Allergia. Scoppia la primavera!

Una vera seccatura che la primavera si porti seco l'allergia. Poi, per chi come me, starnutisce in serie (una decina di "atcis" alla volta) non c'è veramente pace. Faccio il giardiniere quindi capite che era doveroso per me farne una ricerca!

Il concetto di allergia è stato introdotto nel 1906 da Pirquet e Schick in seguito all'osservazione di una risposta negativa alla somministrazione di vaccini. Venne modificato nel 1963 da Gell e Coombs, che proposero uno schema di classificazione basato su quattro tipi di reazioni di ipersensibilità, delle quali solo una si può definire allergia. Allergia significa una maniera diversa di reagire da parte di alcuni individui verso alcune sostanze. Ogni individuo vivente ha a sua disposizione un insieme di meccanismi con la funzione di proteggere l’organismo dalla possibile penetrazione da parte di corpi estranei, definiti antigeni.
Gli antigeni possono essere di diversa natura ad esempio: particelle di inquinamento, batteri, virus, pollini, spore, alimenti e molto altro ancora. L’insieme dei meccanismi messi in atto da ogni individuo per la difesa dell’organismo stesso viene chiamato sistema immunitario. Allergia indica una condizione caratterizzata da una abnorme reattività dell’organismo nel caso di un contatto con determinate sostanze di per sé non pericolose, che vengono definite allergeni. La parola “allergia” deriva da due parole greche: allos che significa diverso ed ergon che significa effetto. Le allergie sono patologie atopiche (per atopia si intende una forte reattività nei confronti di agenti normalmente innocui) caratterizzate dalla presenza di anticorpi specifici (immunoglobuline E o nella versione abbreviata IgE).

L’allergene, introdotto una prima volta nell’organismo, rimane latente, ma induce la formazione di anticorpi specifici. Quando si verifica una seconda introduzione, l’organismo, ormai allergizzato, risponde con l’immediata, o quasi immediata, attuazione di fenomeni evidenti. I casi più diffusi di allergia sono imputabili a pollini, polvere, alimenti e farmaci. Attualmente circa un terzo della popolazione italiana soffre di una qualche forma di allergia. Alla base dei processi infiammatori vi è la formazione di istamina favorita dal contatto dell’allergene con gli anticorpi. Tra le cause delle allergie si riconoscono sia fattori genetici (le probabilità di sviluppare un’allergia sono più alte in soggetti con casi familiari di allergia) sia ambientali. Le allergie sono dunque delle reazioni immunitarie dell’organismo a sostanze estranee non-infettive (allergeni, antigeni). L’organismo reagisce con sintomi infiammatori e con la produzione di anticorpi (reazione antigeneanticorpo). 

Le allergie più frequenti si trovano:
nelle vie respiratorie: rinite allergica, sinusite allergica, asma bronchiale;
nella cute: orticaria, eczema di contatto, neurodermite;
negli occhi: congiuntivite allergica;
nel tratto digestivo: diarrea, nausea;
sistemiche: temperatura alta, stanchezza, disturbi del sonno.

L’istamina 
L’istamina è un ormone che svolge svariate funzioni. Nel tessuto connettivo dermico e mucotico induce vasocostrizione e vasodilatazione, partecipa ai processi infiammatori e pruriginosi. Nei processi allergici, l’istamina liberata dalle mastcellule dermiche è un importante mediatore. Una liberazione di istamina non denota necessariamente un’allergia perché anche in altri processi ne viene liberata. Il contenuto di istamina nei prodotti alimentari può essere notevole, specialmente se si è in presenza di proteine stagionate come nei formaggi, nel pesce e nella carne conservata. L’iperproduzione o l’ipoproduzione di istamina può scatenare sintomi patologici di vario tipo, anche psichici. L’istamina è una sostanza presente in natura e nel corpo umano che viene prodotta dalla disgregazione di alcune proteine, nei normali processi di difesa dell’organismo. Se la quantità di istamina rilasciata è eccessiva, possono insorgere vari problemi, come ad esempio la dilatazione dei vasi sanguigni che rilasciano i fluidi nei tessuti circostanti provocando gonfiore e irritazione. L’istamina stimola anche lo stomaco e l’intestino, e può essere responsabile degli attacchi di asma, perché provoca la contrazione dei bronchi. Inoltre, l’azione allergica dell’istamina tramite mastcellule può essere scatenata dai pollini, dal pelo degli animali e da altre sostanze, e può provocare tutti i sintomi della febbre da fieno o dell’asma.


La soglia delle allergie 
In quasi tutti i fenomeni biologici si registra l’esistenza di un livello di soglia e, tuttavia, parlando di reazioni allergiche, questo concetto appare a molti come rivoluzionario. Studi recenti testimoniano infatti che l’allergia non dipende solo dalla reazione a una singola sostanza, ma dalla somma di molte piccole reazioni che aumentano il livello di infiammazione generale dell’organismo, predisponendolo cioè a “esplodere” al contatto con sostanze anche solo lievemente irritanti. Una concezione che consente di interpretare l’allergia come un eccesso di difesa, piuttosto che come un difetto dell’organismo. In questa concezione dell’allergologia, il livello di soglia non è altro che l’espressione della capacità umana di adattarsi; si tratta di una realtà clinica evidente spesso negata dal mondo della medicina convenzionale, ma che oggi è sempre più accettata anche nel mondo accademico. 
È importante ricordare che secondo questa visione concettuale, l’allergia non è mai un meccanismo assoluto, nel senso che o c’è o non c’è, ma è invece un meccanismo relativo, quindi estremamente modulato, che è sempre presente e che può essere al di sopra o al di sotto del livello di soglia del singolo individuo. Questo discorso vale per tutti i fenomeni allergici “classici”, come ad esempio: rinite, asma, dermatite, orticaria, diarrea e congiuntivite. Ciascun individuo infatti, pur essendo allergico e intollerante, può mantenere un controllo sulla propria reattività attraverso un meccanismo attivo. Quando una persona diventa clinicamente allergica, ovvero quando manifesta dei segnali di allergia o di intolleranza, è il segnale dell’avvenuto superamento del livello di soglia della propria capacità di adattamento. 

I falsi nemici 
Adottando il concetto di superamento della soglia di reattività è necessario rivedere il proprio rapporto con i “nemici” che scatenano l’allergia. Non serve prendersela solo con i “pollini cattivi” o con il “latte che fa male alla pancia”, ma bisogna considerare cosa sia avvenuto nell'organismo, per aiutarlo a ricreare tolleranza, sia attraverso un processo di progressiva iposensibilizzazione, sia attraverso strumenti indiretti come l’uso di alcuni minerali o oligoelementi. Non si tratta più di identificare la sostanza responsabile dell’allergia, ma di armonizzare ed equilibrare il terreno organico. 
Raramente gli allergologi spiegano ai propri pazienti perché, pur risultando allergici a moltissimi pollini, soffrano di rinite o di asma solo in determinati periodi, ad esempio tra agosto e settembre, o solo tra maggio e giugno, o a volte non ne soffrono affatto, anche se quei pollini sono presenti nell’ambiente per periodi ben più lunghi di quelli caratterizzati dalla manifestazione allergica. Questa reazione non lineare, ovvero dove non c’è un nesso di causalità assoluto tra la presenza di una sostanza e la reazione, è dovuta al fatto che ogni organismo umano ha la possibilità di adattarsi alle circostanze avverse che incontra: pollini, freddo, caldo, inquinamento, acari della polvere, farmaci e alimenti.
Così avviene spesso che una persona, pur in presenza di IgE (immunoglobuline E) verso una certa sostanza non sviluppi allergia quando entra in contatto con quello specifico allergene. È anche grazie a questo fenomeno che non possiamo più considerare la terapia di un’allergia come qualcosa di mirato esclusivamente contro l’allergene. Un trattamento che non sia solo sintomatico, ma che incida sulle cause profonde, ha per obiettivo l’organismo intero. Lo scopo è quello di pensare a rieducare un organismo affinché possa controllare le reazioni allergiche riportandole all’interno della sua capacità di tolleranza. In altre parole si deve insegnare all’organismo a trovare quella valvola di sfiato che consente alla pentola a pressione di non scoppiare, ma anzi di eliminare gradualmente tutto il vapore prodotto senza arrecare danni. 

Rinite allergica e Aromaterapia 
La rinite allergica (o raffreddore da fieno) compare da fine marzo e dura fino a tutto giugno, quando la fioritura delle piante raggiunge l’apice, con effetti devastanti su naso, occhi e polmoni di milioni di individui. I disturbi compaiono la mattina appena svegli, si attenuano nelle ore centrali, per poi diminuire in serata. La rinite allergica è sempre più frequente, si calcola che riguardi il 15% circa della popolazione e per un 5% può diventare un vero e proprio incubo: starnuti a raffica, naso chiuso o colante, occhi fortemente arrossati e disagio continuo che sfocia in stanchezza cronica, sonno perturbato, irritabilità, difficoltà di concentrazione.
Molti sono gli Oli Essenziali con una forte azione antinfiammatoria e balsamica che possono contrastare gli effetti irritativi degli allergeni come pollini e polveri. Il sistema respiratorio è la parte più esposta alle allergie, le sostanze allergizzanti che provocano irritazione sono facilmente dispersibili nell’aria, vengono ispirate e possono provocare attacchi più o meno forti di rinite allergica o anche di asma. Per contrastare l’infiammazione delle mucose del naso e degli occhi, così come cefalea, starnuti e naso chiuso o colante, gli oli essenziali più utili sono camomilla, chiodi di garofano, camomilla blu, lavanda, cipresso, maggiorana, pino silvestre. Possiedono una forte azione antistaminica, unitamente a proprietà balsamiche, decongestionanti, lenitive e antinfiammatorie. L’approccio aromaterapico può essere di grande aiuto per contrastare le manifestazioni allergiche, poiché agisce sull’intero organismo e non sul singolo sintomo.

Quindi il mio consiglio è : comprare una bella lampada di diffusione di vapore, comprare un olio essenziale di quelli sopra citati e metterla in camera. Per fare sonni tranquilli, almeno quelli senza i fastidiosi "atcis"!









GRAZIE, A PRESTO!

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