed ergon che significa effetto. Le allergie sono patologie atopiche (per atopia si intende una forte reattività nei confronti di agenti normalmente innocui) caratterizzate dalla presenza di anticorpi specifici (immunoglobuline E o nella versione abbreviata IgE).

L’allergene, introdotto una prima volta nell’organismo, rimane latente, ma induce la formazione di anticorpi specifici. Quando si verifica una seconda introduzione, l’organismo, ormai allergizzato, risponde con l’immediata, o quasi immediata, attuazione di fenomeni evidenti. I casi più diffusi di allergia sono imputabili a pollini, polvere, alimenti e farmaci. Attualmente circa un terzo della popolazione italiana soffre di una qualche forma di allergia. Alla base dei processi infiammatori vi è la formazione di istamina favorita dal contatto dell’allergene con gli anticorpi. Tra le cause delle allergie si riconoscono sia fattori genetici (le probabilità di sviluppare un’allergia sono più alte in soggetti con casi familiari di allergia) sia ambientali. Le allergie sono dunque delle reazioni immunitarie dell’organismo a sostanze estranee non-infettive (allergeni, antigeni). L’organismo reagisce con sintomi infiammatori e con la produzione di anticorpi (reazione antigeneanticorpo). 

Le allergie più frequenti si trovano:
nelle vie respiratorie: rinite allergica, sinusite allergica, asma bronchiale;
nella cute: orticaria, eczema di contatto, neurodermite;
negli occhi: congiuntivite allergica;
nel tratto digestivo: diarrea, nausea;
sistemiche: temperatura alta, stanchezza, disturbi del sonno.

L’istamina 
L’istamina è un ormone che svolge svariate funzioni. Nel tessuto connettivo dermico e mucotico induce vasocostrizione e vasodilatazione, partecipa ai processi infiammatori e pruriginosi. Nei processi allergici, l’istamina liberata dalle mastcellule dermiche è un importante mediatore. Una liberazione di istamina non denota necessariamente un’allergia perché anche in altri processi ne viene liberata. Il contenuto di istamina nei prodotti alimentari può essere notevole, specialmente se si è in presenza di proteine stagionate come nei formaggi, nel pesce e nella carne conservata. L’iperproduzione o l’ipoproduzione di istamina può scatenare sintomi patologici di vario tipo, anche psichici. L’istamina è una sostanza presente in natura e nel corpo umano che viene prodotta dalla disgregazione di alcune proteine, nei normali processi di difesa dell’organismo. Se la quantità di istamina rilasciata è eccessiva, possono insorgere vari problemi, come ad esempio la dilatazione dei vasi sanguigni che rilasciano i fluidi nei tessuti circostanti provocando gonfiore e irritazione. L’istamina stimola anche lo stomaco e l’intestino, e può essere responsabile degli attacchi di asma, perché provoca la contrazione dei bronchi. Inoltre, l’azione allergica dell’istamina tramite mastcellule può essere scatenata dai pollini, dal pelo degli animali e da altre sostanze, e può provocare tutti i sintomi della febbre da fieno o dell’asma.


La soglia delle allergie 
In quasi tutti i fenomeni biologici si registra l’esistenza di un livello di soglia e, tuttavia, parlando di reazioni allergiche, questo concetto appare a molti come rivoluzionario. Studi recenti testimoniano infatti che l’allergia non dipende solo dalla reazione a una singola sostanza, ma dalla somma di molte piccole reazioni che aumentano il livello di infiammazione generale dell’organismo, predisponendolo cioè a “esplodere” al contatto con sostanze anche solo lievemente irritanti. Una concezione che consente di interpretare l’allergia come un eccesso di difesa, piuttosto che come un difetto dell’organismo. In questa concezione dell’allergologia, il livello di soglia non è altro che l’espressione della capacità umana di adattarsi; si tratta di una realtà clinica evidente spesso negata dal mondo della medicina convenzionale, ma che oggi è sempre più accettata anche nel mondo accademico. 
È importante ricordare che secondo questa visione concettuale, l’allergia non è mai un meccanismo assoluto, nel senso che o c’è o non c’è, ma è invece un meccanismo relativo, quindi estremamente modulato, che è sempre presente e che può essere al di sopra o al di sotto del livello di soglia del singolo individuo. Questo discorso vale per tutti i fenomeni allergici “classici”, come ad esempio: rinite, asma, dermatite, orticaria, diarrea e congiuntivite. Ciascun individuo infatti, pur essendo allergico e intollerante, può mantenere un controllo sulla propria reattività attraverso un meccanismo attivo. Quando una persona diventa clinicamente allergica, ovvero quando manifesta dei segnali di allergia o di intolleranza, è il segnale dell’avvenuto superamento del livello di soglia della propria capacità di adattamento. 

I falsi nemici 
Adottando il concetto di superamento della soglia di reattività è necessario rivedere il proprio rapporto con i “nemici” che scatenano l’allergia. Non serve prendersela solo con i “pollini cattivi” o con il “latte che fa male alla pancia”, ma bisogna considerare cosa sia avvenuto nell'organismo, per aiutarlo a ricreare tolleranza, sia attraverso un processo di progressiva iposensibilizzazione, sia attraverso strumenti indiretti come l’uso di alcuni minerali o oligoelementi. Non si tratta più di identificare la sostanza responsabile dell’allergia, ma di armonizzare ed equilibrare il terreno organico. 
Raramente gli allergologi spiegano ai propri pazienti perché, pur risultando allergici a moltissimi pollini, soffrano di rinite o di asma solo in determinati periodi, ad esempio tra agosto e settembre, o solo tra maggio e giugno, o a volte non ne soffrono affatto, anche se quei pollini sono presenti nell’ambiente per periodi ben più lunghi di quelli caratterizzati dalla manifestazione allergica. Questa reazione non lineare, ovvero dove non c’è un nesso di causalità assoluto tra la presenza di una sostanza e la reazione, è dovuta al fatto che ogni organismo umano ha la possibilità di adattarsi alle circostanze avverse che incontra: pollini, freddo, caldo, inquinamento, acari della polvere, farmaci e alimenti.
Così avviene spesso che una persona, pur in presenza di IgE (immunoglobuline E) verso una certa sostanza non sviluppi allergia quando entra in contatto con quello specifico allergene. È anche grazie a questo fenomeno che non possiamo più considerare la terapia di un’allergia come qualcosa di mirato esclusivamente contro l’allergene. Un trattamento che non sia solo sintomatico, ma che incida sulle cause profonde, ha per obiettivo l’organismo intero. Lo scopo è quello di pensare a rieducare un organismo affinché possa controllare le reazioni allergiche riportandole all’interno della sua capacità di tolleranza. In altre parole si deve insegnare all’organismo a trovare quella valvola di sfiato che consente alla pentola a pressione di non scoppiare, ma anzi di eliminare gradualmente tutto il vapore prodotto senza arrecare danni. 

Rinite allergica e Aromaterapia 
La rinite allergica (o raffreddore da fieno) compare da fine marzo e dura fino a tutto giugno, quando la fioritura delle piante raggiunge l’apice, con effetti devastanti su naso, occhi e polmoni di milioni di individui. I disturbi compaiono la mattina appena svegli, si attenuano nelle ore centrali, per poi diminuire in serata. La rinite allergica è sempre più frequente, si calcola che riguardi il 15% circa della popolazione e per un 5% può diventare un vero e proprio incubo: starnuti a raffica, naso chiuso o colante, occhi fortemente arrossati e disagio continuo che sfocia in stanchezza cronica, sonno perturbato, irritabilità, difficoltà di concentrazione.
Molti sono gli Oli Essenziali con una forte azione antinfiammatoria e balsamica che possono contrastare gli effetti irritativi degli allergeni come pollini e polveri. Il sistema respiratorio è la parte più esposta alle allergie, le sostanze allergizzanti che provocano irritazione sono facilmente dispersibili nell’aria, vengono ispirate e possono provocare attacchi più o meno forti di rinite allergica o anche di asma. Per contrastare l’infiammazione delle mucose del naso e degli occhi, così come cefalea, starnuti e naso chiuso o colante, gli oli essenziali più utili sono camomilla, chiodi di garofano, camomilla blu, lavanda, cipresso, maggiorana, pino silvestre. Possiedono una forte azione antistaminica, unitamente a proprietà balsamiche, decongestionanti, lenitive e antinfiammatorie. L’approccio aromaterapico può essere di grande aiuto per contrastare le manifestazioni allergiche, poiché agisce sull’intero organismo e non sul singolo sintomo.

Quindi il mio consiglio è : comprare una bella lampada di diffusione di vapore, comprare un olio essenziale di quelli sopra citati e metterla in camera. Per fare sonni tranquilli, almeno quelli senza i fastidiosi "atcis"!









GRAZIE, A PRESTO!

Pelle Sole crema e ombrellone. Abbronzatura!

Tutto quello che c’è da sapere sull'abbronzatura

Io sono un patito del sole. Mi piace diventare via via sempre più scuro ed in passato ho fatto diversi errori nell'intento di un'abbronzatura perfetta. Perciò volevo fare un po di "luce" sul sole ed i suoi effetti.
Se possiamo abbronzarci, è grazie ad una particolare cellula presente nel livello più profondo dell’epidermide, lo strato basale. Il suo nome è melanocita e la sua attività principale è produrre melanina: questa proteina è un pigmento naturale ed è responsabile del colore non solo della nostra pelle, ma anche di iride, peli e capelli; inoltre, quando viene colpita dai raggi ultravioletti, ne assorbe l’energia. Si tratta pertanto di una specie di schermo naturale di cui ognuno è dotato: più si è scuri, più si è resistenti al sole.
Questo schermo, tuttavia, non può sostituire le creme solari. Quando siamo al sole, la nostra cute reagisce in due modi. La componente A dei raggi ultravioletti (quella meno pericolosa) colpisce la melanina già presente nella pelle e la ossida, scurendola in breve tempo: l’effetto si nota a vista d’occhio, ma non garantisce maggiore protezione nei confronti del sole.
Quando i più potenti UV arrivano ai melanociti, invece, li stimolano a produrre una maggiore quantità di melanina (si pensa questo avvenga come reazione al danno genetico provocato): in questo caso, si tratta di un processo più lento che richiede qualche giorno per manifestarsi e che rende più efficace la nostra difesa naturale contro i raggi solari.

Una pelle di tutti i colori

Ognuno ha il suo caratteristico colore: c’è chi ha una carnagione olivastra, chi invece è bianco come il latte, vi sono persone che si scottano molto facilmente, mentre altre sono più resistenti, senza contare poi quanto sia diverso il colorito tra caucasici e afroamericani. Queste differenze dipendono dalla quantità di melanina presente nell'epidermide, poiché il numero di melanociti è costante per ognuno di noi – ce ne possono essere oltre 2000 in un millimetro quadrato di pelle –, ma ognuno di loro produce più o meno melanina.
In particolare, esistono due tipi di melanina: quella scura (eumelanina) e quella rossastra (feomelanina). Nelle persone brune prevale la prima, mentre nei rossi la seconda. E nei biondi? Nel loro caso c’è un mix di entrambe. A seconda delle diverse tipologie di pelle, si può avere una classificazione che determina il rischio di scottature per ciascuno di noi:

Fototipo 1 Corrisponde a carnagione molto chiara, lentiggini, capelli biondi o rossi, occhi a loro volta chiari. La persona con questo fototipo è estremamente sensibile al sole, si scotta immediatamente con l’esposizione al sole e non si abbronza quasi mai; deve pertanto evitare l’esposizione diretta al sole e usare creme con fattori di protezione molto alti.

Fototipo 2 Anche in questo caso la carnagione è chiara, come gli occhi, spesso con lentiggini, i capelli sono biondi o castano chiaro. Le scottature arrivano con facilità, mentre è difficile che ci si abbronzi. è vivamente consigliato, quindi, usare creme molto protettive ed esporsi al sole con cautela.

Fototipo 3 Caratteristiche distintive sono i capelli castani, gli occhi chiari o marroni, la carnagione bruno-chiara. La persona con questo fototipo si scotta, ma riesce ad abbronzarsi con facilità. È consigliabile usare un fattore di protezione medio-alto.

Fototipo 4 Corrisponde a capelli castano scuro o neri e a occhi scuri, mentre la carnagione è olivastra o scura. È raro che si scotti e questo fototipo si colora piuttosto facilmente, ma è meglio usare sempre una protezione medio-alta.

Fototipo 5 Caratteristici sono i capelli neri, gli occhi scuri e una carnagione bruno-olivastra. L’abbronzatura sarà intensa ed è consigliata una protezione media.

Fototipo 6 Anche in questo caso capelli e occhi sono scuri, mentre la carnagione è nera. Ci si scotta con estrema difficoltà e può bastare una protezione media.


Cosa significa scottarsi

Se ci siamo scottati al sole, significa che non abbiamo messo abbastanza crema solare e che la melanina nella nostra pelle non è stata in grado di assorbire tutti i raggi ultravioletti che l’hanno colpita. In sostanza: è uno dei modi con cui la cute reagisce al danneggiamento del DNA nelle cellule.
Alcune volte questi danni genetici (mutazioni) possono essere riparati, altre volte la cellula è destinata a morire o si trasforma in cancerosa. Con la scottatura le cellule “lanciano un grido d’allarme”: dopo due ore dall'esposizione possono comparire infiammazione (eritema), gonfiore (edema) e bolle, il dolore più intenso si ha tra le sei e le quarantotto ore successive, ma la bruciatura potrebbe continuare a dolere fino a settantadue ore dopo. A seconda della gravità e dell’estensione della bruciatura, si possono accusare anche nausea, febbre, brividi di freddo, mal di testa e in questi casi è necessario rivolgersi a un medico.
Una volta scottati, possiamo fare ben poco, se non aspettare e cercare di alleviare i sintomi. Una doccia fredda può dare ristoro, senza però usare sapone sull'area irritata, si possono applicare impacchi freddi o – nel caso in cui non ci siano bolle – creme idratanti e, sotto controllo medico, in alcuni casi si possono assumere antidolorifici. Si deve evitare di sfregare la zona infiammata, perciò sono consigliati indumenti comodi e abbondanti. È da escludere un’ulteriore esposizione al sole.
Dopo qualche giorno, la pelle inizia a spellarsi: le cellule morte saranno sostituite da altre appena maturate, secondo quello che è un naturale processo di rinnovamento e per il quale non si può fare molto. Per questo è meglio non strappare i brandelli, rischiando di esporre cellule ancora fragili, ma attendere che cadano da soli.

I tumori della pelle

La nostra pelle è un vero e proprio organo e svolge diverse funzioni, come per esempio difenderci dall'esterno, regolare la temperatura, evitare l’evaporazione e consentire il tatto, perciò bisogna averne cura, prestando particolare attenzione nei confronti del sole. I raggi ultravioletti sono in grado di penetrarle in profondità e non solo possono farla invecchiare prematuramente, ma anche danneggiarne il DNA e innescare lo sviluppo di tumori maligni.
Ecco i principali tipi di cancro della pelle che possono essere causati dal sole:

Melanoma – È il tumore più conosciuto e pericoloso. Come dice il nome, colpisce i melanociti, le cellule responsabili della produzione della melanina e può interessare sia la pelle integra sia un neo (o nevo) melanocitico. I nei scuri, infatti, non sono altro che un concentrato di melanociti e chi ne ha molti ha maggiori probabilità di contrarre un cancro cutaneo e deve, quindi, sottoporsi a regolari controlli per verificarne l’evoluzione nel tempo. In che modo si può capire se un neo si sta trasformando in un melanoma? Basta seguire la semplice regola ABCDE, per la quale se il neo diventa asimmetrico (A), ha bordi (B) irregolari e indistinti, un colore (C) variabile, dimensioni (D) in aumento o si evolve (E) nel tempo, è il caso di farlo controllare da un medico. A rischio, però, non sono solo le persone con molti nei, poiché infatti devono fare molta attenzione anche quelle con fototipo 1-2, con carnagione, capelli e occhi chiari. Se in famiglia ci sono già stati casi di melanoma, inoltre, le probabilità di contrarlo aumentano e anche chi si è scottato durante l’infanzia e l’adolescenza – molta cautela con i bambini, dunque deve tenersi sotto controllo. Tuttavia, il principale fattore di rischio resta l’esposizione cronica alla luce del sole. Perché tanti scrupoli? La motivazione è semplice: fino a pochi anni fa il melanoma era considerato un tumore raro, ma negli ultimi vent’anni la sua incidenza è aumentata di oltre il 4 per cento ogni anno e le conseguenze di un melanoma non trattato possono essere fatali. Negli stadi iniziali, basterà rimuoverlo chirurgicamente, ma in quelli avanzati alcune cellule cancerose possono entrare nel circolo sanguigno o linfatico (metastasi) e causare tumori secondari.

Basalioma – I carcinomi basocellulari sono i tumori cutanei più diffusi e riguardano le cellule basali dell’omonimo strato dell’epidermide – il più profondo. Raramente arrivano allo stadio di metastasi, ma distruggono i tessuti circostanti e possono sfigurare. Nell’80 per cento dei casi colpiscono generalmente testa e collo, seguiti da tronco (15 per cento), braccia e gambe. I basaliomi appaiono come piccoli noduli perlacei o come chiazze rosa che aumentano lentamente di dimensione, alcune volte sono pigmentati per cui possono essere scambiati per melanomi e il trattamento più usato è l’asportazione chirurgica. Anche nel caso dei tumori basocellulari, i maggiori fattori di rischio riguardano l’esposizione al sole e il fototipo (1-2).

Tumore squamocellulare – Questi carcinomi, chiamati anche spinocellulari, hanno origine dalle cellule più superficiali dell’epidermide, nello strato spinoso. Sembrano noduli o aree a bordi rialzati con una depressione centrale, ulcerati e a volte sanguinanti. Per diffusione è il secondo tumore cutaneo, dopo il basalioma. Può comparire ovunque sul corpo, ma generalmente insorge su labbro inferiore, padiglioni auricolari, cuoio capelluto, naso, dorso delle mani e genitali. Si rimuove con la chirurgia, perché può generare metastasi, ma solitamente non è mortale. È più probabile che si sviluppi su cute danneggiata e sofferente, magari a causa di precedenti ustioni o cicatrici. Anche in questo caso il fattore che lo scatena è l’esposizione solare e i fototipi chiari sono più a rischio. Questo tumore colpisce maggiormente le persone con più di 40 anni.

La vitamina del Sole

Si chiama vitamina D ed è essenziale per la salute delle nostre ossa. Grazie ad essa, infatti, siamo in grado di assorbire due elementi che introduciamo con l’alimentazione e che servono a rinforzarle: il fosforo e il calcio. Senza vitamina D (in particolare, la D3, o colecalciferolo) le ossa si possono ammorbidire e deformare, e la sua mancanza nei bambini, per esempio, può causare rachitismo. Anche se possiamo assumerla con alcuni alimenti come salmoni, sardine e sgombri, o burro, carne e uova, il principale apporto lo abbiamo dalla luce solare che colpisce la pelle. I raggi ultravioletti, infatti, sono in grado di scatenare la trasformazione del 7-deidrocolesterolo in D3 negli strati più profondi dell’epidermide. Quanto ci si deve esporre ogni giorno per garantire un adeguato assorbimento di vitamina D? Secondo gli esperti, basterebbe ricevere raggi diretti su viso, braccia, spalle o gambe per circa dieci-quindici minuti due o tre volte la settimana. Bisogna chiaramente sempre fare attenzione a proteggersi, soprattutto nel caso di fototipi chiari.

Estratto dall'interessante libro La scienza sotto l'ombrellone



 Grazie, a presto!

Rafforzare il sistema immunitario con Madre Natura

Esistono numerose piante, o erbe note, sia attraverso le conoscenze tradizionali che la moderna ricerca scientifica, che rafforzano il sistema immunitario. Normalmente, tali erbe agiscono direttamente attaccando e distruggendo gli agenti patogeni che causano malattie, aumentando il numero e/o l’attività di cellule immunitarie nel corpo, o entrambi. Di seguito alcune di queste potenti erbe che ci aiutano ad amplificare il sistema immunitario del nostro organismo. Le piante che ci offre la natura sono tantissime e non so se sia possibile catalogarle in qualche libro, probabilmente qualcuno ci ha già pensato e avrà fatto questo lavoro almeno in parte, tuttavia, qui verrà fatta almeno una breve descrizione di alcune di queste.

Astragalus
Il nome Astragalus si riferisce ad un genere di piante appartenente alla famiglia delle Fabaceae, se ne conoscono circa una cinquantina di specie. Si tratta di piante che generalmente crescono in Oriente (Cina, Corea, Mongolia e Siberia) e vengono considerate tra le migliori erbe di tutto il mondo per migliorare gli effetti protettivi del sistema immunitario. Queste piante aumentano l’immunità incrementando il numero e/o migliorando la funzione delle varie cellule immunitarie del corpo, compresi i macrofagi, le cellule naturali killer (hanno la capacità di inglobare nel loro citoplasma particelle estranee, compresi i microrganismi, e di distruggerle), globuli bianchi e gli anticorpi. Stimolano anche la produzione di interferone, un composto antivirale potente. In Medicina Tradizionale Cinese, l’Astragalo è anche conosciuto come Huang Qi, e viene usato per aiutare a prevenire raffreddori e infezioni del tratto respiratorio superiore.

Echinacea
L’Echinacea è un genere di piante erbacee della famiglia delle Asteraceae, originarie del Nord America. Queste piante aiutano il sistema immunitario stimolando le cellule immunitarie che pattugliano il corpo e combattono gli agenti patogeni che causano malattie. Questa erba aumenta sia il numero e l’attività dei globuli bianchi. L’Echinacea contiene anche altre sostanze chimiche che impediscono la diffusione di batteri e virus, ed è stato anche dimostrato che possiede proprietà anticancerogene.
Uno studio particolare in Germania, ha scoperto che 30 gocce di Echinacea prese tre volte al giorno hanno contribuito a migliorare l’attività di fagociti (un tipo di cellule immunitarie), nel corpo del 120% dopo 5 giorni di consumo.
Nonostante questa pianta abbia potenziali qualità curative, L’Agenzia europea per i medicinali (EMEA) sconsiglia la somministrazione a bambini da 1 a 12 anni e donne gravide, in quanto pare non sia stata sufficientemente documentata. Consiglia anche di non utilizzare tali piante per più di 10 giorni consecutivi. La vere ragioni di questi divieti non le possiamo conoscere, ma mi è sembrato logico trascriverli vista la mia inesperienza nel campo, non vorrei dare consigli sbagliati.

Liquirizia
Per la liquirizia non dobbiamo uscire fuori dall’Italia anche se probabilmente ha origini arabe, personalmente so per certo che in meridione la trovi senza troppi sforzi, certo non come le olive e i fichi d’india, ma la si può trovare anche nei terreni vicino le spiagge libere. Anche la liquirizia appartiene alla famiglia Fabaceae, e presenta due composti in particolare, glicirrizina e acido glicirretico, per i quali è stato dimostrato che aumentano i livelli di interferone nel corpo.
La glicirrizina ha azione antinfiammatoria e antivirale. La moderna ricerca tende ad utilizzarla anche per terapia dell’ulcera, malattie croniche del fegato, e prevenzione di gravi malattie autoimmuni. In sostanza la liquirizia aiuta a mantenere sotto controllo la replicazione di virus e altri agenti patogeni. Viene ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale cinese, ayurvedica, e giapponese.

"Ovviamente come tutte le altre piante, radici o erbe, non bisogna abusarne (i medici ci fanno notare). Voglio dire, se non bisogna abusare delle erbe mediche figuriamoci dei farmaci no? Molte persone ingeriscono una marea di farmaci pensando di guarire prima o perché pensano siano la loro salvezza (psicofarmaci, antidepressivi, o semplicemente aulin e altro), tutte stupidate, per smaltire uno psicofarmaco non avete idea di quanto bisogna faticare, ma questo non è mai un problema di chi ve lo prescrive, senza contare che vi fa “appannare la mente”. Non trovate sia una cosa strana che non ne parlano mai degli effetti degli psicofarmaci, e antidepressivi? Va beh, io ho le mie idee, uso medicine solo se “strettamente necessario” (devo essere proprio ridotto male) ma ognuno è libero di giocare con la propria vita come meglio crede.
Il fatto è che la mentalità (sbagliata) delle persone tende a ragionare così: “Tanto con tutto l’inquinamento che respiriamo, le scie chimiche, i veleni che mangiamo ecc, perché mi dovrei preoccupare?” Caspita, ma avete mai provato ad informarvi su ciò che mangiate?..
Ma continuiamo con le piante, che è meglio (dirà qualcuno)".

Funghi
I funghi medicinali conosciuti ed utilizzati per la maggiore, nella medicina tradizionale cinese, tra cui Reishi, Shiitake e Cordiceps, contengono composti che aiutano il sistema immunitario e migliorano la capacità del corpo nel combattere malattie e infezioni. La specie Shiitake ed in particolare il Maitake hanno anche dimostrato di avere proprietà antitumorali.

Goldenseal
L’ idraste (Hydrastis canadensis) L. è una pianta erbacea, originaria del Canada. E’ conosciuta anche come Goldenseal e altri cinque nomi. Il principio attivo contenuto è formato da due alcaloidi : l’Idrastina con azione vasocostrittore ed emostatico; e la Berberina, con azione battericida e fungicida se utilizzato a forti dosi. Terapia per uso emostatico nelle emorragie uterine. E’ stato dimostrato, tra l’altro, che tale pianta possiede proprietà antivirali e antibatteriche, così come la capacità di aumentare sia la produzione di cellule immunitarie, che migliorare l’attività delle stesse cellule.

Cipolle
Le cipolle aiutano a proteggere il corpo contro fungine, infezioni batteriche e vermi. Possono essere utilizzate per brodi o zuppe, per contribuire a combattere il mal di gola e infezioni del tratto respiratorio superiore.

Aglio
Ancora oggi molte persone sono all’oscuro delle grandiose proprietà dell’aglio (peccato per il cattivo odore, anche nauseante), il quale contiene anche composti che combattono e distruggono batteri, virus, funghi, parassiti e (per qualcuno) cellule tumorali. Il miglior modo di assumere l’aglio con tutti i suoi benefici è mangiarlo crudo tagliato o schiacciato, lasciato per 10-15 minuti, e poi consumarlo. Utilissimo per chi ha problemi di circolazione sanguigna poiché una delle potenzialità dell’aglio sono la pulizia delle arterie. Credo che solo questo dovrebbe bastare, per un uomo di una certa età che puntualmente presenta problemi di colesterolo, che l’aglio può essere molto d’aiuto.

Spirulina
Arthrospira platensis (Nordstedt) Gomont, o Spirulina platensis, è una specie appartenente alla classe Cyanobacteria (ritenuta erroneamente un’alga azzurra) che vive in laghi salati con acque alcaline e calde (es. lago di Texcoco, lago Ciad, ecc.).
La spirulina secca contiene circa il 60% (51-71%) di proteine. Si tratta di una proteina completa, che contiene tutti gli amminoacidi essenziali di metionina, cisteina e lisina, in quantità superiore alle tipiche proteine vegetali contenute nei legumi.
La spirulina ha dimostrato di contribuire a stimolare i vari aspetti del sistema immunitario. Alcuni estratti di spirulina hanno visualizzato anche potenti proprietà antivirali.

Anche i medici sono d’accordo che la spirulina non sia dannosa. E’ risultato che l’assunzione di spirulina prevenga danni causati da tossine in grado di danneggiare cuore, fegato, reni, neuroni, occhi, ovaie, DNA e testicoli.






Grazie, a presto!

La Massoneria

In epoca contemporanea si erge a portavoce delle Antiche Scuole Iniziatiche la Massoneria, detta anche Società dei Liberi Muratori. In epoca storica la Massoneria nasce ufficialmente il 24 giugno 1717, quando le quattro logge londinesi si riunirono nella Gran Loggia di Londra (loggia "madre"delle massonerie mondiali), e deriva dalle corporazioni medioevali di muratori, le gilde muratorie (dette compagnons in Francia e steinmetzen in Germania). Il 1717 ha segnato l'inizio di strumentalizzazioni politiche occulte, di portata planetaria, che sono di natura fondamentalmente anti-massoniche e che infangano l'operato sincero degli autentici Liberi Muratori.


Le origini della Massoneria si perdono nella notte dei tempi, ma si impiantano su una trasmissione iniziatica (passata da Maestro a discepolo) detta Tradizione Universale, le cui radici si ritrovano nell'Esoterismo Atlantideo ed Egiziano, nelle Scuole Misteriche Elleniche, negli insegnamenti di Esseni, Gnostici e Zoroastriani, nel Mitraismo, nel Druidismo celtico, nel Sufismo persiano e arabo, nella Qabbalah ebraica, nei Templari, nei Catari e nei Fedeli d'Amore, nell'Alchimia e nell'Ermetismo rinascimentale, nei RosaCroce, in pratica nell'intero retroterra esoterico della civiltà occidentale!


La Massoneria si basa su di un "segreto" inviolabile (quello della completa realizzazione dell'essere) che può essere conosciuto solo per esperienza diretta e che non è trasmissibile verbalmente. Lo scopo autentico dell'iniziazione muratoria è dunque il perfezionamento spirituale dell'individuo che si avvia con l'ammissione del candidato ai lavori effettuati in un Tempio sacro dedicato alla Gloria di Dio definito "Grande Architetto  dell'Universo" (l'acronimo A.G.D.G.A.D.U. significa, appunto, "Alla Gloria Del Grande Architetto Dell'Universo"). I Massoni si propongono di lavorare la pietra grezza del proprio essere (natura imperfetta terrena) per trasformarla in pietra cubica (natura perfetta spirituale), in modo che ogni pietra squadrata possa far parte della costruzione del Tempio dell'Umanità. Si traccia così il cammino: uomo libero e di buoni costumi  Apprendista Compagno d'Arte (con il diritto ad esprimere le proprie opinioni)  Maestro (Iniziazione reale)  Uomo Vero.


L'origine leggendaria della Massoneria si rifà alla costruzione (piena di riferimenti simbolici) del Tempio voluto da Re Salomone all'inizio del X secolo a.C., il più grande ed imponente Tempio che fosse mai stato dedicato a Dio. Salomone scelse come soprintendente ai lavori l'Architetto Hiram detto Abif (lett. Figlio della Vedova) che organizzò i lavoratori in tre classi: Apprendisti, Compagni e Maestri d'Arte, stabilendo una parola segreta per distinguerli. 

La paga dei lavoranti dipendeva dalla qualifica e fu così che tre cattivi compagni, per ottenere la paga dei maestri pur senza esserne degni, colpirono Hiram al fine di estorcergli la parola segreta (il primo lo colpì alla gola con una riga di ferro, il secondo al cuore con una squadra ed il terzo alla testa con un maglio). Hiram non svelò loro la parola segreta e morì cercando di fuggire dalla Porta d'Oriente. In seguito Salomone lo fece seppellire nel Tempio ed ordinò per lui dei funerali solenni, durante i quali i Maestri d'Arte - per dimostrare la loro estraneità al delitto e quindi la loro purezza - portarono guanti e grembiuli di pelle bianca. Da allora il Tempio è rimasto incompiuto, ed i muratori si sono sparsi per il mondo in cerca della parola segreta del Maestro al fine di poterne completare l'Opera.

I lavori massonici avvengono in una Loggia disposta da Oriente (ove sorge il Sole) ad Occidente e idealmente profonda dalla superficie al centro della terra ed alta fino ai Cieli. L'ascesa verso la perfezione celeste si immagina che avvenga con l'aiuto di una scala, chiamata nella Bibbia la Scala di Giacobbe, i cui gradini rappresentano tutte le virtù morali ma in particolare Fede, Speranza e Carità, questa scala poggia sul Volume della Legge Sacra; sulla volta del cielo Sette Stelle rappresentano i sette Massoni regolari, senza i quali nessuna Loggia è perfetta e non può esservi iniziazione.

All'interno di una Loggia si trovano Ornamenti, Mobili e Gioielli; gli Ornamenti sono il Pavimento a Mosaico (con riquadri bianchi e neri: alternanza di luce ed ombra), la Stella Fiammeggiante (sorgente di Luce) e il Bordo del pavimento Dentellato (che rappresenta i pianeti in orbita intorno al Sole); i Mobili consistono nel Volume della Legge Sacra (le Sacre Scritture che danno un fondamento alla Fede e su cui si giura), nel Compasso e nella Squadra; i Gioielli sono tre "mobili" (indossati dal Maestro Venerabile e dai suoi Sorveglianti) e tre "immobili" (posti permanentemente nella Loggia). I Gioielli mobili sono la Squadra - che misura la correttezza degli angoli degli edifici, cioè la moralità dell'essere - la Livella - per verificare l'impeccabilità orizzontale, l'equanimità - e il Filo a Piombo - per verificare l'impeccabilità verticale, la rettitudine morale. I Gioielli immobili sono la Tavola da Disegno (su cui i Maestri tracciano il progetto), la Pietra Grezza (che gli Apprendisti lavorano) e la Pietra Perfetta (fine della lavorazione dell'arte).


Dagli angoli della Loggia pendono quattro frange, a ricordarci delle quattro Virtù Cardinali: la Temperanza, la Forza, la Prudenza e la Giustizia. All'ingresso di ogni Tempio Massonico due colonne vigilano sul punto da cui si accede ad una dimensione non ordinaria: Jachin (lett. "stabile, fermo, retto" e rappresenta la Saggezza) a destra e Boaz (lett. "forza, fortezza" e rappresenta la Forza) a sinistra, i cui nomi derivano dalla tradizione biblica, che vuole che Re Salomone le fece erigere e collocare nel tempio. Queste due colonne rappresentano sia i due pilastri dell'Albero della Vita Qabbalistico (quello del Rigore, a sinistra, e della Misericordia, a destra, che trovano equilibrio nel pilastro centrale), che le due nadi, o correnti energetiche, polari principali del corpo umano (Ida e Pingala, che si riuniscono poi nel canale centrale Sushuma). L'ideale di perfezione ricercato nella Massoneria dovrebbe essere lo Stato Divino a cui tutti gli esseri umani dovrebbero aspirare e che potrà realizzarsi solo a seguito di progressive morti e rinascite e con la progressiva sintonizzazione su di un livello superiore di realtà!





 Grazie, a presto!




Alimentazione come energia vitale

Il nostro organismo ha un enorme potenziale di risanamento e guarigione, sia a livello fisico che psichico. Sebbene la medicina accademica e la psicologia clinica non abbiano ancora integrato il paradigma energetico-olistico e le Leggi Biologiche della Nuova Medicina (integrazione che offrirebbe una prospettiva molto più ampia sulla guarigione), nondimeno è risaputo che anche le patologie classificate come incurabili possono guarire spontaneamente. Per la scienza medica è un mistero e si parla di remissioni spontanee. Il libro "Guarigioni straordinarie" di Caryle Hirshberg e Marc Ian Barash dimostra, attraverso moltissime testimonianze e ricerche mediche, come non vi sia malattia classificata come "incurabile" che non sia guarita almeno una volta e come il segreto di tale guarigione risieda dentro di noi.
Prendendo in esame il sistema Corpo-Emozioni-Mente-Spirito, nella sua globalità, possiamo chiederci: "Che cosa permette ad un individuo di godere di un'ottima salute fisica, di un sano flusso emozionale, di una mente chiara e di una buona connessione spirituale?"
La risposta è molto semplice: un libero flusso dell'energia vitale!

La formula della Vitalità forse è stata scoperta agli inizi del '900 da Arnold Ehret (1866-1922), il quale ha ipotizzato che V = F - O (V è la Vitalità, F la Forza o l'Energia Vitale che mantiene in vita l'essere umano ed O sono le Ostruzioni). L'organismo gode del massimo del suo potenziale vitale solo quando il flusso dell'energia non è bloccato dai fattori di ostruzione (tossine fisiche, emotive e mentali). Personalmente ritengo che Ehret si sia avvicinato al vero, solo che gli è mancato di concepire questo meccanismo non in termini strettamente fisico-meccanici ma più energetici: di fatto noi siamo primariamente una struttura di energia, in cui il benessere è, appunto, proporzionale alla libera circolazione della nostra energia vitale. Il corpo fisico è solo la dimensione più materiale e concreta di quella struttura multidimensionale che è l’essere umano nella sua totalità; la fisiologia energetica o "sottile" regola sia la dimensione fisica e materiale che il piano emozionale e mentale.
L'idea geniale di Ehret è stata quella di comprendere che togliendo le ostruzioni più materiali al corretto fluire della vitalità organica si possono ottenere delle guarigioni straordinarie, in quanto l'organismo può godere appieno del suo potenziale di risanamento ed autoguarigione. Lui stesso, per primo, è riuscito a guarire con digiuni e una dieta senza muco (autore del libro "la dieta senza muco" dove per muco si intende il materiale intossicante ed occludente che deriva da un'alimentazione non fisiologica) , da una forma di nefrite cronica data per incurabile da tutti i medici dell'epoca da lui consultati ["Soffrii molto a causa di tanti medici (24 in tutto) e parte di questa sofferenza fu pagare i circa 6.000 dollari di parcelle, con il risultato di venire dichiarato 'incurabile'"].


Indipendentemente dal voler iniziare subito o meno un lavoro sulla propria alimentazione, è bene sapere cosa è salutare e cosa no per l'organismo. C'è una differenza importante tra mangiare della carne, della pizza o un panettone pensando che siano un valido cibo per il nostro organismo e mangiarli sapendo invece che lo intossicano e che sostanzialmente sono un nutrimento emozionale (tralascio adesso un attimo il discorso etico del nutrirsi a spese della sofferenza degli animali e quello ecologico dei danni apportati al pianeta dagli allevamenti e dalle colture estensive). Con la giusta consapevolezza, anche se al momento continuiamo a nutrirci come sempre, prima o dopo avverranno dei cambiamenti spontanei nell'alimentazione.
L'essere umano non è affatto onnivoro, come si pensa abitualmente, e se andiamo a studiare l'anatomia e la fisiologia comparata ci rendiamo conto che noi non siamo né carnivori, né erbivori… siamo frugivori (siamo nati per cibarci di frutti). E' una verità molto semplice.

"I veri onnivori e i veri carnivori, quando sono affamati, sono attratti istintivamente da animali e carogne che vedono e che interpretano come cibo immediato. Questo non accade mai all'uomo. Il ribrezzo che ogni uomo normale e sano prova alla vista del sangue e di un cadavere è la prova della sua natura non carnivora." (Girolamo Savonarola)

"Prova a mettere un bambino in una culla con una mela e un coniglio. Se mangia il coniglio e gioca con la mela ti regalo un'auto nuova." (Harvey Diamond)

L'essere umano non è un predatore (chi sarebbe in grado di cacciare con i denti e a mani nude il proprio cibo??), non ha artigli affilati per cacciare, non ha una dentatura adatta ad azzannare e strappare la carne da un cadavere, non ha un apparato intestinale in grado di liberarsi velocemente dalle tossine prodotte dal metabolismo delle proteine animali e non possiede neppure l'uricasi (enzima che neutralizza l'eccesso di acido urico derivato dalla degradazione proteica). L'essere umano ha un pollice opponibile semplicemente perché è un raccoglitore, per nutrirsi sostanzialmente di frutta ed eventualmente di semi, germogli, verdure. Non dimentichiamo che l'habitat originario umano è, non a caso, la fascia intertropicale, ricchissima di frutta.
Come mai l'essere umano, se nasce fruttariano, ha iniziato a nutrirsi anche di carne e cereali? La risposta sembra risiedere nell'adattamento ai cambiamenti climatici planetari. La vita sulla Terra è comparsa circa 4,5 miliardi di anni fa; i primi ominidi sono apparsi 2-2,5 milioni di anni fa in Africa, mentre l'Homo sapiens (da cui noi deriviamo direttamente) è apparso circa 200.000 anni fa, sempre in Africa, e, successivamente, ha iniziato a migrare in Europa ed in Asia. Gli sconvolgimenti climatici avvenuti tra i 200.000 e i 120.000 anni fa (nell'era detta Pleistocene) comportarono un'avanzata dei ghiacci sulle regioni euroasiatiche ed intensissime precipitazioni in Africa, seguite da un periodo di forte inaridimento che diede origine alla Savana. L'essere umano, per sopravvivere, dovette adattarsi a mangiare la carne dei cadaveri lasciati dai predatori e progressivamente imparare a cacciare. L'introduzione di cereali coltivati e latte nella dieta avvenne circa 10-15.000 anni fa, quando l'essere umano iniziò a dedicarsi all'agricoltura e all'allevamento.


Nessun animale in Natura mangia cibo cotto. Solo l'essere umano, l'animale più ammalato del pianeta, utilizza la cottura per poter ingerire dei cibi che altrimenti non potrebbero essere assunti (perché non digeribili o tossici o a rischio di contaminazione microbiologica), oltre che per rendere le pietanze più saporite. Purtroppo l'essere umano ha coinvolto anche gli animali a lui più vicini in questa abitudine deleteria. 
Il problema della cottura è che non solo denatura molte sostanze nutritive contenute nel cibo ma soprattutto distrugge la vitalità degli alimenti; un seme cotto, infatti, non germoglierà mai più. E' facilmente verificabile con l'esperienza personale, per chi avesse voglia di sperimentarlo, come il nutrirsi di morte danneggi e spenga lentamente la vitalità, mentre il nutrirsi di cibo vivo (in inglese living food) aumenti la vitalità, la salute e il benessere su tutti i piani del nostro essere.
Il Dr. Paul Kouchakoff, medico svizzero di Losanna, dopo anni di studi su migliaia di persone, in un suo saggio del 1937 ha dimostrato che ogni volta che consumiamo del cibo cotto si produce nell'organismo una leucocitosi, cioè un aumento dei globuli bianchi, caratteristico, ad esempio, delle infezioni. I leucociti aumentano per circa mezz'ora e solo dopo 90 minuti tornano ai valori normali; un tale aumento non si verifica assumendo i cibi crudi e viene ridotto ingerendo cibi crudi prima ed assieme ai cibi cotti. E' come se l'alimento cotto venisse visto come un aggressore, per cui le difese immunitarie si attivano. La leucocitosi digestiva era in parte già conosciuta, ma veniva considerato un fenomeno fisiologico, quando - evidentemente - tanto fisiologico non è.

La scienza ufficiale non prende ancora in considerazione il flusso e la qualità dell'energia vitale (biomagnetica) come fattore di benessere, ma iniziano ad essere presenti apparecchi elettromedicali utilizzati da medici non convenzionali che misurano il bioelettromagnetismo (Vega Test, Test secondo Morell e Rasche - MORA, Organometria Funzionale o EAV, ecc.).
L'ingegnere francese Andrè Simoneton - dopo essere guarito grazie al vegetarianesimo da un quadro clinico dato per incurabile - ha scoperto che le radiazioni emesse da un organismo sano si aggirano intorno a 6500 Angstrom e scendono in condizioni di malattia o cattiva alimentazione. Simoneton ebbe così modo di dividere gli alimenti in tre categorie principali a seconda della loro radiazione energetica:
1) Alimenti morti (cibi cotti o conservati, margarina, pasticceria industriale, alcool, liquori, zucchero bianco): questi prodotti hanno radiazioni nulle o quasi nulle.
2) Alimenti inferiori (carne, salumi, uova non fresche, latte bollito, caffè, tè, cioccolato non crudista, marmellate, formaggi, pane bianco, formaggi fermentati): questi cibi hanno radiazioni inferiori a 5000 Angstrom.
3) Alimenti superiori: frutta cruda e matura e verdura cruda e fresca, germogli, cereali in chicco, frutta oleosa: questi cibi hanno radiazioni molto elevate tra 8000 e 10000 Angstrom. Minore il tempo passato dalla raccolta e maggiori sono le radiazioni.

Non sto dicendo che da domani bisogna mangiare solo mele. Ma si può avere una fase di transizione (anche lunga anni) nella quale abbandonare sempre più cibo schifoso per le nostre cellule. l'importante è avere la Volontà di farlo, oltre alla consapevolezza che ciò che fate è per il vostro bene. Comunque è' naturale in una fase di transizione avere fame, percepire un senso di vuoto ed anche avere dei disturbi fisici (dati sia dal processo di disintossicazione, sia dall'apparato digerente che deve tornare alla sua efficienza originaria). In seguito la fame si attenua moltissimo e viene apprezzato molto il senso di leggerezza e pulizia che il corpo raggiunge.
E' importante, soprattutto nella fase di transizione, mangiare sempre con soddisfazione e non vivere in regime di privazione e punizione. Arrivare a mangiare sola frutta e verdura e sentirsi perfettamente appagati richiede spesso dei passi intermedi ed è essenziale accettare questa necessità di mediazione senza voler strafare. Sebbene qualcuno sia in grado di passare al crudismo senza alcuna transizione, per la maggior parte delle persone sono necessari mesi o anni per arrivare al crudismo completo ed è bene ricordare che già una dieta crudista al 70% è straordinariamente salutare. Ascolta sempre il tuo corpo e non cercare di forzarlo.




A presto, grazie!

Alimentazione come energia vitale

Il nostro organismo ha un enorme potenziale di risanamento e guarigione, sia a livello fisico che psichico. Sebbene la medicina accademica ...

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