mercoledì 31 agosto 2016

Musica - Musicoterapia - Vibrazioni di benessere

La musica è un ottimo mezzo di espressione, un buon modo per trasmettere ciò che sentiamo senza utilizzare parole o immagini. Inoltre è in grado di cambiare e migliorare il nostro umore. Infatti, a seconda del tipo di musica che stiamo ascoltando, possiamo rallegrarci o rilassarci ma anche intristirci. La si usa per passeggiare, correre, fare le pulizie di casa o da accompagnamento per leggere un libro o cucinare. Insomma senza musica, che umanità sarebbe! ma c'è molto di più..

Dagli albori dell'umanità l'uomo è affascinato dalla creazione melodica, e abbiamo le prove che fin dai tempi della Magna Grecia molti filosofi storici e scienziati utilizzavano la musica come agente terapeutico. Più di 2.500 anni fa il filosofo greco Pitagora consigliava di cantare e suonare uno strumento musicale possibilmente ogni giorno per liberare il corpo dalle paure, preoccupazioni e rabbia.



La musicoterapia moderna ha origini inglesi. Il testo più antico fu scritto da un medico di nome Richard Browne pubblicato nel 1729. Questo lavoro intitolato “Medicina Musica” che applicava alla musicoterapia i principi scientifici recentemente sviluppati dal matematico e filosofo René Descartes, ebbe un grande impatto sulla pratica della musicoterapia negli Stati Uniti.
Oggi sappiamo che la musica ha una serie di effetti fisiologici. Influisce sulla frequenza respiratoria, pressione arteriosa, le contrazioni dello stomaco e livelli ormonali. Le frequenze cardiache vengono accelerate o decelerata a seconda dei casi, ed è anche noto che la musica può alterare i ritmi elettrici del cervello. Se chiudiamo gli occhi e ascoltiamo per pochi minuti alcuni suoni prodotti da martelli, gocce di pioggia, risate di bambini, un’orchestra sinfonica,  questo può influenzare positivamente o negativamente la nostra salute. 

Questione di vibrazioni
Il Dr. Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese, ha messo a punto una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi d'acqua, come l’acqua di rubinetto di diverse città del mondo, acqua proveniente da sorgenti, laghi, paludi, ghiacciai di varie parti del mondo.
Gli venne poi l’idea di esporre l’acqua alle vibrazioni della musica. Si è visto che i cristalli dell’acqua trattata mutano di struttura, inviando dei messaggi. Vi invito a fare ricerche su di lui perché è molto interessante il suo lavoro. 

Come il Dr. Emoto, altri ricercatori e scienziati si affascinano dallo scoprire che tutto è in relazione attraverso le vibrazioni. Un esempio a me vicino (visto che è biellese) è Emiliano Toso, Biologo cellulare che da anni crea meravigliose sinfonie a 432 Hz, la frequenza della vita. La sua musica nasce in modo molto particolare, frutto di una sensibilità innata e fuori dal comune, unita a studi e conoscenze di biologia e di fisica quantistica. Emiliano Toso collabora inoltre con un altro grande biologo, lo statuinitense Bruce Lipton (non è quello dei The), che a proposito della sua musica dice:  “favorisce il rilassamento e aumenta la salute invertendo gli effetti dannosi dello stress cronico. La musica serena e avvolgente di Emiliano è una potente prescrizione per aumentare l’attività delle onde alfa del cervello, che a loro volta abbassano la pressione sanguigna, il ritmo respiratorio e il battito cardiaco mentre rinforzano il sistema immunitario”.       Emiliano Toso : wingprinting

Negli ospedali

Recentemente è stata utilizzata la musicoterapia come mezzo per alleviare l’ansia dei pazienti che devono sottoporsi a qualsiasi procedura chirurgica. I pazienti che ascoltano musica prima, durante e dopo la loro esperienza di chirurgia, provano meno dolore e ansia, quindi sono necessari meno farmaci e recuperano più velocemente. La musica in questo caso armonizza un’ambiente (sala operatoria) che normalmente trasmetterebbe ansia ai pazienti. E non è tutto. In un recente studio si è scoperto che trasmettere la musica in sala operatoria riduce sensibilmente il numero dei sedativi richiesti per i pazienti. Addirittura (e non credo ci stupisca più di tanto) un altro studio ha stimato che la musica è efficace come 2,5 milligrammi di Valium. 

Ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo che lega la musica alla matematica, alle vibrazioni corporee e  alla mente. Una cosa è certa però : finché l'umanità esisterà, ci sarà sempre uno strumento, una voce, un bisbiglio a darci conforto e speranza, perché la musica non è altro che il nostro spirito libero


Grazie, a presto!




mercoledì 8 giugno 2016

Europa. Unica moneta, unico maltempo!

Le immagini della Senna che minacciava di straripare su Parigi hanno fatto il giro del mondo, così quelle dei suoi prestigiosi musei chiusi per l'emergenza. In Francia l'ondata di maltempo è stata definita dalle autorità una catastrofe.
In Germania il maltempo è stato generato da temporali con pioggia di violenza insolita, che hanno allagato terreni non abituati a ricevere così tanta acqua in breve tempo.
Il maltempo ha colpito e continua ad interessare l'Europa con temporali che scatenano tempeste elettriche, che producono migliaia di fulmini in un'ora, sono causa di circoscritte alluvioni lampo, di allagamenti improvvisi che imprigionano gli automobilisti in strade che diventano torrenti in piena o laghi d'acqua melmosa.
Da più parti si sono avute vittime e feriti. Vi abbiamo diffusamente parlato di decine di persone colpite dai fulmini, un fatto insolito per numero di eventi per l'Europa, altra situazione che comprova l'intensità dei temporali.
Poi c'è la grandine di grosse dimensioni, quella che non solo distrugge i raccolti agricoli, ma che danneggia le auto, infrange i vetri, cagiona milioni di euro di danni.
Altri 15 giorni di maltempo vengono messi in conto dalle previsioni, e allora giugno 2016 sembrerà simile a quello del 2014 (annata piovosissima per l'Europa).

A generare il maltempo europeo sono vari elementi definiti in meteorologica, "fattori climatici di comportamento", che su vasta scala alterano il clima. A ciò poi si somma anche un aumento della temperatura media del Pianeta che si manifesta da anni, e che offre una maggiore energia da spendere in maltempo estremo.
Ma se in Europa abbiamo maltempo estremo, in altre parti del Pianeta si registrano ondate di caldo eccezionale, tanto intense da fondere l'asfalto delle strade come è accaduto in India, dove sono stati misurate temperature di 51°C (rilevamento ufficiale).
Anche negli USA il maltempo continua ad essere estremo. Ma da loro ciò è in parte nella norma per il periodo, anche se si rileva un aumento di numero dei tornado, delle grandinate, delle alluvioni lampo rispetto alla media.
Ma tutto questo sconquasso climatico non è al termine: in Pacifico si sta formando La Niña che segue un altro fenomeno estremo che è stato fortissimo, di cui più volte vi avevamo parlato che era El Niño, e che potrebbe esser stato la causa dell'inverno mite in Europa.
Questi fenomeni hanno il potere di alterare i fragili equilibri del clima terrestre, e di influenzare anche il tempo atmosferico in Europa. Perciò si ha il sentore (anche scientifico) che in molte parti del Pianeta siamo lungi dal ritorno verso un clima più favorevole.
Ora, per il solo gusto di essere un complottista nato, posso assicurarvi che "Il clima terrestre è un modello troppo complesso per esser dominato in tutte le sue variabili, alcune delle quali dipendono da cicli millenari".
Anche se, dalle ricerche effettuate, si avvince che la tecnologia per il controllo di porzioni limitate di territorio esiste gia! Negli USA una società privata, la “Weather modification Inc.” (facilmente rintracciabile su google), fornisce su richiesta tutta la tecnologia per far piovere artificialmente.
Si adopera lo ioduro d’argento per provocare la coalescenza delle particelle umide. Non dovrebbe destare meraviglia il fatto che esista anche la possibilità di ottenere l’opposto. Se questa ipotesi è vera, non si può continuare ed addossare la responsabilità della desertificazione all'effetto-serra o alla polluzione industriale. 
Sembra una sceneggiatura alla “X-files”: armi segrete, aerei fantasma, servizi segreti roba già vista…”. Comprendo questi sentimenti. Li ho nutriti anch'io per molti anni, quando non volevo aprire gli occhi.
Purtroppo le scie chimiche non sono un film.  E per chi ne è interessato ci sono una miriade di articoli nel web (tanti sparati a caso, ma tanti con studi fatti nel corso degli anni) perciò vi invito a scrutarli! perche parliamo di scie reali e concrete, prodotte da ugelli laterali di velivoli in dotazione della NATO, ridipinti di bianco. Parliamo di migliaia è migliaia di voli su una superficie di territorio che nessuno saprebbe quantificare. Parliamo di attività diurne e notturne, condotte sopra le nostre (alquanto distratte) teste, tutti i giorni della settimana, a Pasqua, a Natale e quando il Papa è mortoParliamo di un’attività inesistente per i media e fotografata soltanto da privati cittadini. Parliamo di cecità dei nostri controllori di volo.
Si possono avanzare molte ipotesi intrecciate: guerra economica contro l’Europa. Favoreggiamento della privatizzazione idrica (dopo la drastica riduzione delle nostre risorse…), imposizione di sementi OGM resistenti al secco o alla troppa acqua in un mercato stremato e ricattabile..

In fine: Non ci sono UFO in questo Film..




Grazie, a presto!

domenica 1 maggio 2016

Verso un futuro senza lavoro. Pienamente liberi.


Se guardiamo come l'evoluzione sociale sta portando avanti le varie rivoluzioni industriali, possiamo notare che oggi siamo colpiti più che mai dalla deflazione tecnologica, cioè di quel processo grazie al quale, attraverso nuove innovazioni, usufruiamo di più ricchezza con meno costi e meno lavoro. Infatti, quando cambia un paradigma produttivo, molte persone vengono colpite e i loro mestieri eliminati e progressivamente nascono nuovi mestieri. Ma attenzione che la Storia fa rima, ma non si ripete. Mai. E il futuro è sempre diverso da come uno se lo possa aspettare guardando al passato.
Ma cosa differenzia la situazione attuale rispetto alle precedenti rivoluzioni?  La differenza, ad esempio, con la Prima e la Seconda Rivoluzione Industriale è che quest'ultime hanno creato nuove tecnologie, che effettivamente hanno semplificato la vita e la produzione, ma al tempo stesso hanno creato nuovi bisogni. Bisogni significano iniezioni di scarsità, di non soddisfazione, e la scarsità è la condizione su cui si basa l’attuale sistema capitalista, ma su cui si sono basate anche le economiche pianificate ormai quasi del tutto scomparse o ridimensionate. La grandissima differenza con questa, se vogliamo chiamarla, Quarta o Quinta Rivoluzione Industriale, è che ormai, quasi tutti i bisogni sono soddisfatti.
Questo non vuol dire assolutamente che non ci sia più nulla da creare, ma che qualsiasi nuova innovazione non è che un rendere più efficienti quelle precedenti (ovviamente non tutte sono così, ma un buon 80%) e rendere più efficiente senza creare ulteriori bisogni crea deflazione diffusa. Quali invenzioni-innovazioni possiamo aspettarci dal futuro? Fusione nucleare, rinnovabili più performanti, treni che viaggiano a mille orari, auto che consumano poco e non inquinano, applicazioni per semplificare la vita, guida automatica, wifi gratuito e diffuso, robot che ci puliscono casa, nanotecnologie, tutte cose che creano si un nuovo prodotto da consumare, ma che ci fanno risparmiare
Quindi sempre più deflazione tecnologica reale. Mentre quella del passato era solo deflazione tecnologica apparente, perché creava nuove tecnologie ma anche nuovi bisogni, adesso si creano nuove tecnologie sempre più efficienti nel soddisfare bisogni già abbastanza soddisfatti. Un esempio: Whatsapp. E’ vero questa applicazione ha creato il bisogno di possederla, ma pagando meno di un euro all'anno si risparmiano potenzialmente decine di euro di sms. Oggi come oggi si creano quindi dei bisogni che però ci fanno abbondantemente risparmiare su altri. Quindi questa è deflazione tecnologica reale. Ed è un fenomeno bellissimo, ma che mette irrimediabilmente il capitalismo in una crisi cronica. Ed infatti lo vediamo da soli come la disoccupazione stia diventano endemica in parecchi stati. Ed anche se dovessero sorgere nuovi bisogni oggi inimmaginabili, con la robotizzazione, saranno probabilmente i robot a soddisfarli di conseguenza non si avrebbe comunque nessun miglioramento a livello occupazionale.
Quindi abbiamo da una parte una massa di disoccupati e sottoccupati, dall’altra l’abbondanza di risorse e servizi in eccesso. E le due parti non riescono ad incontrarsi. se c’è abbondanza il capitale muore ed è quello che vediamo sotto i nostri occhi, con il saggio d’interesse diventare negativo e con la proprietà diventare un costo e non una rendita.
Perciò oggi viviamo in un momento di transizione, caratterizzato dalla permanenza del regime capitalista senza avere più il consenso diffuso tra la massa e senza essere più in grado di uscire in maniera duratura dalla crisi. Questa transizione è quindi una fase di crisi costante, con un sistema che per la sua stessa struttura non è in grado di risolvere. Detto questo, l’avvento dei creatori o gestori di software non può ovviamente compensare il pesante calo dei produttori di hardware, che sono ed erano una massa di persone, mentre i creatori sono una minoranza. In questa fase di crisi quindi, abbiamo piccoli gruppi che si avvantaggiano e una massa di persone che vengono gettate senza via d’uscita nella disoccupazione e una deflazione tecnologica imperante ed ormai esponenziale eliminare sempre più categorie di lavoratori: in primis vedremo la scomparsa dei tassisti, degli autisti, poi di tutti quei lavori ripetitivi e facilmente programmabili in un automa, come le pulizie, la produzione industriale e poi, e noi forse lo vedremo, ci sarà l’avvento dell’intelligenza artificiale, che non vuol dire che i robot avranno un’anima o una coscienza ma che saranno in grado di ragionare, imparare e risolvere problemi. 
Con l’intelligenza artificiale spariranno gradualmente tutti i lavori. Gli unici lavori che probabilmente continueranno ad esistere saranno quelli artistici, creativi e personali, forse i ricercatori, ma anche li la concorrenza diventerà enorme, (dato che esisterà una massa di persone che si dedicherà alle arti ed alla scienza) ed inoltre anche gli stessi robot potranno evolvere anche a livello artistico. Quindi è inevitabile, in futuro non lavoreremo e potremo dedicarci alle nostre passioni o ai nostri hobby. Anzi possiamo dire che il lavoro continuerà ad esistere come hobby  L’unico problema è che dobbiamo passare dalla fase di transizione, dagli esiti imprevedibili. il lavoro umano va verso la sua meritata fine, i nostri figli forse, ma sicuramente i nostri nipoti, saranno liberi dal lavoro. Come detto sopra il problema è passare dalla fase di transizione e in questa fase ci sono parecchi rischi, dato che i conflitti armati, creando distruzione e quindi nuova scarsità, danno linfa nuova al sistema capitalista. In qualsiasi caso, ad eccezione di un conflitto nucleare o di apocalittici disastri ambientali, anche se più lenta di quanto potrebbe essere, la deflazione tecnologica porterà inevitabilmente alla fine del nostro sistema. Perciò in un futuro non troppo lontano, non si lavorerà per qualcosa di meglio, non lavoreremo affatto! e saremo di fronte alla piena libertà.



Grazie, a presto!


mercoledì 13 aprile 2016

Dormire Bene. Accorgimenti e rimedi naturali

Ti giri e rigiri nel letto senza prendere sonno, ti fai vere e proprie notti in bianco o ti svegli quando il gallo canta. Se ti accade spesso probabilmente soffri di insonnia. Un disturbo che colpisce un italiano su 4. 
La più comune delle insonnie è la difficoltà ad addormentarsi. La testa va su mille pensieri aspettando che Morfeo ti accolga fra le sue braccia.
C'è poi il risveglio precoce: ti addormenti bene, ma nel cuore della notte ti svegli per rimanere a pancia in su con gli occhi spalancati. Anche se questo tipo di insonnia non va confusa con la predisposizioni di molte persone a svegliarsi all'alba. 



Esiste un decalogo per "l'igiene" del sonno

1) Di sera cerca di rallentare, non farti invadere dalle pre-occupazioni.
2) Quando ti corichi, metti al bando tv, computer, cellulare, smorzando le luci e i rumori, nascondendo gli orologi visibili e una temperatura non superiore ai 22 gradi.
3) Non sdraiarti a digiuno ma neanche stra pieno di cibi ricchi in proteine e grassi, che rallentano la digestione. via libera a pasta, cereali, legumi, verdura e frutta secca.
4) Evita di bere, alla sera, bevande contenenti sostanze energizzanti, come caffè, the, cola o alcolici. 
5) Anche le sigarette disturbano il sonno, perciò cerca di fumare meno nelle ore serali.
6) No a lunghi sonnellini pomeridiani ed evita di addormentarti davanti la Tv prima di andare a letto.
7) Lo sport serale eccita il sistema nervoso. va bene alle 19, ma non di certo alle 23.
8) Cerca di coricarti e svegliarti sempre alle stesse ore.
9) Non rimanere a letto vigile a lungo. Se non prendi sonno nei primi 20 minuti, alzati e ritenta più tardi.
10) Una o due ore prima di andare a letto rilassati con una doccia calda, un bagno o anche solo un pediluvio.


Oltre a queste regole di igiene del sonno, esistono parecchi rimedi naturali, tisane o integratori, che puoi trovare in farmacia, parafarmacia o erboristeria.
Ecco una serie di rimedi studiati e approvati scientificamente per favorire il sonno.

CAMOMILLA
Ha blandi effetti sedativi utili per i disturbi minori di insonnia. In erboristeria si trovano i capolini (i classici fiorellini) in bustine da the, e anche integratori a base di estratto secco del medesimo fiorellino. la camomilla non ha principali controindicazioni e la sua tossicità è molto bassa. 
VALERIANA
Efficace per chi non riesce ad addormentarsi per la sua leggera dose sedativa. si trova come radice secca in erboristeria per preparare infuso o per un bagno caldo. Si trovano anche gli integratori o farmaci da acquistare senza ricetta. Ma il suo livello di tossicità è un po elevato, quindi non andrebbe mai assunta per oltre un mese e mai insieme ad alcolici. 

LAVANDA
Bella per le bordure nelle aiuole, è nota per la sua azione calmante, favorisce un sonno ristoratore. in erboristeria si trovano i fiori con cui preparare una tisana. O anche l'olio essenziale da utilizzare su una zolletta di zucchero. anche della lavanda si possono trovare integratori in erboristeria. Non ha effetti avversi ma comunque meglio non prolungare il suo utilizzo. 
MELISSA
Se la vostra insonnia è dovuta ad una cattiva digestione, la melissa fa al vostro caso. assumere le foglie sotto forma di infuso prima di andare a dormire o la tintura da diluire in un bicchiere d'acqua durante la giornata, favorirà la vostra digestione. Ovvio non fa miracoli, se vi ingozzate a cena. Ha una bassa tossicità, ma comunque non va assunta per lunghi periodi. 
PASSIFLORA
Pianta arrampicante che ha un'azione calmante, utile per rilassarsi prima di conciliare il sonno. Più efficace la tintura da diluire in un bicchiere di acqua tiepida o 2-3 gocce al giorno. Ma la si trova anche  in erboristeria e parafarmacia sotto forma di compresse contenenti l'estratto conto. Non ha effetti collaterali, quindi non ha un periodo massimo di assunzione, ma sicuramente è da evitare se già si assumono altri farmaci sedativi. 
BIANCOSPINO
Se mentre siete a letto che girate e rigirate, notate di avere anche il batticuore, il biancospino fa al caso vostro. Utilizzato per la creazioni di siepe per il suo bel colorito bianco in primavera, in erboristeria si trovano fiori e foglie essiccate per la preparazione di un infuso, la tintura (30-40 gocce al giorno) e gli estratti sotto forma di compresse. esistono anche gli integratori. Comunque, visto e considerato che agisce sul sistema cardiovascolare, meglio chiedere al medico di fiducia prima di assumerlo. 

Se con questi rimedi concessi da Madre Natura, l'insonnia persiste, allora potreste provare con la melatonina. Ormone prodotto dall'epifisi, questa sostanza serve a regolare i ritmi sonno-veglia ed è al massimo di giorno e al minimo di notte. sotto forma di integratori per i disturbi del sonno lievi, e sotto farmaco quando di sonno proprio non se ne parla (con ricetta del medico). gli integratori non danno problemi, mentre il farmaco può avere effetti collaterali come sonnolenza, tachicardia, mal di testa, ipotermia. Comunque la sua tossicità è molto bassa.

Non mi resta che dire Buona notte!

Grazie, a presto!



sabato 9 aprile 2016

Energia Europea. Verso l'indipendenza dai carburi.

Per quel che riguarda l'energia Europea oggi giorno hanno un ruolo di primo piano gli impianti per l’estrazione dei metalli e quelli legati alla produzione e alla distribuzione di petrolio, gas, elettricità. Siamo ancora lontani da un sostentamento "pulito".
Tra i minerali metallici più diffusi in Europa il più importante è il ferro: le principali miniere si trovano in Russia, Ucraina, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Francia e Spagna. Per quanto riguarda la bauxite, da cui si ricava l’alluminio, i maggiori giacimenti si trovano in Russia, Grecia, Ungheria, Francia e Croazia.
La Russia è tra i maggiori produttori mondiali di petrolio e gas naturale: il 40 per cento circa del petrolio e il 25 per cento del gas vengono estratti nella Russia europea mentre il resto proviene dai giacimenti siberiani asiatici, dove i costi di estrazione sono molto alti a causa della rigidità del clima.
I paesi dell’Europa Occidentale sono invece largamente dipendenti dall’estero per l’approvvigionamento di idrocarburi. Insufficienti, rispetto al fabbisogno, sono infatti i giacimenti di petrolio e gas naturale presenti nel Mare del Nord (Regno Unito, Norvegia e Paesi Bassi) e in Romania.
Una fitta rete di oleodotti e metanodotti percorre tutto il continente; i principali nodi si trovano nelle regioni industriali dell’Europa Occidentale e in Russia. Numerose raffinerie sono localizzate in prossimità dei porti e delle grandi aree metropolitane.
In seguito alla crisi petrolifera degli anni Settanta, i governi di quasi tutti i paesi europei hanno destinato ingenti finanziamenti allo sviluppo di energia nucleare. L’incidente alla centrale di Cernobyl (Ucraina 1986), e quello di Fukushima (Giappone 2011) hanno suscitato gravi preoccupazioni nell'opinione pubblica e alcuni paesi, come l’Italia e l’Austria, hanno optato per l’abbandono del nucleare. Tuttavia, altri stati hanno continuato a ricavare dalle centrali nucleari una parte consistente della loro energia: è il caso della Francia (dove il 78 per cento dell’elettricità prodotta è di origine nucleare), del Regno Unito, Belgio e di quasi tutti i paesi dell’Europa Orientale.
Energia pulita:
In Europa Occidentale, le aree in cui la produzione di energia idroelettrica è maggiormente sviluppata sono la Regione Scandinava (Svezia, Norvegia) e quella alpina (Svizzera, Austria, Italia); in Russia le centrali maggiori si trovano sul Volga e sui fiumi siberiani.

Tra le fonti energetiche “pulite”, che consentono di ridurre la dipendenza dal carbone e dal petrolio, è sempre rilevante l’energia solare: centrali elettriche solari di una certa dimensione sono presenti in Grecia, Paesi Bassi, Danimarca,Germania e Italia.




L’energia del vento (eolica), già molto sfruttata prima della rivoluzione industriale, è stata riscoperta negli anni Settanta; questa fonte di energia è utilizzata in misura abbastanza rilevante in Danimarca, Germania, Paesi Bassi e un buon uso ne fa anche la Spagna.

Impianti per lo sfruttamento dell’energia geotermica sono in funzione nelle aree caratterizzate da fenomeni di vulcanismo, in particolare in Italia Centrale e in Islanda: il vapore e l’acqua ad alta temperatura emessi dal sottosuolo vendono utilizzati sia per riscaldare le abitazioni, sia per produrre elettricità.

Sono fiero di essere nato in uno dei paesi pionieri del NO al Nucleare. Mi piacerebbe che si investa ancora di più nelle energie pulite, ma sono speranzoso sia come italiano che come cittadino europeo. Siamo sulla buona strada.

Grazie, A presto!

mercoledì 23 marzo 2016

Agnello di Dio

"Agnus Dei è un'espressione evangelica in lingua latina che significa "Agnello di Dio" e si riferisce a Gesù Cristo nel suo ruolo di vittima sacrificale per la redenzione dei peccati dell'umanità"

Si avvicina la pasqua. E come la tradizione vuole, l'agnello fa da padrone nei menù. Vediamo allora da dove deriva tale tradizione.
Trova la sua origine nel culto dell'Antico Testamento e anzitutto nell'agnello pasquale degli Ebrei, il cui sangue posto sugli stipiti delle porte, salverà dall'angelo della morte (Esodo 29). L'immagine dell'agnello di Dio fu applicata dal profeta Isaia alla misteriosa figura del servo di JHWH (Is 53, 7-12). Gli ebrei interpretano perlopiù questa figura come un simbolo del popolo di Israele, anche se essa è stata interpretata anche come una profezia messianica. L'applicazione di questa profezia a Gesù, identificandolo quindi col Messia, è proclamata da Giovanni Battista secondo la narrazione del vangelo secondo Giovanni:
« Ecce Agnus Dei, ecce Qui tollit peccatum mundi » (l'agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo)

All'ideale di purezza immacolata, virtù, espiazione e sacrificio eucaristico, il Battista aggiunge quello della universalità dello scopo: “Colui che toglie i peccati del mondo”, e non solo quelli di Israele. E questa concezione del figlio di Dio come buon agnellino la troviamo anche in altri passaggi del nuovo testamento.
Comunque i millenni passano, l'uomo attraversa diverse epoche e tale tradizione arriva ai giorni nostri come un bel pezzettone di agnello a tavola, e le persone nemmeno sanno che simboleggia la redenzione dei peccati. 
Ora, io sono vegetariano e non mi va di fare la predica ai carnivori. Mi piacerebbe invece che ogni individuo sia consapevole di ciò che mette in bocca. Consci del fatto che la carne non nasce al supermercato dentro il contenitore, ma che è un essere vivente. proprio come lo sono il cane e il gatto. 
Non sopporto quelle persone che davanti al telegiornale e alla notizia dell'ennesimo canile in condizioni pessime si impietosiscono....mentre si mangiano la braciola. 
Capisco però che questo non è un fattore di ipocrisia ma credo invece sia di ignoranza. Ignorare che quel che si ha nel piatto era un animale che respirava, che aveva sensazioni e che ha passato la sua vita in modo atroce. (come Aushwitz? )
Allora caro Carnivoro. io ho la mia opinione, tu hai la tua. non voglio offenderti ma vorrei che tu facessi una cosa. Come io non compro l'insalata pronta e lavata nei sacchetti, ma la compro (non al supermercato) me la lavo e la taglio, vorrei vedere te comprarti l'agnellino, sgozzarlo pronunciando "Dio questo sacrificio è per te" tagliarlo e cucinarlo.

Quanti carnivori sono tali solo ed esclusivamente per un fattore di comodità? ma si la braciola si fa in 5 minuti ed è buona. Si è buona (al palato, lo ammetto) ma non si fa in 5 minuti. si prepara nell'arco di una vita di un essere vivente. il maialino in quel caso. 
Perciò se credi in Dio, ricordati che disse "ama il tuo prossimo come a te stesso" (non solo cani e gatti e gli altri ce li mangiamo). Siamo tutte creature di quel Dio.
Se non credi in Dio e vi va l'agnello o il vitello o il maialino o qualsivoglia bestia, allevala! sono convito che la maggior parte de carnivori in tal caso se ne affezionerebbe e non riuscirebbe a toglierli la vita. 
E chi invece anche allevandola decide di ammazzarla e mangiarla, complimenti, sei un carnivoro D.O.C e perciò hai il mio rispetto. Tu per la tua strada, io per la mia. 



Non esistono mezze misure. Non esiste animale da chiamare "bambino" e animale da chiamare "cibo". Facciamo parte di un unico pianeta, e come tale dobbiamo imparare a coesistere tutti insieme, animali compresi.





Grazie, a presto!

sabato 12 marzo 2016

Inizia la bella stagione. Facciamocela di Corsa!

Correre: perché questa forma di movimento naturale e innata nell’uomo è divenuta così interessante? 
Il fatto che il numero dei corridori del tempo libero, si sia moltiplicato nel giro di pochi anni, non è un fenomeno solo nazionale. Secondo recenti sondaggi infatti, la corsa è lo sport in più rapida espansione del nostro tempo. Ovunque ormai numerosi i podisti che ogni settimana, corrono nelle strade del centro città come in quelle sterrate alla periferia del paese.


La corsa definita la regina di tutti gli sport, ha un posto di privilegio tra gli sport di resistenza, per i seguenti motivi:
• La corsa è una forma di movimento naturale ed innata; non occorre una particolare preparazione tecnica. Si può correre con qualsiasi tempo e (quasi) in ogni luogo, con la neve o con la pioggia. Non sono necessarie particolari condizioni atmosferiche;
• La corsa è uno sport poco costoso, non sono necessarie forti spese di equipaggiamento e attrezzatura (non è necessaria la tuta mega tecnica, ma un occhio di riguardo alle scarpe si). A parte il valore che ha per la salute, correre può anche essere un semplice divertimento;
• Correndo si può scoprire la natura, specie se si sceglie un percorso in mezzo al verde;
• Una corsa sotto un acquazzone, può far sparire in fretta il malumore;
• La corsa lenta o jogging, inoltre, se praticata costantemente, almeno 3 volte la settimana, rigorosamente a giorni alterni, da una piacevole sensazione di benessere (favorisce il rilassamento mentale e contribuisce a rafforzare e tonificare la muscolatura), aiuta a prevenire alcune malattie cardio-circolatorie, fra queste, l’infarto (risulta poi efficace anche nella riabilitazione del cardiopatico), riduce i cuscinetti di grasso, specie se si corre lentamente per un oretta.
Cercherò di spiegare cosa bisogna sapere e cosa occorre fare, per praticare la corsa, il jogging (corsa lenta) o il walking (camminata a passo spedito) senza problemi, in modo da raggiungere e mantenere la forma fisica ideale. 

1- L'obiettivo 
Bisogna averlo e deve essere forte. Non importa se sia l'essere in forma, il perdere i chili di troppo, il gareggiare nella corsa su strada della propria città o del proprio paese. Avere delle mete da raggiungere è fondamentale per non scoraggiarsi e mollare tutto alle prime difficoltà, Per molti la maratona è la molla che spinge a cominciare a correre. Ma non bisogna pensare di poter affrontare i 42 chilometri dopodomani o in tempi brevi. Io consiglio sempre una meta raggiungibile alla volta. perché psicologicamente il raggiungimento per dire dei 5 km, poi dei 10 km e così via ci da più forza ad andare avanti.

2- La fatica
Non lasciatevi spaventare. All'inizio è inevitabile. Si pensi alla bicicletta: quando si incomincia a pedalare si fa fatica, ma dopo i pedali girano da soli. Così nella corsa il motore ha bisogno di "scaldarsi" prima di rendere al meglio. Sappiate comunque che la corsa, se eseguita in modo graduale e costante, tende ad aumentare la resistenza.

3- La ginnastica
Se non ne sapete niente, evitate di farla. É meno pericoloso. Non eseguite nemmeno lo stretching. Infatti, seppur indispensabile prima e dopo la corsa, va fatto nel modo giusto, diversamente potrebbe risultare più dannoso che benefico. In commercio, tra l’altro, ci sono ottimi manuali. Il più famoso è “Stretching” di Bob Anderson. 

4- Lo stile
Corri come sai: solo quando si sarà acquisita un po’ d'autonomia ci si potrà concentrare su un gesto atletico migliore. Il giorno in cui si è in grado di correre venti minuti di seguito si può fare attenzione a non tenere le braccia troppo alte o troppo basse, a non stringere i pugni ma a tenere le mani semi aperte e rilassate, a non correre troppo sulle punte ne sui talloni (ma cercare la "rullata" del piede), a non essere rigidi come baccalà, ma neppure molli come budini, a non procedere ad ampi balzi, ma a tenere i piedi i più possibile vicini al terreno. Insomma corri sentendo il tuo corpo!

5- Non correre con scarpe inadeguate
Ad esempio quelle piatte del tipo Superga, quelle da tennis, da basket o, peggio, del genere con la suola altissima tanto di moda tra i giovanissimi. Le scarpe per gli altri sport, infatti, sono inadeguate per il gesto della corsa. Troppo pesanti o troppo leggere, sicuramente poco ammortizzanti, rendono più faticoso lo sforzo a livello muscolare e più lento e doloroso il recupero. In fin dei conti: si avvertirà prima la fatica e in ricordo rimarrà certo un discreto mal di gambe. Per non sbagliare acquisto la cosa migliore è entrare in un negozio specializzato spiegando che si è agli inizi.  
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6- Caro diario
L’abitudine di annotare i dati di ogni singola uscita può diventare un ulteriore stimolo a continuare l’avventura della corsa. Tenere scritti gli allenamenti e registrare i miglioramenti aggiunge “carica” e voglia di fare. Oltre ai minuti di corsa vale la pena di segnare le sensazioni: a distanza di tempo sarà divertente rileggere il tutto e ripercorrere con la memoria la “magia” di certi piccoli successi.

7- Alimentazione
Parliamo di corpo e dieta. La corsa, lo scoprirai presto, aumenta notevolmente la consapevolezza del tuo corpo. Imparerai a conoscere i tuoi muscoli, a scoprire come cambiando postura si faccia meno fatica e si evitino gli infortuni e – soprattutto – troverai nel cibo un importante alleato. Iniziare a correre non significa mangiare il doppio rispetto a prima, semplicemente lo farai in maniera più consapevole. Sta’ tranquillo, non sto dicendo che dovrai smettere di bere (la birra dopo una corsa è una grande fonte di motivazioni ;) o di mangiare quello che ti piace, semplicemente cerca di bilanciare l’alimentazione, trasformandola da semplice fonte di sostentamento a strumento per correre e vivere meglio.


8- resisti al divano
Il divano (o il letto, al mattino) può essere il tuo nemico principale: dopo una giornata pesante chiunque vorrebbe riposare davanti alla tv. In realtà esistono molti modi per rilassarsi e correre è sicuramente quello più appagante, dopo lo sforzo iniziale te ne renderai conto. Non è facile, lo so, ma trasformare il divano nel tuo "mantra" quando corri ti farà godere molto di più quando ti ci siederai. (anche se starai così bene da non sentirne la necessità, credimi!)

9- Ascolta solo te stesso
Ti dicono che sei troppo fuori forma per correre? Che la corsa fa male alle articolazioni? Che sei troppo vecchio per raggiungere risultati? Ecco, sono tutte stronzate! Nessuno ti impedirà, con la giusta dedizione, di diventare un runner molto veloce e comunque, anche se non ci riesci, scoprirai che – alla fine – l’importante è superare te stesso, non gli altri.

10 - DIVERTITI
Se sei arrivato fin qui a leggere, vuol dire che hai già la giusta motivazione. perciò non pensarci più. va fuori e corri! :-)




Grazie, a presto!





Alimentazione come energia vitale