sabato 9 aprile 2016

Energia Europea. Verso l'indipendenza dai carburi.

Per quel che riguarda l'energia Europea oggi giorno hanno un ruolo di primo piano gli impianti per l’estrazione dei metalli e quelli legati alla produzione e alla distribuzione di petrolio, gas, elettricità. Siamo ancora lontani da un sostentamento "pulito".
Tra i minerali metallici più diffusi in Europa il più importante è il ferro: le principali miniere si trovano in Russia, Ucraina, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Francia e Spagna. Per quanto riguarda la bauxite, da cui si ricava l’alluminio, i maggiori giacimenti si trovano in Russia, Grecia, Ungheria, Francia e Croazia.
La Russia è tra i maggiori produttori mondiali di petrolio e gas naturale: il 40 per cento circa del petrolio e il 25 per cento del gas vengono estratti nella Russia europea mentre il resto proviene dai giacimenti siberiani asiatici, dove i costi di estrazione sono molto alti a causa della rigidità del clima.
I paesi dell’Europa Occidentale sono invece largamente dipendenti dall’estero per l’approvvigionamento di idrocarburi. Insufficienti, rispetto al fabbisogno, sono infatti i giacimenti di petrolio e gas naturale presenti nel Mare del Nord (Regno Unito, Norvegia e Paesi Bassi) e in Romania.
Una fitta rete di oleodotti e metanodotti percorre tutto il continente; i principali nodi si trovano nelle regioni industriali dell’Europa Occidentale e in Russia. Numerose raffinerie sono localizzate in prossimità dei porti e delle grandi aree metropolitane.
In seguito alla crisi petrolifera degli anni Settanta, i governi di quasi tutti i paesi europei hanno destinato ingenti finanziamenti allo sviluppo di energia nucleare. L’incidente alla centrale di Cernobyl (Ucraina 1986), e quello di Fukushima (Giappone 2011) hanno suscitato gravi preoccupazioni nell'opinione pubblica e alcuni paesi, come l’Italia e l’Austria, hanno optato per l’abbandono del nucleare. Tuttavia, altri stati hanno continuato a ricavare dalle centrali nucleari una parte consistente della loro energia: è il caso della Francia (dove il 78 per cento dell’elettricità prodotta è di origine nucleare), del Regno Unito, Belgio e di quasi tutti i paesi dell’Europa Orientale.
Energia pulita:
In Europa Occidentale, le aree in cui la produzione di energia idroelettrica è maggiormente sviluppata sono la Regione Scandinava (Svezia, Norvegia) e quella alpina (Svizzera, Austria, Italia); in Russia le centrali maggiori si trovano sul Volga e sui fiumi siberiani.

Tra le fonti energetiche “pulite”, che consentono di ridurre la dipendenza dal carbone e dal petrolio, è sempre rilevante l’energia solare: centrali elettriche solari di una certa dimensione sono presenti in Grecia, Paesi Bassi, Danimarca,Germania e Italia.




L’energia del vento (eolica), già molto sfruttata prima della rivoluzione industriale, è stata riscoperta negli anni Settanta; questa fonte di energia è utilizzata in misura abbastanza rilevante in Danimarca, Germania, Paesi Bassi e un buon uso ne fa anche la Spagna.

Impianti per lo sfruttamento dell’energia geotermica sono in funzione nelle aree caratterizzate da fenomeni di vulcanismo, in particolare in Italia Centrale e in Islanda: il vapore e l’acqua ad alta temperatura emessi dal sottosuolo vendono utilizzati sia per riscaldare le abitazioni, sia per produrre elettricità.

Sono fiero di essere nato in uno dei paesi pionieri del NO al Nucleare. Mi piacerebbe che si investa ancora di più nelle energie pulite, ma sono speranzoso sia come italiano che come cittadino europeo. Siamo sulla buona strada.

Grazie, A presto!

mercoledì 23 marzo 2016

Agnello di Dio

"Agnus Dei è un'espressione evangelica in lingua latina che significa "Agnello di Dio" e si riferisce a Gesù Cristo nel suo ruolo di vittima sacrificale per la redenzione dei peccati dell'umanità"

Si avvicina la pasqua. E come la tradizione vuole, l'agnello fa da padrone nei menù. Vediamo allora da dove deriva tale tradizione.
Trova la sua origine nel culto dell'Antico Testamento e anzitutto nell'agnello pasquale degli Ebrei, il cui sangue posto sugli stipiti delle porte, salverà dall'angelo della morte (Esodo 29). L'immagine dell'agnello di Dio fu applicata dal profeta Isaia alla misteriosa figura del servo di JHWH (Is 53, 7-12). Gli ebrei interpretano perlopiù questa figura come un simbolo del popolo di Israele, anche se essa è stata interpretata anche come una profezia messianica. L'applicazione di questa profezia a Gesù, identificandolo quindi col Messia, è proclamata da Giovanni Battista secondo la narrazione del vangelo secondo Giovanni:
« Ecce Agnus Dei, ecce Qui tollit peccatum mundi » (l'agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo)

All'ideale di purezza immacolata, virtù, espiazione e sacrificio eucaristico, il Battista aggiunge quello della universalità dello scopo: “Colui che toglie i peccati del mondo”, e non solo quelli di Israele. E questa concezione del figlio di Dio come buon agnellino la troviamo anche in altri passaggi del nuovo testamento.
Comunque i millenni passano, l'uomo attraversa diverse epoche e tale tradizione arriva ai giorni nostri come un bel pezzettone di agnello a tavola, e le persone nemmeno sanno che simboleggia la redenzione dei peccati. 
Ora, io sono vegetariano e non mi va di fare la predica ai carnivori. Mi piacerebbe invece che ogni individuo sia consapevole di ciò che mette in bocca. Consci del fatto che la carne non nasce al supermercato dentro il contenitore, ma che è un essere vivente. proprio come lo sono il cane e il gatto. 
Non sopporto quelle persone che davanti al telegiornale e alla notizia dell'ennesimo canile in condizioni pessime si impietosiscono....mentre si mangiano la braciola. 
Capisco però che questo non è un fattore di ipocrisia ma credo invece sia di ignoranza. Ignorare che quel che si ha nel piatto era un animale che respirava, che aveva sensazioni e che ha passato la sua vita in modo atroce. (come Aushwitz? )
Allora caro Carnivoro. io ho la mia opinione, tu hai la tua. non voglio offenderti ma vorrei che tu facessi una cosa. Come io non compro l'insalata pronta e lavata nei sacchetti, ma la compro (non al supermercato) me la lavo e la taglio, vorrei vedere te comprarti l'agnellino, sgozzarlo pronunciando "Dio questo sacrificio è per te" tagliarlo e cucinarlo.

Quanti carnivori sono tali solo ed esclusivamente per un fattore di comodità? ma si la braciola si fa in 5 minuti ed è buona. Si è buona (al palato, lo ammetto) ma non si fa in 5 minuti. si prepara nell'arco di una vita di un essere vivente. il maialino in quel caso. 
Perciò se credi in Dio, ricordati che disse "ama il tuo prossimo come a te stesso" (non solo cani e gatti e gli altri ce li mangiamo). Siamo tutte creature di quel Dio.
Se non credi in Dio e vi va l'agnello o il vitello o il maialino o qualsivoglia bestia, allevala! sono convito che la maggior parte de carnivori in tal caso se ne affezionerebbe e non riuscirebbe a toglierli la vita. 
E chi invece anche allevandola decide di ammazzarla e mangiarla, complimenti, sei un carnivoro D.O.C e perciò hai il mio rispetto. Tu per la tua strada, io per la mia. 



Non esistono mezze misure. Non esiste animale da chiamare "bambino" e animale da chiamare "cibo". Facciamo parte di un unico pianeta, e come tale dobbiamo imparare a coesistere tutti insieme, animali compresi.





Grazie, a presto!

sabato 12 marzo 2016

Inizia la bella stagione. Facciamocela di Corsa!

Correre: perché questa forma di movimento naturale e innata nell’uomo è divenuta così interessante? 
Il fatto che il numero dei corridori del tempo libero, si sia moltiplicato nel giro di pochi anni, non è un fenomeno solo nazionale. Secondo recenti sondaggi infatti, la corsa è lo sport in più rapida espansione del nostro tempo. Ovunque ormai numerosi i podisti che ogni settimana, corrono nelle strade del centro città come in quelle sterrate alla periferia del paese.


La corsa definita la regina di tutti gli sport, ha un posto di privilegio tra gli sport di resistenza, per i seguenti motivi:
• La corsa è una forma di movimento naturale ed innata; non occorre una particolare preparazione tecnica. Si può correre con qualsiasi tempo e (quasi) in ogni luogo, con la neve o con la pioggia. Non sono necessarie particolari condizioni atmosferiche;
• La corsa è uno sport poco costoso, non sono necessarie forti spese di equipaggiamento e attrezzatura (non è necessaria la tuta mega tecnica, ma un occhio di riguardo alle scarpe si). A parte il valore che ha per la salute, correre può anche essere un semplice divertimento;
• Correndo si può scoprire la natura, specie se si sceglie un percorso in mezzo al verde;
• Una corsa sotto un acquazzone, può far sparire in fretta il malumore;
• La corsa lenta o jogging, inoltre, se praticata costantemente, almeno 3 volte la settimana, rigorosamente a giorni alterni, da una piacevole sensazione di benessere (favorisce il rilassamento mentale e contribuisce a rafforzare e tonificare la muscolatura), aiuta a prevenire alcune malattie cardio-circolatorie, fra queste, l’infarto (risulta poi efficace anche nella riabilitazione del cardiopatico), riduce i cuscinetti di grasso, specie se si corre lentamente per un oretta.
Cercherò di spiegare cosa bisogna sapere e cosa occorre fare, per praticare la corsa, il jogging (corsa lenta) o il walking (camminata a passo spedito) senza problemi, in modo da raggiungere e mantenere la forma fisica ideale. 

1- L'obiettivo 
Bisogna averlo e deve essere forte. Non importa se sia l'essere in forma, il perdere i chili di troppo, il gareggiare nella corsa su strada della propria città o del proprio paese. Avere delle mete da raggiungere è fondamentale per non scoraggiarsi e mollare tutto alle prime difficoltà, Per molti la maratona è la molla che spinge a cominciare a correre. Ma non bisogna pensare di poter affrontare i 42 chilometri dopodomani o in tempi brevi. Io consiglio sempre una meta raggiungibile alla volta. perché psicologicamente il raggiungimento per dire dei 5 km, poi dei 10 km e così via ci da più forza ad andare avanti.

2- La fatica
Non lasciatevi spaventare. All'inizio è inevitabile. Si pensi alla bicicletta: quando si incomincia a pedalare si fa fatica, ma dopo i pedali girano da soli. Così nella corsa il motore ha bisogno di "scaldarsi" prima di rendere al meglio. Sappiate comunque che la corsa, se eseguita in modo graduale e costante, tende ad aumentare la resistenza.

3- La ginnastica
Se non ne sapete niente, evitate di farla. É meno pericoloso. Non eseguite nemmeno lo stretching. Infatti, seppur indispensabile prima e dopo la corsa, va fatto nel modo giusto, diversamente potrebbe risultare più dannoso che benefico. In commercio, tra l’altro, ci sono ottimi manuali. Il più famoso è “Stretching” di Bob Anderson. 

4- Lo stile
Corri come sai: solo quando si sarà acquisita un po’ d'autonomia ci si potrà concentrare su un gesto atletico migliore. Il giorno in cui si è in grado di correre venti minuti di seguito si può fare attenzione a non tenere le braccia troppo alte o troppo basse, a non stringere i pugni ma a tenere le mani semi aperte e rilassate, a non correre troppo sulle punte ne sui talloni (ma cercare la "rullata" del piede), a non essere rigidi come baccalà, ma neppure molli come budini, a non procedere ad ampi balzi, ma a tenere i piedi i più possibile vicini al terreno. Insomma corri sentendo il tuo corpo!

5- Non correre con scarpe inadeguate
Ad esempio quelle piatte del tipo Superga, quelle da tennis, da basket o, peggio, del genere con la suola altissima tanto di moda tra i giovanissimi. Le scarpe per gli altri sport, infatti, sono inadeguate per il gesto della corsa. Troppo pesanti o troppo leggere, sicuramente poco ammortizzanti, rendono più faticoso lo sforzo a livello muscolare e più lento e doloroso il recupero. In fin dei conti: si avvertirà prima la fatica e in ricordo rimarrà certo un discreto mal di gambe. Per non sbagliare acquisto la cosa migliore è entrare in un negozio specializzato spiegando che si è agli inizi.  
(leggi anche : mizuno-hitogami-la-corsa-fa-bene )

6- Caro diario
L’abitudine di annotare i dati di ogni singola uscita può diventare un ulteriore stimolo a continuare l’avventura della corsa. Tenere scritti gli allenamenti e registrare i miglioramenti aggiunge “carica” e voglia di fare. Oltre ai minuti di corsa vale la pena di segnare le sensazioni: a distanza di tempo sarà divertente rileggere il tutto e ripercorrere con la memoria la “magia” di certi piccoli successi.

7- Alimentazione
Parliamo di corpo e dieta. La corsa, lo scoprirai presto, aumenta notevolmente la consapevolezza del tuo corpo. Imparerai a conoscere i tuoi muscoli, a scoprire come cambiando postura si faccia meno fatica e si evitino gli infortuni e – soprattutto – troverai nel cibo un importante alleato. Iniziare a correre non significa mangiare il doppio rispetto a prima, semplicemente lo farai in maniera più consapevole. Sta’ tranquillo, non sto dicendo che dovrai smettere di bere (la birra dopo una corsa è una grande fonte di motivazioni ;) o di mangiare quello che ti piace, semplicemente cerca di bilanciare l’alimentazione, trasformandola da semplice fonte di sostentamento a strumento per correre e vivere meglio.


8- resisti al divano
Il divano (o il letto, al mattino) può essere il tuo nemico principale: dopo una giornata pesante chiunque vorrebbe riposare davanti alla tv. In realtà esistono molti modi per rilassarsi e correre è sicuramente quello più appagante, dopo lo sforzo iniziale te ne renderai conto. Non è facile, lo so, ma trasformare il divano nel tuo "mantra" quando corri ti farà godere molto di più quando ti ci siederai. (anche se starai così bene da non sentirne la necessità, credimi!)

9- Ascolta solo te stesso
Ti dicono che sei troppo fuori forma per correre? Che la corsa fa male alle articolazioni? Che sei troppo vecchio per raggiungere risultati? Ecco, sono tutte stronzate! Nessuno ti impedirà, con la giusta dedizione, di diventare un runner molto veloce e comunque, anche se non ci riesci, scoprirai che – alla fine – l’importante è superare te stesso, non gli altri.

10 - DIVERTITI
Se sei arrivato fin qui a leggere, vuol dire che hai già la giusta motivazione. perciò non pensarci più. va fuori e corri! :-)




Grazie, a presto!





sabato 5 marzo 2016

Sole. Estate. Proteggere la nostra pelle.

Gli obiettivi principali nel breve termine prima delle tanto desiderate vacanze sono quello di riacquistare un po’ il peso forma e preparare la pelle ad affrontare le prossime esposizioni solari. E in questo periodo, per fortuna la Natura ci facilita il compito, permettendoci di seguire un regime alimentare più sano e ispirato alla dieta mediterranea, perfetto per tornare in forma ma anche per proteggere la pelle dagli stress estivi. A mio avviso, iniziare qualche mese prima dell'estate, è fondamentale per assicurarci che nel nostro organismo si trovi tutto l'occorrente.

Il sole, se preso nella giusta misura, è importante non solo per l’assimilazione della vitamina D, che risolve e migliora gli stati reumatici e fortifica le ossa, ma migliora anche l’umore. Tuttavia, l’esposizione può danneggiare seriamente l’epidermide attraverso la produzione dei radicali liberi.

Cibi ricchi di antiossidanti

Gli antiossidanti sono necessari per aumentare la protezione della pelle e potenziare le sue difese contro l’azione nociva dei radicali liberi, causati dalle aggressioni di agenti esterni (inquinamento, fumo, esposizione al sole…) oltre che dall'invecchiamento delle cellule, e per fornire le sostanze necessarie a mantenere l’integrità dell’epidermide. Ce ne sono due classi, considerate proprio essenziali contro lo stress ossidativo:

Carotenoidi: si tratta di pigmenti con un colore che va dal giallo all'arancione fino al rosso come carote, peperoni, pomodori, albicocche, melone, pesche…Polifenoli: sono pigmenti responsabili della colorazione rossa- violacea e blu tipica dei frutti del sottobosco come more, lamponi, fragole, ribes…


Cibi ricchi di vitamine

Il retinolo, parlando di esposizione al sole e protezione della pelle è fondamentale. Infatti favorisce la sintesi di molecole dello strato connettivo, responsabili dell’elasticità della pelle, della sua idratazione ed è utile per contrastare le temute rughe, poiché la pelle sotto il sole è in condizioni di grande stress. Si tratta in realtà di vitamina APotete trovarla nell'olio di fegato di merluzzo ma anche in tutta la frutta e verdura arancione, come carote, albicocche, radicchio e verdure di questo colore.Anche la vitamina C (acido ascorbico) è importante per la pelle al sole, perché stimola la produzione del collagene – elemento di sostegno della pelle – grazie alla sua efficace azione antiossidante, e neutralizza gli effetti dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Inoltre, partecipa alla cicatrizzazione.Via libera quindi a scorpacciate di ribes, kiwi, fragole, litchi, arance, limoni, mango, clementine, uva, lamponi, meloni. Non devono mancare neppure prezzemolo, pinzimonio di peperoni rossi e verdi, e gustose insalate di erba cipollina, crescione, spinaci broccoli, valeriana, cicoria.



Cibi ricchi di sali minerali:

Importanti pure gli oligoelementi come zinco, selenio e zolfo e gli acidi grassi presenti nella frutta secca e nel pesce.
In tutto questo poi, è fondamentale idratare l’organismo non solo con acqua naturale ma anche con succhi freschi di ortaggi, succhi di frutta naturali e senza zucchero, tè verde.

L’ideale sarebbe assumere durante la giornata frutta e verdura di tutti i colori per beneficiare al meglio di tutti gli antiossidanti, approfittando magari con degli spuntini mantenendo così anche la giusta idratazione, quindi via libera a ciotole di ortaggi crudi, spremute, centrifugati a base di albicocche, meloni, pomodori, frutti di bosco…



Insomma l'estate è una libidine di colori, profumi, sensazioni...che lo sia anche per il nostro palato! e per il nostro benessere.




Grazie, a presto!

domenica 28 febbraio 2016

La ricetta della Felicità.

La felicità è uno stato d’animo a cui tutte le persone aspirano. A nessuno fa piacere essere triste e depresso. D’altra parte ci sono persone che sembra siano sempre felici, anche quando si trovano in situazioni dove la vita li mette a dura prova. Questo non significa che queste persone non sentono dolore o tristezza, ma solo che non si lasciano sopraffare. Io dico sempre “pensa positivo”.


Apprezzare la vita ed essere grati di essersi svegliati ogni mattina
Sviluppare un senso infantile di meraviglia nei confronti della vita. Concentrarsi sulla bellezza di ogni essere vivente. Sfruttare al massimo ogni giorno. Non dare nulla per scontato. Non sudare per le piccole cose.

Essere
Considerare e accettare gli altri per quello che sono, rispettarli, per quello che sono. Trattarli con spirito generoso. Aiutarli quando si è in grado, senza cercare di cambiare l’altra persona. Provare ad illuminare il giorno di coloro che entrano in contatto con te.

Imparare continuamente
Tenersi aggiornati con le ultime novità per quanto riguarda la carriera personale e gli hobby. Provare cose nuove e audaci che suscitano il vostro interesse.

Essere creativi cercando di risolvere i problemi che si presentano
Non cadere in autocommiserazione. Non appena si presenterà una nuova sfida, trovare una soluzione. Non lasciare niente alle tue spalle che può influenzare il tuo umore. Ogni ostacolo che si presenta davanti a noi, bisogna vederlo come un’opportunità per fare un cambiamento positivo. Imparare a fidarsi del proprio istinto interiore, perché ha quasi sempre ragione.

Fai quello che ami
Alcune statistiche mostrano che l’80 per cento delle persone non amano il loro lavoro! Non c’è da meravigliarsi se ci sono così tante persone infelici. Spendiamo una grande quantità del tempo della nostra vita lavorando, quindi sarebbe meglio scegliere, se si ha la possibilità, una carriera che ci piace. Non sempre guadagnare di più fa sentire meglio una persona. Trovare il tempo per i propri hobby e perseguire interessi particolari.

Piaceri della Vita
Prendersi il tempo per osservare la bellezza che ci circonda. C’è di più nella vita del solo lavoro. Prendersi il tempo per sentire l’odore delle rose, guardare un tramonto o l’alba con una persona cara, fare una passeggiata in riva al mare, fare escursioni nei boschi, ecc.. Imparare a vivere nel momento presente, non nel passato o nel futuro.

Ridere
Cercare di non prendere se stessi e la vita troppo seriamente. Si può essere umoristi in quasi ogni situazione. Ridere di se stessi perché nessuno è perfetto. Cercare di trovare sempre il lato positivo delle cose, se possibile.

Perdonare
Tenersi dentro un rancore non farà male a nessuno, a parte se stessi. Perdonare gli altri per la propria pace mentale. Quando si commette un errore, bisogna imparare da esso e perdonare se stessi.

Gratitudine
Sviluppare un atteggiamento di gratitudine. Sii grato/a per tutte le cose, anche le cose che sembrano banali. Siate grati per la vostra casa, il vostro lavoro e, soprattutto, la vostra famiglia e gli amici. Prendetevi il tempo per dire loro che siete felici che facciano parte della vostra vita.

Investire in relazioni
Assicurarsi sempre che i vostri cari sappiano di essere amati, anche dopo un disguido o litigio. Coltivare e far crescere i vostri rapporti con la famiglia e gli amici, prendendosi il tempo necessario per stare con loro. Non fare false promesse. Essere di supporto.

Mantenere la parola
L’onestà è la miglior politica. Ogni azione e decisione che fate dovrebbe essere basata sull'onestà. Siate onesti con voi stessi e con i vostri cari.


Farsi gli affari propri e concentrarsi sulla propria vita
Prendersi cura di se stessi e della propria famiglia. Non farti condizionare con quello che gli altri stanno facendo o dicendo. Non farsi prendere dalle chiacchiere o da nomi di eventuali personaggi “portinai”. Non giudicare. Ognuno ha il diritto di vivere la propria vita nel modo che vuole, tu compreso/a.

Essere ottimisti, vedere il bicchiere mezzo pieno
Trovare il lato positivo di ogni situazione. E’ lì, anche se può essere difficile da trovare. Sappiate che tutto accade per una ragione, anche se non si conoscerà mai quale sia la vera ragione. Evitare i pensieri negativi. Se un pensiero è negativo si insinua, quindi bisogna sostituirlo con un pensiero positivo.

Persistenza
Non mollare mai. Affrontare ogni nuova sfida con l’atteggiamento che ti porterà ad un passo più vicino al tuo obiettivo. Non potrà mai fallire, se non mollerai mai. Concentrarsi su ciò che si vuole, imparare le abilità richieste, fare un piano per avere successo e agire.

Essere proattivi
Accettare ciò che non può essere cambiato. Le persone felici non sprecano le energie per circostanze al di fuori del loro controllo. Accetta i tuoi limiti come essere umano.

Prendersi cura di se.
Prenditi cura della tua mente, del corpo e della salute. Mangiare sano e cercare di tenere il lavoro fuori dalla propria vita sentimentale e famiglia. Riposo quanto basta. Bere molta acqua. Esercitare la mente alimentandola continuamente con sfide interessanti ed emozionanti.

Self Confidence
Non cercare di essere qualcuno che non sei. Dopo tutto nessuno ama un falso. Determinare chi siete nella parte interna , i propri gusti personali e antipatie. Abbiate fiducia in chi siete. Fate del vostro meglio senza aspettare che lo facciano gli altri per voi stessi.

Assumersi le responsabilità
Per essere una persone felice bisogna anche essere consapevoli che si è al 100% responsabili della propria vita. Bisogna assumersi la responsabilità per i propri stati d’animo, atteggiamenti, pensieri, sentimenti, azioni e parole. Bisogna saper accettare e ammettere quando si compie un errore.


Inizia oggi assumendoti la responsabilità per la tua felicità. 





Grazie, a presto!


mercoledì 24 febbraio 2016

Nutella. (Solo) Un marchio di riferimento.

Criticare la Nutella è difficile, perché si tratta di un prodotto cult supportato da numerose campagne pubblicitarie e venduto a un prezzo conveniente. Ma la famosa crema spalmabile al cacao e nocciole è stata nell'occhio del ciclone all'estero. Sul web e sui social network esperti e consumatori consigliano di evitare la Nutella perché contiene ingredienti pericolosi per la salute.
Basta leggere l’elenco degli ingredienti per capire che siamo di fronte a una preparazione con un profilo qualitativo merceologico non proprio eccellente. 
Sotto accusa troviamo l’ormai noto  olio di palma, lo zucchero raffinato e la vanillina. La Stampa degli altri paesi europei parlano della Nutella come di un prodotto che può provocare gravi problemi per via dell’elevato contenuto di olio di palma e di zucchero raffinato, sottolineando inoltre il basso contenuto di nocciole: solo il 13% sul totale degli ingredienti.
Un quinto della Nutella è costituito da grasso puroNutella usa olio di palma al posto del pregiato e costoso burro di cacao (considerato l’ingrediente principe di tutti i prodotti a base di cioccolato). L’abilità di Ferrero consiste nel rendere piacevole al palato un olio di mediocre qualità come quello di palma attraverso un processo di raffinazione che permette di selezionarne la parte più nobile. L’operazione è possibile grazie a un impianto di frazionamento che possiedono solo sette aziende al mondo. Questa scelta permette di ridurre drasticamente i costi, ma penalizza la qualità nutrizionale essendo gli oli di palma sconsigliati dagli esperti di nutrizione. L’olio di palma quando viene riscaldato nelle lavorazioni industriali porta alla formazione di acidi grassi che possono risultare dannosi per l’organismo umano anche in piccole quantità.
Lo ha confermato Alfonso Lampen, esperto di alimentazione dell’Istituto Federale per la valutazione dei rischi della Germania (BFR). Gli acidi grassi, sostiene Lampen, che si formano nella lavorazione dell’olio di palma sono dannosi per i reni, per il fegato e per i testicoli e possono anche avere effetti cancerogeni.
Sono numerosi gli articoli che all'estero attaccano la Nutella, non soltanto per la presenza di olio di palma ma anche perché contiene ingredienti come lecitina di soia, vanillina e latte in polvere.
La vanillina è un ingrediente artificiale che rappresenta una neurotossina per le cellule cerebrali. Anche se, secondo l'OECD la vanillina non è una sostanza pericolosa per la salute e al riguardo non sono mai stati identificati rischi particolari. viene definita come un additivo utilizzato in tutto il mondo e approvato dalle autorità per la sicurezza alimentare. la vanillina viene utilizzata come additivo alimentare sintetico perché la produzione di bacche di vaniglia non risulta sufficiente a soddisfare la domanda industriale .

Inoltre Ferrero Australia ha ribadito che l’olio di palma utilizzato per produrre la Nutella è 100% sostenibile sulla base della certificazione RSPO 
Il timore è che la RSPO protegga dalla deforestazione soltanto le parti di foresta considerate 'ad alto valore di conservazione' e continui nel frattempo a permettere la deforestazione per la coltivazone di palme da olio in aree 'di minor valore'. L'organizzazione Salviamo La Foresta fa notare inoltre che compagnie con certificazione RSPO continuano ad essere coinvolte nella deforestazione. Senza contare che la stessa Ferrero fa parte di RSPO e che esiste dunque il dubbio che i controlli siano in qualche modo pilotati.
L’altro segreto che suggella il mito è l’imponente campagna di marketing del gruppo Ferrero che, grazie agli spot di tutti i suoi prodotti (Kinder, Rocher, Fiesta…) è considerato il primo inserzionista televisivo del settore alimentare, con un budget di spesa milionario. E così, Nutella è un mito perché oltre a essere un gusto, un sapore, rappresenta un marchio di riferimento per la maggior parte dei consumatori.
Negli ultimi anni la Nutella ha dovuto modificare la pubblicità e cambiare etichetta numerose volte. Si tratta di un bilancio pesante per la crema di nocciole più famosa al mondo, che evidentemente sconta una politica commerciale molto aggressiva ma poco trasparente. L’ultimo episodio in ordine di tempo è quello registrato negli Stati Uniti, dove un tribunale americano ha costretto Ferrero a pagare oltre 3 milioni di dollari per una pubblicità «ingannevole»,  in cui si descrive la Nutella come un prodotto «nutriente» e «salutare».
La sentenza è l’ultimo atto di una battaglia iniziata nel febbraio del 2011 da Athena Hohenberg, una mamma di San Diego che al tempo dichiarò di aver deciso di dare da mangiare alla figlia di 4 anni la crema al cioccolato dopo aver visto in tv la pubblicità incriminata. La donna ha rilevato che nello spot la Nutella era presentata come un prodotto nutriente adatto a una colazione  equilibrata e sana per i bambini. Quando la mamma ha scoperto che  due cucchiai di Nutella contenevano circa 200 calorie, di cui la metà era composta da grassi, si è arrabbiata e ha avviato la contestazione. 
Dopo la condanna  Ferrero Usa modificherà  lo spot e l’etichetta in modo da evidenziare il livello di grassi e zuccheri sul frontespizio del barattolo.

Il secondo incidente  risale al novembre dell’anno scorso quando l’Alta corte regionale di Francoforte ha invitato la società di Alba a cambiare etichetta.  La causa è stata portata avanti dall'associazione di consumatori tedesca Bundesverband der Verbraucherzentralen,  che accusava  Ferrero di riportare sui vasetti i valori nutrizionali in modo difforme. Le voci di grassi e carboidrati erano riferite a una porzione da 15 grammi, mentre i valori di  vitamine e sali minerali erano riferiti a 100 g. Secondo il giudice questa disparità  tende a occultare l’elevato tenore calorico dovuto a grassi e zuccheri e l’acquirente distratto può quindi pensare che la crema contiene  poche calorie e molte vitamine. Il giudice ha invitato la società a cambiare il testo aggiungendo i valori nutrizionali riferiti a 100 g a fianco di quelli relativi a una porzione da 15 g. Ferrero ha fatto ricorso contro la decisione.

Per la cronaca, successe qualcosa di simile anche in Inghilterra nel 2008. Dove la pubblicità è stata ritirata per disinformazione, perché LA NUTELLA sarà anche un piacere al palato, ma NON fa bene alla nostra salute.
Per coloro che stanno già pensando a criticarmi vorrei chiedervi.. se un panetto di burro avesse lo stesso sapore della Nutella, lo mangereste??.. Siate sinceri, almeno con voi stessi.


Grazie, a presto!

mercoledì 17 febbraio 2016

Debito pubblico. Spiegato in maniera chiara. Il più grande furto della storia umana.

Per comprendere il “meccanismo del credito” verso gli Stati, e cioè il debito pubblico di un paese dobbiamo, innanzitutto, chiarire che il denaro – l’euro nel nostro caso, il dollaro nel caso americano – è un bene privato in quanto emesso da una banca di fatto privata. Ogni singolo euro che si trova nelle nostre tasche – ma non solo – appartiene solo all'istituto che lo ha emesso: in sostanza la sovranità monetaria appartiene alle banche, non ai popoli. Se voi prendete qualsiasi banconota in euro per esempio, noterete immediatamente la sigla BCE in diverse lingue: questa è un’importante premessa per capire la proprietà alla fonte del denaro.
La BCE – la Banca Centrale Europea – è una società per azioni completamente indipendente e “staccata” dalle normative europee ed ha il compito – ed è questa la beffa – di tutelare la politica monetaria e di conseguenza la politica economica dell’Unione Europea composta da Stati “pubblici”. La BCE è posseduta dalle Banche centrali di ciascun Paese dell’area euro – anche se in percentuali diverse – più alcune Banche centrali di Paesi estranei alla moneta unica e che a loro volta coniano le rispettive monete. Insomma, in quest’ultimo caso si assiste anche ad un terribile conflitto di interessi.
Dato che i soldi restano pezzi di carta e metallo – nonostante l’enorme valore che la società attuale, malata e drogata, attribuisce loro – gli unici costi della Banca Centrale Europea e di questa compagine di Banche private centrali per emettere gli “euro” sono quelli inerenti la tipografia e il conio delle monete. Una volta stampati e battuti, questi soldi nei fatti vengono venduti agli Stati non a prezzo di costo – o di realizzazione come ci si potrebbe aspettare – ma in base al valore nominale che è stampato sulla banconota stessa.
Ad esempio, una banconota da 100 euro viene venduta a 100 euro nonostante costi di fatto alla BCE solo 0,03 centesimi circa e il tutto, per giunta, maggiorato da un tasso di interesse che si chiama ironicamente “tasso di sconto”. L’enorme differenza – il divario – che c’è tra il valore intrinseco – ovvero il costo effettivo delle monete e banconote, nel caso sopra: 0,03 centesimi, appunto – e il valore effettivo stampato sulla moneta viene chiamato comunemente – e giustamente – Signoraggio Bancario.
Facciamo un esempio ancora più concreto: se una banconota da 100 euro costa alla BCE solo 0,03 centesimi, il Signoraggio su ciascuna banconota si otterrà sommando il valore nominale della banconota (100 euro) più il tasso di sconto o interesse (1,5%) – valore quest’ultimo preso come media dal 2002, anno di battesimo dell’euro corrente – detraendo, infine, il valore intrinseco o costo effettivo (0,03).
Dunque: 100€ + 1,5€ – 0,03€ = 101,47€ !!! 

Lo Stato debitore di turno si impegna per lo stesso valore verso di lei e verso tutto il mondo finanziario e bancario emettendo titoli di debito – i nostri BOT, CCT ecc. – che la BCE prende semplicemente in pegno e si riserva di “piazzare” sul mercato dei titoli con un ulteriore interesse a vantaggio degli Stati che acquistano e che è pagato sempre dallo Stato debitore. In pratica, tutti questi titoli di debito sono garanzie di pagamento, vere e proprie “cambiali” che gli Stati emettono per i soldi che hanno ricevuto dalla Banca Centrale Europea. Ed è qui che entrano in gioco le ormai famose agenzie di rating: queste non fanno altro che dare valutazioni della solvibilità degli Stati – emettendo giudizi sintetizzabili in lettere alfabetiche, proprio come se fossimo a scuola – e ciò in base alle politiche ed alla credibilità del Paese invalutazione”. Si noti che ogni evento, sia economico, che politico, che sociale, viene analizzato minuziosamente e dunque il mercato dei titoli di qualunque Paese sale e scende proprio come se fossimo sulle montagne russe.
Quando si sente parlare di “aste dei titoli pubblici”, il meccanismo che vi sta dietro è proprio questo: la BCE tenta di convincere gli operatori del mercato – singoli, imprese, Stati esteri, banche estere e non – della bontà della solvibilità dello Stato in questione e cerca di “piazzare i titoli” al tasso che il mercato stabilisce di volta in volta, in base alle compravendite dettate dagli eventi economici politici e sociali del Paese in questione. I tassi europei fanno tutti riferimento al tasso del Bund” tedesco: ciò avviene perché la stessa BCE è stata costruita sul modello della vecchia Bundesbank e, visto anche il peso economico e finanziario che esercita tuttora la Germania sull’Unione (dopo aver perso due guerre?), il differenziale di interesse tra il Bund e gli altri titoli – il cosiddetto Spread – resta il paradigma da seguire. Quindi questo famigerato differenziale è solo una parte del problema, anche marginale… se vogliamo.
Un discorso ulteriore riguarda l’interesse su tutto questo denaro virtuale prestato all’origine dalla BCE: esso, semplicemente, non potrà mai esistere nella struttura economica e monetaria di un Paese; se la BCE presta al popolo italiano 1 miliardo di euro al tasso dell’1,5%, quella percentuale di interesse di capitale non esiste in principio e questo perché la BCE è la sola deputata a creare ed emettere denaro per i Paesi della zona euro.

Ma questa follia collettiva di “creazione di denaro virtuale” continua: i soldi si moltiplicano anche pian piano che… si scende di livello. Cosa succede, infatti, se ciascuna banca può aumentare a sua volta la virtualità del denaro? Accade che i debiti aumentano ancora di più e i cittadini – dunque lo Stato – si indebiteranno ulteriormente verso il sistema nel suo complesso e questo, ancor più, per soldi che in realtà non esistono. Tale meccanismo si chiama “riserva frazionaria” o “Signoraggio secondario” e permette ad ogni banca di “prestare” denaro moltiplicando virtualmente le proprie giacenze.
Quando noi andiamo ad accendere un mutuo in banca, l’istituto commerciale di turno fa esattamente quello che fa la BCE con lo Stato debitore: scrive un importo virtuale sul computer e ci addebita la somma dietro però garanzie REALI di pagamento. Quindi la banca, di fatto, non ci sta offrendo nulla: il solo fatto che scriva quell'importo “fantastico” sul suo schermo addebitandocelo è frutto del potere smisurato che gode il sistema che ha creato questa finta e malata economia.
L’organizzazione bancaria, in pratica, vende solo fumo, ma pretende da noi rigorosamente l’arrosto!
Gli economisti di oggi parlano all'infinito di crescita economica e di politiche di crescita, il cui unico fine sarebbe quello di ripianare i debiti pubblici: si può crescere quanto si vuole, ma se il meccanismo del credito resta questo né il capitale, né gli interessi sul debito potranno mai essere pagati!
Naturalmente, ciò che sta accadendo ha logiche di potere che vanno ben al di là degli Stati stessi: chi tiene le fila delle banche, infatti, sa benissimo che così facendo gli Stati falliranno uno dopo l’altro e con loro fallirà anche l’intero sistema economico mondiale. Ma allora ci si chiede: perché farlo? Perché proseguire e perseguire questa via catastrofica?

I motivi, a mio avviso, sono tanto oscuri quanto semplicemente ovvi e cioè sono tutti legati alla psicologia dell’uomo e dell’attuale società, da anni ormai letteralmente ammalatasi per il dio denaro. Se ci mettiamo poi il fatto che l’umanità da sempre impazzisce per il potere, possiamo tranquillamente affermare che ora ha congegnato soltanto un nuovo metodo per arrivare al solito vecchio obiettivo di “possedere il Mondo”. Anche se dietro le quinte.
Il meccanismo verticistico e piramidale, a questo punto, è fin troppo chiaro: alla base ci sono gli Stati che devono indebitarsi. Sempre. In ogni Paese del Mondo, poi, le varie banche commerciali e in generale gli istituti finanziari mirano a speculare, ma soprattutto a detenere pacchetti azionari nelle Banche centrali nazionali, in modo da poter avere “peso nell'affare degli affari”, vale a dire la creazione smisurata e incontrollata di denaro finto e virtuale venduto – anzi imposto – ai cittadini di tutto il Pianeta.
Un ulteriore prova è ciò che sta accadendo col bene rifugio per eccellenza, l'oro. Il quale negli ultimi anni è cresciuto di valore, spingendo la gente a vederlo. Ebbene se pensiamo al denaro come un misero SISTEMA, come tale può essere cambiato. Se arriveremo ad un vero e proprio crash economico mondiale, sicuramente si tornerà al SISTEMA dello scambio d'oro. Il quale, ahimè venduto per denaro, sarà pressoché ormai nelle mani delle banche..
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Grazie, a presto!

Alimentazione come energia vitale